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BOMBE
AL FOSFORO RIDUCEVANO DONNE VECCHI E BAMBINI
IN TORCE UMANE!
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Si
chiese un pilota: «A chi avremmo dovuto esprimere
i nostri dubbi?»
La strage
scientificamente programmata a tavolino dal "Bomber
Command" fu sollecitata da Churchill. Si disse
poi che fu una risposta alla strage di Coventry. Ma
mentre Coventry, effettivamente distrutta era una
grande città industriale per la produzione
di aerei, nessun obiettivo di importanza strategica
poteva essere individuato a Dresda. L'unico obiettivo
erano i civili profughi dalle province dell'est invase
dalle armate sovietiche.
Nelle notti tra il 24 luglio e il 3 agosto 1943, in
tre raid successivi, 2.630 aerei alleati scaricarono
su Amburgo 8.641 tonnellate di bombe. I morti furono
48 mila, i feriti 37 mila. Dresda fu colpita il 13
e il 14 febbraio 1945. Non c' era difesa contraerea
e la città rigurgitava di profughi dall' Est:
640 mila abitanti e 200 mila profughi. Nessun obiettivo
militare. L' operazione era stata predisposta dal
comandante dell' aviazione inglese, maresciallo Arthur
Harris, fin dall' estate 1944 per completare la «desertificazione»
della Germania (parole sue). I morti, che non si sono
mai potuti calcolare esattamente, furono oltre 130
mila. Non si trovò posto per seppellirli. Furono
bruciati con i lanciafiamme. Dopo la guerra, gli inglesi
eressero a Harris un monumento, i tedeschi continuano
a chiamarlo macellaio. Sono solo due esempi di una
scelta peraltro condivisa da entrambi i contendenti
durante la seconda guerra mondiale, usare il terrorismo
aereo per decidere le sorti del conflitto. Ossia il
bombardamento non degli obiettivi militari, ma delle
popolazioni civili. Non si vede quale altro termine,
se non terrorismo, si possa usare per spiegare il
concetto. Come avvenivano i bombardamenti è
raccontato da Joerg Friedrich, uno dei massimi studiosi
del Terzo Reich, nel suo esaurientissimo e impeccabilmente
imparziale libro La Germania bombardata. Nel quale
rivela in che modo furono rase al suolo quasi tutte
le città tedesche e come la furibonda volontà
di vendetta di Adolf Hitler, scatenata sull' Inghilterra,
si sia svolta con le stesse «modalità»,
soltanto con esito diverso. Gli aerei arrivavano di
notte sulle città e le illuminavano per lanciare
le bombe. Illuminavano i quartieri popolari e residenziali,
gli obiettivi militari interessavano meno o non interessavano
affatto. I piloti avevano solo fretta di sganciare,
così scaricavano dove capitava, sbagliando
non solo la mira, ma talvolta addirittura la città.
L' importante era virare e tornare alla base salvando
la pelle. Molti erano i rituali scaramantici per scongiurare
l' eventualità di essere abbattuti. Alcuni
orinavano contro l' aereo prima del decollo, altri
lanciavano per spregio bottiglie vuote di birra, ma
molti si sentivano rimordere la coscienza alla vista
degli incendi scatenati sulle popolazioni inermi.
Scrisse un pilota: «A chi avremmo dovuto esprimere
i nostri dubbi? Se anche avessimo deciso che era moralmente
sbagliato, avremmo dovuto dirlo al comandante dello
squadrone e rifiutarci di collaborare? Quale sarebbe
stato il risultato? Il tribunale militare?».
Ci si può domandare chi abbia introdotto per
primo il terrorismo aereo. I tedeschi fecero le prove
generali a Guernica durante la guerra di Spagna, poi
lo sperimentarono su Coventry nel novembre 1940, distruggendola.
Coventry diventò un verbo, «coventrizzare»,
esplicativo di azioni del genere. Uno dei teorizzatori
del terrorismo aereo, anche se pudicamente non chiamato
così, era stato Churchill, il quale già
nel 1918 immaginava un bombardamento di mille aerei
su Berlino. Per poi dirsi sollevato che non vi fosse
stato bisogno di ricorrervi, però con questa
conclusione: «Forse, la prossima volta, si tratterà
di uccidere soprattutto donne e bambini, insomma la
popolazione civile». La prossima volta vi fu.
Proprio sul cielo sopra Berlino. Le popolazioni tedesche
pagarono con migliaia di morti un prezzo assai superiore
a quello dei soldati caduti in battaglia. Furono distrutte
Amburgo, Dresda, Monaco, Lubecca, Colonia, Dortmund,
Düsseldorf, Norimberga, Hannover... quasi tutte
le grandi città. Ma anche piccoli centri come
Paderborn, di cui non rimase letteralmente pietra
su pietra. Non solo una grande nazione fu «desertificata»,
ma un immenso patrimonio di cultura, d' arte, di scienza,
di antiche memorie, di documenti storici preziosi
andò perduto, insieme con la civiltà
di chi lo aveva custodito nei secoli.
