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La seguente intervista, richiesta da un cittadino americano interessato a conoscere lo spirito delle ausiliarie che militarono nella R.S.I., è stata riportata integralmente a testimonianza dei sentimenti e del coraggio che hanno animato queste giovani italiane in un periodo tragico della nostra storia.
Gentile Sig. ra Bertoni,
mi chiamo Paul Perron, sono americano e sono uno storico amatore, appassionato soprattutto della storia militare italiana durante la Seconda Guerra Mondiale, specialmente l'area riguardante la Repubblica Sociale italiana. Ho avuto il suo indirizzo dal mio caro amico Nino Arena, che mi ha confermato che lei mi potrebbe essere di aiuto con qualche informazione per il mio progetto. lo sto raccogliendo interviste dai reduci della R.S.I. e devo dire che si sta rivelando un'esperienza bellissima e interessante. La ragione principale del mio lavoro e' il poco credito che viene dato ai militari italiani che hanno combattuto durante la Seconda Guerra Mondiale. Molto e' stato scritto dagli storici anglosassoni ma lei sa meglio di me che la Storia viene fatta dai vincitori. E soprattutto non apprezzo quello che viene detto sui combattenti della R.S.L. Il padre di mia moglie ha combattuto con il R.E. e con la R.S.I. (3 Reg. Bersaglierí) e, conoscendo la sua storia personale, mi sono accorto che quello che é stato scritto non sempre corrisponde a verità. Così mi sono deciso a iniziare il mio progetto e forse un giorno avrò modo di raccogliere queste interviste in un libro (in inglese) e di cercare di rendere giustizia ai reduci della R.S.I.
Ho parlato con diversi ex combattenti di differenti corpi dell'esercito italiano e mi chiedevo così se sarebbe interessato e, soprattutto, disponibile a condividere con me la loro storia e alcune delle loro esperienze vissute durante il tempo trascorso con la RS.I. Se così fosse la pregherei di farmelo sapere appena le sarà possibile, così che io possa formulare un questionario da inviarle. Qualunque aiuto da parte sua al riguardo sarà più che apprezzato.
La ringrazio per avermi dedicato un po' del suo tempo, oggi, e spero veramente di sentirla presto.
Sincere best wishes and warmest regards,

Alle richieste del signor Perron, ha così risposto la ausiliaria camerata Alda Vizzotto:

1. Per favore, mi racconti un po' di lei e della sua famiglia (quando e dove e' nato, ecc.) e, se c'e' una tradizione militare nella sua famiglia, mi dica un po' al riguardo.
Padova,
20 settembre 2006
Preg.mo Signor PAUL PERRON
2 A Miill Street Mildenhall
Bury St. Edmunds SUFFOLK IP28 7DP England
In risposta alla Vs. del 9 aprile 06, trasmessami dalla signora Fiorenza FERRINI.
1) Mi chiamo Alda Vizzotto, sono veneziana, nata il 22 giugno 1920. La mia famiglia, era composta da mio padre (magistrato) mamma (ex impiegata), un fratello e tre sorelle. Io ero la maggiore. Papà aveva partecipato alla guerra italo - turca, decorato medaglia di bronzo. Con noi non ha mai parlato di guerra.
2. Quali sono le sue memorie più lontane del Fascismo?
2) Sono nata nel 1920. Un'amica della mamma e mia madrina aveva partecipato alla Marcia su Roma ed con d'Annunzio alla occupazione di Fiume; una signora molto bella, colta, elegante, che spesso ci veniva a trovare, parlava spesso con me, mi raccontava di `mussolina e d'Annunzio e io la invidiavo. Penso mi abbia e molto influenzato. Volli il distintivo di Piccola Italiana, prima di averne l'età e lo portavo con molto orgoglio.
3. Secondo lei, quanto e in che modo e' cambiata la vita in Italia dopo la salita al potere di Mussolini, rispetto a prima?
3) Essendo nata nel 1920, non ho vissuto di persona, il passaggio dal regime parlamentare al fascismo.
