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E'
scomparsa
da questo mondo terreno. ha lasciato questa sgangherata
repubblica senza Patria, ha raggiunto idealmente i
cento e cento ragazzi del "Nembo". ritrovando
i loro volti sorridenti, ritrovando una diversa e
sognata Patria non più ingrata e irriconoscibile:
ha incontrato i tanti ragazzi da I,ei curati nelle
corsie del Celio. assistiti amorevolmente. rincuorati.
rimessi a nuovo in quella drammatica primavera del
1944. quando Mariella. crocerossina volontaria. prestava
servizio all'ospedale militare di Roma ed aveva in
cura con altre giovani volontarie. i tanti ragazzi
che il fronte di Nettuno le inviava a decine e che
le ragazze rimettevano in condizioni di riprendere
a vivere. Chi non ricorda Mariella la nostra affettuosa
infermiera. L'angelo bianco che si aggirava fra le
corsie in mezzo a quella moltitudine dolorante. cambiando
fasciature. rinnovando medicazioni. distribuendo pasticche
e pozioni e con le prestazioni professionali regalava
a tutti una parola d'amicizia. un dovuto ringraziamento.
un se uno di solidarietà umana. un buffetto
sulla guancia, una frase scherzosa. una parola d'incoraggiamento,
un semplice aiuto a riprendere a camminare dopo una
ferita. ed un saluto fraterno a coloro che. guariti.
lasciavano l'ospedale per tornare a casa o riprendere
il loro posto di combattente e credente fra i ranghi
del "Nembo". quel piccolo reparto schierato
sul fronte della Moletta da febbraio. che avendo dato
prove ineccepibili di valore e di sacrifici perdendo
oltre la metà dei suoi effettivi.

In quel momentaneo saluto, cera anche un po' di Mariella.
1a sua professionalità e il suo contributo
morale la nascita di amicizia e il valore di una scelta
- elementi fondamentali della sua popolarità.
Il "Nembo'' era entrato in azione nel febbraio.
Era in assoluto il primo reparto delle FFAA della
RSI a riprendere il posto che competeva agli italiani
dopo, il tradimento del settembre 1943. Aveva uno
slogan semplice ma efficace: "Per !'Onore d'Italia
". Erano i ragazzi di Rizzatti e di Sala. erano
i giovani volontari di Piazza Colonna e di Spoleto,
i ragazzi di Pistoia e di D'Abbundo, frementi di entusiasmo
e desiderosi di battersi. Al primo attacco, dopo il
fatidico 16 febbraio 1944, i 300 erano rimasti in
150. I sei ufficiali ridotti alla metà, 16
i sottufficiali sui 23 iniziali e il battaglione era
stato concentrato e strutturato in una sola compagnia:
la Nettunia/Nembo. poco più di un centinaio
di volontari fra giovani e veterani. Un mese più
tardi,. grazie all'afflusso di nuovi volontari. gli
effettivi erano risaliti al livello iniziale e sei
plotoni d'assalto erano distribuiti fra la Moletta
e Bosco dei Pini. Fra i nuovi arrivati. un giovane
ufficiale dei reparti giovanili del PFR., Augusto
Lucchetti, che, pur di tornare a battersi aveva rinunciato
al suo grado e da semplice volontario combatteva per
l'Onore. Era l'uomo che il destino aveva scelto per
Mariella! AI nord si stava preparando il "Folgore"
con oltre 1600 volontari, il nuovo Reggimento che
avrebbe raggiunto il leggendario "Nembo"
nella primavera. assegnato dalla Storia alla difesa
di Roma.
Da febbraio a fine maggio, il "Nembo" rimase
in linea, trasformando (la Battaglione a Compagnia
e poi ancora in Battaglione ebbe altri caduti, altri
feriti, altri complementi: sembrava indistruttibile!
Molti dei nuovi feriti raggiunsero il celio dove trovarono.
con Mariella. sorella Giovanna Crespi. Maria Magenta.
Mara Maggiora arrivate a dare una mano e curare i
tanti feriti, spesso colpiti al capo dai famosi Sniper
con Enfield munito di cannocchiale. Lo stillicidio
continuò. i caduti raggiunsero i 72 registrati
con altri 10 ignoti. 36 i dispersi. 120 i feriti.
e fra questi ultimi giunse anche Augusto Lucchetti,
ferito al capo da una pallottola impazzita che girò
in tondo a all'interno dell'elmetto producendo minuscole
fratture. Veniva dal caposaldo di Tor San Lorenzo
ed aveva riavuto - doverosamente - il suo grado
di sottotenente meritato in battaglia. Si era distinto
in combattimento per slancio, abnegazione, esempio,
sacrificio. Al Celio lo consegnarono a Mariella che
si prodigò per salvarlo e restituirlo alla
vita. riuscendoci: "preso in cura". lo rimise
ben presto in piedi. con una vistosa fasciatura che
lo rendeva simile ad un Siks indiano. malfermo ancora.
ma vivo e desideroso di riprendere quanto prima la
sua efficienza. Una medaglia d'argento al valor militare,
fu il giusto premio al suo valore.
