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PAPA'
ANCHE PER TE SUONA LA CAMPANA
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Alle
ore 12 del 21 maggio 2006, sul colle di Miravalle,
"Maria Dolens", la Campana dei Caduti e
della Pace, ha suonato anche per Torello Tombesi,
decorato di medaglia d'argento e di medaglia di bronzo
nella guerra 1914 - 1918, caduto a Roma il 13 aprile
1944.
la
Federazione di Roma del P.F.R. dava notizia del vile
attentato con il seguente comunicato:
"Ieri mattina, mentre usciva di casa, è
stato freddato, con colpi di rivoltella, da sicari
al soldo del nemico, il camerata Console Torello Tombesi,
Comandante la Legione di Roma della G.N.R. Ferroviaria".
Nell'attentato, per le gravi ferite riportate, trovò
la morte anche il giovane milite, Giuseppe Gentile,
che era con lui.
Le esequie dei due Caduti ebbero luogo in forma solenne
ed alla presenza delle più alte cariche militari,
civili e politiche di Roma, nella Cappella del Policlinico
Umberto 1° trasformata in camera ardente.
Nessuna recriminazione
fu consentita, nessuna rappresaglia venne eseguita.
Sul tragico episodio scese il silenzio e forse l'oblio.
Febbraio
1949 - sul periodico "Italia Monarchica"
viene pubblicato un articolo del giornalista Massimo
di Massimo dal titolo "Nato
in casa mia l'attentato di Via Rasella".
Narra l'articolista come, nel 1944, venne occasionalmente
in possesso di appunti dattiloscritti, dalla cui lettura
si rese conto trattarsi delle segnalazioni degli informatori
sulle azioni da compiere dai G.A.P., sulle persone
da eliminare. Quindi così continuava: "Un
qualsiasi nome scritto in quelle righe senza aggettivi,
poteva mettere in movimento un individuo con la responsabilità
di un giustiziere.
Lessi il nome del Console delle Milizia Ferroviaria
Torello Tombesi, ucciso a revolverate mentre usciva
di casa. Accanto al nome un segno rosso: eseguito!
Conoscevo Tombesi da anni e mi tornarono in mente
alcune sue frasi scherzose. Nel suo servizio, nulla
poteva giustificare la morte violenta. La Milizia
Ferroviaria aveva sempre tutelato il patrimonio dello
Stato, era un servizio di guardianaggio puro e semplice
senza addentellati politici. Ma. evidentemente, l'azione
dei G.A.P. doveva rivolgersi senza discriminazioni
contro chiunque indossasse una divisa e un funzionario
delle Ferrovie era giustiziato per il solo fatto di
chiamarsi Console".
Maggio
1984 - Le "Edizioni Riunite" pubblicano
il libro "La vita indivisibile - Diario 1941-1947"
di Franco Calamandrei, che dei G.A.P. romani fu vice-comandante.
Figlio dell'illustre giurista Piero Calamandrei, Franco
Calamandrei è un intellettuale che, negli anni
giovanili, collabora alla rivista dei GUF (Gruppi
Universitari Fascisti). partecipando anche ai Littoriali
della Cultura; dopo 1'8 settembre 1943 partecipa alla
lotta partigiana, di cui diviene un protagonista.
Nelle pagine del suo "diario" il racconto
dell'atto terroristico e, ancor più. l'indicazione
delle sue finalità ultime, poi ostacolate da
impedimenti imprevisti che evitarono l'ulteriore spargimento
di sangue innocente. Eccone alcuni brani:
10 aprile - S. dà
il via per l'uccisione dell'ufficiale della milizia
che dovrà fornirci il funerale. Oggi infatti
Maria prenderà il collegamento con l'infermiere
del Policlinico che ci terrà informati: e la
carrozzina è pronta...
12 aprile - _Gu. e Ra.
hanno individuato stamani un colonnello M che domattina
cercheranno, insieme con i loro, di giustiziare.
13 aprile - ...L'azione
di via Anapo (colonnello della milizia) è stata
effettuata perfettamente. Hanno sparato Al. e S: Gu.
e Ra., Fra. e Ant. hanno fatto da copertura. Quando
la motocarrozzetta è arrivata dinanzi alla
casa dell' ufficiale e l'autista ha suonato il clacson,
Al. e S. si sono avvicinati. Al. ha chiesto all'autista
del fuoco, poi addirittura una sigaretta. Quindi con
un metro a nastro portato da Gu., si sono messi a
misurare il marciapiede, per darsi un contegno. L'ufficiale
uscendo ha chiesto loro che cosa facessero. - Misuriamo
la strada signor colonnello - ha detto Al. mettendosi
sull'attenti. E al momento in cui la carrozzina partiva,
hanno sparato. L'ufficiale è morto sul colpo,
l'autista è stato ferito gravemente. La motocicletta
ha continuato ad andare e si è fermata contro
il muro ... al Policlinico apprendo che l'autista
è morto da pochi minuti. Ci rechiamo poi in
Viale Regina per esaminare la possibilità di
azione contro il funerale.
14
aprile - L'azione contro il funerale così
come doveva essere attuata non sarà possibile...
Oggi si è rivisto il piano e si sono fatte
le necessarie modificazioni...
15
aprile - ...Sappiamo nel pomeriggio, telefonando
alla famiglia, che i funerali del console saranno
lunedì, partendo dalla Camera mortuaria dove
la salma verrà riportata domani. Senso di stanchezza
profonda, di saturazione. II piano che avevamo concertato
oggi, per l'obitorio, cade di nuovo, e ritorna il
primitivo piano.
16
aprile - Tutta la giornata per concertare l'azione
di domattina. Poi all'ultimo, Frane. che doveva curare
il trasporto dell'ordigno nell'interno del Policlinico,
non si è fatto trovare...
17
aprile - Stamani di buon'ora, venuta meno per
i contrattempi di ieri sera la possibilità
di sistemare l'ordigno vicino alla camera ardente,
abbiamo (Pa. Ra. ed io) trasportato la cassetta fino
al banco di fioraia abbandonato all'angolo fra viale
Regina e viale dell'Università. Pa. ed Ele.
avrebbero dovuto schiacciare la fiala e provocare
l'esplosione, S. e Cate. dare il segnale. Ma il servizio
d'ordine è tale che le coppie vengono notate
e messe nell'impossibilità di agire ... Giornata
di vento; scirocco, polvere, aria bassa, nuvoli neri:
oppressione. Giovanni Gentile è stato ucciso
a Firenze.
Dall'arida
cronaca del tragico fatto di sangue, traspare una
storia d'ordinaria ferocia e viltà. Vi ritroviamo
la vicenda di tante, di troppe, vittime innocenti
della mancanza di scrupoli, del cinismo, della barbarie
di quelli che si é cercato di far passare come
eroi della guerra di liberazione di un popolo oppresso.
Da allora, via via sino ai nostri giorni, a Massimo
D'Antona e Marco Biagi, il volto del comunismo e del
terrorismo hanno avuto più sembianze ma la
stessa vocazione, inutilmente sanguinaria: quella
di eliminare fisicamente presunti avversari per creare
paura, sgomento, insicurezza, nervosismo, reazione
inconsulta. Nel caso descritto, l'attentato, come
si può apprendere dalle "memorie"
di Franco Calamandrei, un ex fascista come milioni
di altri passati al comunismo più violento
e sanguinario, non serviva ad eliminare un funzionario
del P.F.R. ma a "procurare un funerale"
per poi far scoppiare una bomba nel bel mezzo della
cerimonia.
Camerata
Torello Tombesi, PRESENTE! Maria Dolens ha suonato
anche per te!
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