4. Mi descriva com'era crescere durante il periodo fascista.
4) Durante il Fascismo la vita di noi ragazzi era come quella giovani d'oggi, con la differenza che oggi il tempo libero deve essere gestito ( e pagato) dalla famiglia, mentre noi avevamo le varie organizzazioni del regime ( Opera Nazionale Balilla, Gioventù Universitaria Fascista, ecc. ) che ci permettevano di partecipare ad attività sportive e culturali. Io giocavo a tennis, sciavo, facevo atletica. e pallacanestro. Il mio mezzo di trasporto, quando lasciammo Venezia, fu la bicicletta. Durante la guerra frequentai il corso di Dama della Croce Rossa e presi anche la patente per poter guidare autoambulanze e mezzi militari.
5. Com'era la libertà durante l'epoca fascista e quanto controllo aveva lo Stato nella vita di ogni giorno del cittadino italiano?
5) Non ho mai sentito mancanza di libertà, anzi potevamo girare anche alla sera perchè non esisteva la delinquenza come adesso, non saranno stati tutti santi, ma esistevano tribunali e galere per i delinquenti. Controllo da parte dello Stato ai normali cittadini? Non me ne sono mai accorta.
6. Che tipi di valori e valori morali le insegnò il Fascismo da bambina?
6) DIO - PATRIA - FAMIGLIA. Per la religione, in ogni scuola, fra le altre materie, c'era anche l'ora di religione, tenuta. da un sacerdote.
L' Opera, Nazionale Maternità e Infanzia, aiutava e valorizzava le famiglie italiane.
L'Amor di Patria, per la nostra Terra, attraverso i suoi Eroi che, nelle varie guerre diedero la vita, per un'Italia unita e libera. Ma penso che anche la storia Romana, cui a scuola si dava molta importanza, ci abbia caricato molto. La gloria di Roma. L'Impero, il valore dei soldati Romani....
7. Mi racconti com'era e cosa imparò facendo parte dell'O.N.B. o altre associazioni giovanili.
7) Tramite l'Opera Nazionale Balilla eravamo assistiti negli impegni scolastici, partecipavamo a corsi particolari, lingue straniere, attività, sportive, vacanze al mare e in montagna. Questo ci portava, fin da piccoli, ad un sano cameratismo, non eravamo mai soli, non avevamo tempo per annoiarci.
Ad un certo momento l' O.N.B. fu sostituiti dalla G.I.L. ( Gioventù Italiana del Littorio).
8. Cosa pensava di Mussolini?
8) Tutto il bene possibile, naturalmente. Il nostro sogno più grande era di poterlo vedere da vicino, parlargli, stringere la sua mano .
9. C'era qualcuno per cui aveva particolare ammirazione da bambina e perché?
9) Si. Una amica di mia madre che era anche mia madrina e che aveva partecipato alla marcia su Roma ed alla occupazione di Fiume.
10. Cosa ricorda delle guerre d'Africa e Spagna?
10) Seguivo le vicende con enorme interesse, sono stata più di una volta in Spagna, a Saragozza dove c'é é il Sacrario dei Caduti Italiani e al “valle de los Caidos” dove sono sepolti gli spagnoli. Naturalmente non avevo l'età per partecipare e morivo di rabbia. Naturalmente ero orgogliosissima per le nostre Vittorie.
Dopo la guerra d'Etiopia furono istituiti dei corsi per preparare le donne italiane che si sarebbero trasferite in Etiopia ( insegnanti, funzionarie o mogli di coloni). Tali corsi si svolsero per la prima parte noi luoghi di residenza, poi in un campeggio in montagna e, per ultimo, in un campo scuola, in Libia). Veniva insegnato naturalmente la storia, di quei paesi, usi e costumi, nozioni particolari di igiene e medicina ed anche l'uso delle armi, per difesa. personale sia da. animali che da persone.
Io non potei partecipare al campo in Libia perché, scoppiò la seconda guerra mondiale e non fu possibile attraversare il Mediterraneo.
11.Puo', per favore, cercare di descrivere l'orgoglio e l'amore per la Patria che provava il bambino italiano di allora?
11) I ragazzi italiani crescevano educati all’Amor di Patria, con gli esempi delle glorie del passato e in particolare di Roma antica. Come anche negli altri paesi ancora oggi, si era educati al nazionalismo.