Vi fu però, nella prima guerra mondiale, chi
intese ben altrimenti il bombardamento aereo delle
città e a onor nostro si trattò di un
italiano. Il 9 agosto 1918, una squadriglia guidata
da Gabriele d' Annunzio volò su Vienna. La
città era aperta e indifesa sotto le sue ali,
ma non caddero bombe, bensì manifestini tricolori
che annunciavano l' imminente vittoria delle nostre
armi. Il gesto d' un grande poeta, ma non soltanto
questo. Il libro di Joerg Friedrich, «La Germania
bombardata. La popolazione tedesca sotto gli attacchi
alleati 1940-1945» (pagine 519, euro 23), è
edito da Mondadori.
Quelle
incursioni aeree della Raf che provocarono le stragi
erano davvero necessarie?
Per anni si é evitato il dibattito su questi
temi in quanto si é preferito parlare esclusivamente
delle responnsabilità dei vinti. Ora si pone
il problema di riconoscere le responsabilità,
tutte, anche quelle dei vincitori, sulle inutili stragi
e sulle sofferenze dei civili.
«Don' t mention the war!», non far parola
della guerra, intima il protagonista di «Faulty
Towers», una vecchia sit-com della tv britannica,
mentre accenna il passo dell' oca e si passa un dito
sul labbro superiore, a simulare i baffetti di Hitler.
La scena viene spesso ritrasmessa dalla Bbc, e ogni
volta suscita crasse risate: parla di tutto coi tedeschi
che vengono da turisti in Inghilterra, intende il
personaggio, ma non della sconfitta che gli abbiamo
inflitto. Per lo straniero che vive in Gran Bretagna,
questa memoria che sopravvive nel quotidiano sembra
una consolazione: i britannici sono un popolo guerriero
e trovano conforto nel ricordare quella che Winston
Churchill definì la «finest hour»,
il momento più bello della vittoria sul nazismo,
e non si vuole sentir parlare del bombardamento di
Dresda, avvenuto nel 1945, quando gli aerei britannici
rasero al suolo la città (per ricostruirlo
si dovette far ricorso ai quadri del Bellotto) e uccisero
molte decine di migliaia di persone. Quanto valesse
Dresda come centro industriale e ferroviario è
oggetto di contesa tra storici. Certo la punizione
fu orrenda, e forse v' era inclusa una minaccia ai
sovietici che avanzavano da Est.
Resta che la regina Elisabetta, nel suo viaggio in
Gwermania ha partecipato a una cerimonia sull' Unter
den Linden per commemorare «tutte le vittime
della guerra» (, quindi anche Dresda). «La
regina ha vissuto la seconda guerra mondiale e quindi
è consapevole delle sofferenze da entrambe
le parti». Basterà?
Nel demonizzare la Germania, prima ancora di Hitler,
l' Inghilterra cerca di uccidere, direbbe Freud, il
padre: tedeschi erano gli angli che invasero l'isola
e le diedero il nome, tedesca era la casa di Hannover
(poi Windsor) che regna sulla Gran Bretagna, tedesca
di sangue è pure Elisabetta, tanto che i suoi
avi dovettero ribattezzarsi anglosassoni durante la
Grande Guerra (e si chiamarono Windsor), perché
fosse evidente la loro inimicizia con il Kaiser. Come
il lupo nella favola di Cappuccetto Rosso, è
la Germania l'orco che s' annida nella foresta infida
che è, per i britannici, il Continente.
Nella seconda guerra mondiale si fece un ampio ricorso
all' arma aerea contro i civili, fino al tremendo
bombardamento atomico di Hiroshima e Nagasaki. Nella
«battaglia d' Inghilterra» l' episodio
più terribile fu la distruzione della città
di Coventry con l' uccisione di oltre 1.200 civili.
Ne nacque il verbo «coventrizzare» In
seguito gli alleati restituirono i colpi subiti con
gli interessi: Amburgo, Colonia, Berlino e tutte le
altre città tedesche vennero devastate. La
tragedia più terribile avvenne a Dresda, con
un numero di vittime superiore a duecentomila (alcune
fonti parlano di seicentomila) ma in realtà
nessuno può fare un esatto conto dei morti.
Infatti a Dresda si rifugiavano decine e decine di
migliaia di civili in fuga dagli orrori della invasione
sovietica e nessuno può realmente dire quanti
fossero questi rifugiati e quanti sparirono, senza
lasciar traccia, sotto le macerie o nell'infernale
rogo delle bombe al fosforo..
A conti fatti gli alleati
sganciarono oltre un milione e 300 mila tonnellate
di bombe sulla Germania, contro circa 100 mila tonnellate
di bombe tedesche sulla Gran Bretagna. Sull' Italia
piovvero 200 mila tonnellate di bombe, che fecero
circa 70 mila morti.
Il conto é drammaticamente
sfavorevole ed accusatorio per i vincitori. Ma a Norimberga,
per i bombardamenti indiscriminati su civili, furono
impiccati solo i tedeschi!
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