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MARIO GRAMSCI
(
a cura di Gianfredo Ruggiero)
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Nel
settantesimo della morte di Antonio Gramsci, vogliamo
dedicare queste poche righe alla memoria di un uomo
che seppe vivere e morire per le sue idee.
Non
ci riferiamo ad Antonio, il pensatore e leader comunista,
ma a suo fratello Mario dimenticato da tutti perché
ebbe la sventura di vestire la camicia nera.
Più giovane di dodici anni, Mario Gramsci aderì
al fascismo al ritorno dalla prima guerra mondiale
che combatté con il grado di sottotenente.
A nulla valsero i tentativi del fratello Antonio di
convincerlo ad abbandonare la fede fascista per aderire
a quella comunista, non ci riuscirono neppure le bastonate
dei compagni che lo ridussero in fin di vita.
Fu il primo segretario federale di Varese, volontario
per la guerra dAbissinia e combattente nel 41
in Africa settentrionale.
Dopo l8 Settembre 43, quando lItalia
si svegliò col fazzoletto rosso attorno al
collo e la bandierina americana in mano,
Mario Gramsci, invece di gettare la sua divisa come
fecero molti suoi coetanei, continuò a combattere.
Ma lo fece dalla parte sbagliata, dalla parte dei
perdenti.
Aderì infatti alla Repubblica Sociale Italiana.
Fatto prigioniero, fu torturato per fargli abiurare
la sua fede fascista.
Poi fu deportato in uno campo di concentramento in
Australia dove le durissime condizioni di detenzione
riservate ai militari fascisti non renitenti, cominciarono
a minare la sua salute.
Rientrò in Patria sul finire del 45 e
subito dopo morì in un ospedale di terzordine
attorniato solo dallaffetto dei suoi cari.
Andò sicuramente meglio al celebre fratello
Antonio che quando si ammalò in carcere, a
causa di una malattia contratta da adolescente, fu
scarcerato e, da uomo libero, poté curarsi
a spese del Regime in una famosa clinica privata.
Non pretendiamo che Mario Gramsci sia ricordato alla
stregua del fratello maggiore a cui, giustamente,
sono dedicati libri e intitolate piazze - perché
al di là del giudizio storico rimane un grande
del novecento ma un piccolo pensiero, crediamo,
lo meriti anche lui.
Con Mario Gramsci vogliamo onorare tutti fratelli
minori, come il fratello di Pier Paolo
Pasolini ucciso dai partigiani comunisti. Dimenticati,
questi fratelli dItalia, perché caddero
dalla parte sbagliata.
(Gianfredo
Ruggiero,
Presidente
del Circolo culturale Excalibur)
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