12. Cosa provò e pensò quando l' ItaIia entrò in guerra, nel giugno del 1940?
12) Conosce la nostra canzone scritta dalla nostra Comandante Antonietta Vincenti?:
" Il sole sfolgorava sulla terra.,
bella l'Italia in quel mese di giugno
quando la Patria nostra scese in guerra”
Pensai: Adesso sono grande, ci sarà posto anche per me fra i combattenti .
13.E gli ebrei? Erano trattati diversamente dagli altri cittadini italiani o, nella vita di tutti i giorni, erano considerati come gli altri?
13) Avevo compagne di scuola ebree; una delle mie era professoresse era ebrea. Non ho mai avuto sentimenti di odio ne disprezzo e non le ho mai considerate "diverse". La legge razzista non era stata propagandata e soprattutto non era mai stata applicata. Negli ultimi tempi, cioè dopo l’8 settembre, ci furono delle persecuzioni da parte di qualche fanatico ma, specialmente, da parte di reparti tedeschi. E’ noto che lo stesso Mussolini ha sempre cercato di proteggere gli ebrei quando si accorse delle persecuzioni.
Di quello che accadeva in Germania non se ne era assolutamente a conoscenza.
14. Era militare prima dell'8 settembre 1943? Se si, per favore mi dica;
a. perché si arruolo'
b. di che corpo faceva parte e che tipo di addestramento ricevette
c. divisione, reggimento, ecc. a cui venne assegnato
d. esperienze di combattimento, se ne ha avute
e. il bello e il brutto del suo servizio durante il periodo '40-`43
14) No; il servizio ausiliario femminile, fu creato dopo l’8 Settembre 1943, su pressante richiesta delle volontarie. Prima dell’8 settembre le donne potevano solo partecipare allo sforzo bellico come crocerossine ed io avevo fatto un corso di Crocerossina e di radiotelegrafista.
15. Fu sorpresa dall'arresto e imprigionamento di Mussolini?
Moltissimo, specialmente per noi giovani fu un atto inconcepibile. Il Re aveva sempre approvato l’operato di Mussolini, aveva accettato la corona d'Imperatore d'Etiopia e di Re d'Albania, aveva anche sottoscritto l’entrata in guerra ed era il Comandante Supremo delle truppe combattenti.
16. L'8 settembre 1943. Come ricorda quel giorno?
16) E' stato il giorno più. brutto della mia vita. Mi vergognavo d'essere italiana. In quei giorni ero a Bolzano con una amica che aveva il fratello che era ufficiale degli alpini a Bolzano. Raggiungemmo la sua caserma, in tempo per assistere ad una scena che non dimenticherò mai: ai soldati e ufficiali italiani fu imposto di consegnare le armi ai tedeschi, dopo di che furono costretti a lasciare la caserma e vennero ammassati sul greto del torrente Talvera (che attraversa Bolzano) in attesa di essere trasferiti in Germania. Chiesi subito al comando tedesco il permesso, con la mia amica e qualche altra persona , di poter comunicare con i " prigionieri " e portare, nei limiti del possibile, viveri ed acqua, dato che per il momento non avrebbero ricevuto niente dai tedeschi. Cercai anche di annotare indirizzi e spedire eventuali messaggi alle famiglie.
17. Cosa pensò e provò nei riguardi del Gen. Badoglio e di come il governo voltò le spalle all'alleato tedesco?
17) Il massimo disprezzo per Badoglio e per il Re. Potendolo fare li avrei ammazzati o, meglio, li avrei dati in mano a Hitler, anche se, fino alla fine della guerra, non si sapeva nulla di quello che accadeva nei lager nazisti.
18. Perchè si arruolò nella R.S.I.?
I8) Mi aveva entusiasmato la vittoria di Spagna. Il Fascismo si era imposto al mondo. Volevo fare anch'io qualcosa. E poi, con quale coraggio avrei potuto parlare con i familiari dei nostri Caduti? cosa avrei potuto dire ai nostri Camerati al loro rientro dalla prigionia?