Quando il "Folgore" raggiunse il fronte
di Roma, si ebbero altri caduti e molti altri feriti
e Mariella non esitò a raggiungere le retrovie
per essere più vicina ai feriti negli ospedaletti
da campo. incurante dei pericoli. dei bombardamenti
dal cielo e le cannonate che arrivavano da terra e
dal mare. vivendo pericolosamente - in tende rosso
crociate - la cita del soldato. Per questo coraggio
spinto sino al pericolo di vita. Mariella Togna ebbe
una Medaglia di Bronzo al valore; tu una delle pochissime
Ausiliarie della RSI decorata al valore.
Rivide Augusto ritornato al fronte e fra i due nacque
un delicato sentimento affettivo. un forte legame
chiamato amore sbocciato fra mille pericoli ma saldo.
robusto. temprato da una comune volontà a battersi
per la giusta causa che avevano entrambi abbracciato.

Negli ultimi scontri di retroguardia, del giugno 1944,
il "Nembo" si batteva col consueto slancio
e con rinnovato valore. e Augusto Luchetti ebbe ancora
occasione per combattere alla disperata quella dura
battaglia: si prese un'altra ferita nello zigomo con
fuoriuscita dall'orecchio e si meritò un'altra
decorazione al valore. una Medaglia di Bronzo al v.m.
Ancora una volta Mariella dovette curarlo. ricucirlo
e rimetterlo in ordine. Divenne l'ufficiale più
ferito e più decorato del Rgt. "Folgore".
AI nord, dopo la battaglia di Roma. il "Nembo"
venne rinsanguato con altri volontari e Luchetti ebbe
il comando di un plotone col quale combatté
in Piemonte contro banditi e fuorilegge politicizzati.
Al comando del Battaglione . dopo il Capitano Corradino
Alvino, era subentrato il Capitano Luciano Bernardi.
- un veterano di Corsica e di Nettuno - e fu lui che
guidò il "Nembo" nell'ultima ritirata
in Val d'Aosta verso il nemico di sempre. Ancora una
volta Mariella seguì le vicende del "Nembo".
fino all'ultimo ed ancora una volta Augusto Lucchetti
venne ferito (era l'ultimo giorno di guerra) e riconsegnato
a Mariella per farsi rabberciare alla meglio. visto
che la guerra era ormai finita anche per gli irriducibili
paracadutisti della RSI. Gli aspettava di diritto
un'altra decorazione. ma ormai non c'era più
tempo per simili cerimonie. Li
attendevano come perdenti i campi PO W: la patrie
galere dove rinchiudere i valorosi per dare spazio
alla vigliaccheria.
Poi. finita la burrasca. A u g u s t o Lucchetti e
Mariella Togna trovarono il tempo per sposarsi e mettere
su famiglia. Era subentrata la pace!
Fu una coppia straordinaria, una unione affettuosa
e salda che univa l'amore con la fede. l'affetto con
un c o m u n e apprezzabile passato da valorosi. dovere
e sacrifici offerti all' Italia, la vera Italia che
servimmo senza tentennamenti. oggi sostituita da questa
irriconoscente e irriconoscibile repubblica che non
poteva nascere che dal disordine e dal veleno sparso
a piene mani. Augusto moriva nel 1985 per un male
incurabile. Mariella Togna si è spenta il 28
novembre 2006, con accanto figli e nipoti, salutata
da un gruppetto di paracadutisti per l'estremo saluto
alla voce spettante di diritto ai valorosi soldati.
Sul Tricolore la sua medaglia conquistata in guerra,
una medaglia preziosa in quanto unica decorazione
metallica della RSI, ad integrazione del diploma cartaceo
che le venne consegnato con un piccolo nastrino azzurro
nel lontano 1944.
In quell'angolo di cielo riservato a Noi. troverà
sorridenti, fieri e allineati i Caduti del "Nembo".
il suo invitto Battaglione: tanti ragazzi che la saluteranno
con un tonante Folgore!
L'abbiamo salutata nel Duomo di Nepi, stringendo al
nostro cuore figli e nipoti. Ciao. Mariella!
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