Due fratelli di una mia amica (uno dei quali fu ucciso, dopo inaudite torture, dai partigiani e la mia amica mentre rientrava a casa, a guerra finita, fu anche lei uccisa dai valorosi partigiani) si arruolarono già nel novembre 1943, nei Bersaglieri a Verona dove un colonnello, non aveva abbandonato la Caserma, come tanti, all’annuncio dell’armistizio, ma vi si era rinserrato con tutti quelli che non volevano tradire. Così fu formato il primo reparto della R.S.I., il leggendario "I° Battaglione B. Mussolini" che fu ben presto inviato sul fronte orientale ( S. Lucia d'Isonzo ) per difendere Gorizia dalle bande comuniste di Tito.
Il S.A.F. ( Servizio Ausiliario Femminile) non esisteva ancora; tormentai i miei amici ed il povero Colonnello..... e nel marzo 1944 prestai giuramento alla R.S.I. e cominciai la mia vita militare.. in un ufficio del Comando. Rimasi molto delusa perchè di mandarmi a S.Lucia non se ne parlava neppure.
Il 18 aprile 1944 veniva costituito il " Servizio Ausiliario Femminile" ( Decreto Ministeriale n. 447) e visto che con i miei amati Bersaglieri non esisteva alcuna possibilità di essere mandata dove si combatteva, accettai di essere trasferita, al II° Corso Nazionale di Addestramento che si teneva al Lido di Venezia, presso l'Hotel des Bains. Il corso " ROMA".
Comandante Generale del S.A.F. ed organizzatrice la Contessa Piera Gatteschi, unico Generale di Brigata donna, per noi " la COMANDANTE", donna eccezionale,
che aveva partecipato con poche altre alla Marcia su Roma ed in seguito coprì le più alte cariche nel Partito Fascista.
La Comandante impose subito una, durissima disciplina, da noi accettata consapevoli che il nostro comportamento non doveva dare adito a nessuna critica, per cui niente rossetti, gonne troppo corte, ecc., poche libere uscite e sempre in gruppo, vietate visite e passeggiate con fidanzati e amici, vietato fumare in pubblico. Avevamo rinunciato alla nostra razione di sigarette per offrirle ai soldati .
Queste regole non ci pesavano, il ritmo frenetico delle nostre attività al Corso non ci lasciava molto tempo libero; sveglia alle sei, alle 7.30 alza bandiera, veloce prima colazione, alle 8 marce e attività ginnica sulla spiaggia, dove ci si esercitava anche nel lancio delle bombe a mano; alle 12.30 pranzo seguito da un'ora di riposo; si ricominciava poi con lezioni ed attività varie fino all'ora di cena, ammaina bandiera al canto di " Giovinezza". Finalmente tutte a riposare nelle rispettive stanze, alle dieci suonava il silenzio e si spegnevano le luci.
La Comandante Gatteschi era spesso tra noi, era per noi un esempio, un modello da seguire, invidiavamo il suo passato e volevamo esserne degne eredi.
19. Quanta influenza avevano i Tedeschi su di voi? Mussolini mantenne il suo potere di decisione sulle questioni concernenti l' Italia tra il '43 e il '44?
19) Ammiravamo la loro disciplina. Stavano in un paese che li aveva traditi e con i partigiani che li attaccavano alle spalle. Il loro comportamento era conseguente a questa situazione. Del resto cosa avrebbero fatto altri eserciti nelle stesse condizioni?
Per quanto concerne Mussolini, è una favola che Mussolini fosse ossequiente a Hitler. Egli sempre rivendicò autonomia e libertà di azione. Purtroppo la situazione politica era condizionata dagli eventi militari e i tedeschi avevano il comando delle truppe e delle operazioni in “zona di guerra”. Credo che, nei limiti del possibile e per le decisioni concernenti l'Italia, Mussolini agisse con una certa autonomia.
20. Mi racconti dell'addestramento ricevuto e l'unita' a cui venne assegnata.
20 ) Riguardo all' addestramento ho già accennato al punto 18). .
Superati brillantemente gli esami al termine del corso "Roma", venni destinata al Comando Militare di tappa alla Centrale di Milano dove, purtroppo, svolgevo lavoro burocratico. Successivamente fui trasferita a Novara, sempre al Comando Stazione. Nelle ore libere facevo servizio, come crocerossina, alla Croce Rossa.
21. Ha mai combattuto contro gli Americani, gli Inglesi o altri alleati? Se si, per favore mi racconti delle sue esperienze.
21) No, purtroppo perhé avrei desiderato combattere ma le Ausiliarie avevano funzioni di assistenza, anche al fronte, ai combattenti ma non portavano armi.
22. E' mai stato attaccato o minacciato, lei personalmente o il suo gruppo, dai partigiani? Se si, per favore mi racconti più dettagliatamente.
22) Nel periodo precedente al 25 aprile 1943 non ho avuto alcun fastidio dai partigiani nonostante io circolassi da sola in divisa.
23. La vostra unità aveva una mascotte?
23) No.
24. Atrocità commesse dai partigiani... E' a conoscenza di qualcosa al riguardo?
24) Le Ausiliarie di Novara avevano tutte avuto qualche parente (spesso il genitore) ucciso dai partigiani.
Una ausiliaria, che abitava in Val d'Ossola, fu uccisa quando si reco a casa in licenza.
Delle efferatezze commesse dai partigiani a guerra finita, esiste una vasta letteratura e non è stato ancora detto tutto. A me non accadde niente, ma molte mie amiche sono scomparse in quei giorni e, di loro, non ho saputo più niente.
25. Qual e' la sua opinione sull'alleato tedesco? Eravate trattati alla pari? Erano soldati molto professionali?
25. La Wehrmacht è stato l’esercito migliore del mondo per disciplina. organizzazione, capacità in combattimento! Erano professionalmente molto ben addestrati e motivati. L’esercito italiano dipendeva dai tedeschi per armamenti, forniture di ogni genere.
26. Come venivate ricevuti/accettati dalla popolazione italiana nei luoghi dove vi stanziavate?
26. Senza nessuna ostilità, in alcuni casi anche con ammirazione. Non mi sarei mai a spettata un voltafaccia alla fine delle ostilità quando la ammirazione diventò disprezzo e a volte odio!
27. Data la situazione, com'era il morale suo e dei suoi camerati durante il servizio nella R.S.
I. ?
27. Il morale era altissimo; eravamo orgogliose di essere state arruolate per difendere, come i nostri ragazzi, l'onore d' Italia. Non è vero che sapevamo che la guerra era persa, c'era sempre la speranza delle armi segrete tedesche.
Solo negli ultimi tempi si ebbe la certezza della sconfitta.
28. La fine della guerra ... Cosa accadde a lei e alla sua unità?, dove vi trovavate e a chi vi arrendeste?
28) Io ero in licenza e stavo per andare a casa; fui catturata dai partigiani, ero in divisa, per cui dopo due giorni dovettero consegnarmi ad un reparto americano. Dagli americani fui trattata molto correttamente e dopo qualche mese fui rilasciata.
29. Parlando di resa, cosa mi sa dire dei delitti commessi dai partigiani? Perche' secondo lei reagirono in questa maniera?
29) Per gli efferati delitti commessi dai partigiani non possono bastare poche righe: Esiste una vastissima letteratura di cui poco si vuole parlare. Fra i tanti libri sull'argomento quello scritto da Giorgio Pisanò: “Sangue chiama sangue" edito, la prima volta, nel 1953; è molto esauriente.
I partigiani agirono in maniera orrenda per ordine dei loro capo: Togliatti, schiavo di Stalin.
30. Cosa provò alla fine della guerra e che effetto ebbe su di lei la sconfitta?
30) Mi sembrava di vivere un brutto sogno . Non potevo più stare in Italia. Mi recai in Svizzera dove rimasi qualche anno.
31. E' stato prigioniero di guerra (POW)? Se si, per favore ci riferisca le sue esperienze del periodo in cui venne trattenuto.
31) SI, vedi punto 28.
32. Come venne trattato, e come lei i suoi camerati della R.S.I., dopo la guerra?
32. Per qualche anno restai all’estero. Al ritorno ebbi difficoltà a trovare un lavoro e non potevo rientrare in famiglia perché avrei messo tutti in difficoltà. Avevo tre sorelle e un fratello più giovani che sarebbero stati oggetto di ostilità da parte degli stessi italiani che ormai erano diventati tutti accesi antifascisti.
33. Pensieri e sensazioni finali riguardo il suo servizio reso con la R:SI per difendere la sua Patria.
33) Ho fatto il mio dovere. L'ho fatto per l'ONORE D'ITALIA. Non ne sono pentita e rifarei quello che ho fatta.
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