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COME
GLI ALLEATI TRATTARONO I PRIGIONIERI DI GUERRA
TEDESCHI
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PREMESSA:
IL PORTARE A CONOSCENZA DEL PUBBLICO I CRIMINI DI
GUERRA COMMESSI DAGLI ESERCITI E DAI COMANDANTI "ALLEATI"
NON E' IL PRINCIPALE SCOPO DI QUESTO SITO. IL NOSTRO
SCOPO E' QUELLO DI PORTARE TESTIMONIANZA PER I NOSTRI
COMBATTENTI, MOLTI DEI QUALI CADUTI ONORATAMENTE,
PER I NOSTRI IDEALI, PER LA NOSTRA STORIA. CI SEMBRA
TUTTAVIA DI NON POTER LASCIARE SOTTO SILENZIO IL FATTO
CHE, A TERMINE DELL'ORRENDA CARNEFICINA CHE FU LA
SECONDA GUERRA MONDIALE, DURANTE LA QUALE ORRORI INDICIBILI
FURONO DELIBERATAMENTE, SCIENTEMENTE E CINICAMENTE
COMMESSI DA TUTTE LE PARTI IN GUERRA, NULLA DEBBA
TRAPELARE DI CRIMINI DI GUERRA COMMESSI DAI SOLDATI
VINCITORI I QUALI, HANNO PRETESO ACQUIESCIENZA E OMERTA',
DENIGRANDO E CONTINUANDO A DENIGRARE LA PARTE PERDENTE.
NON VA DIMENTICATO CHE LA PRINCIPALE PREOCCUPAZIONE
DELLE POTENZE VINCITRICI FU QUELLA DI ALLESTIRE UNA
FARSA DI TRIBUNALE CON TANTO DI GIUDICI E TESTIMONI,
LADDOVE SU SU QUEGLI STESSI BANCHI DI IMPUTATI AVREBBERO
DOVUTO TROVAR POSTO ANCHE E, DIREMMO, SOPRATUTTO I
VINCITORI CHE DI QUEGLI STESSI CRIMINI IMPUTATI AI
CONDANNATI, FURONO DIECI VOLTE PIU' COLPEVOLI E RESPONSABILI.
SOLO PER QUESTO SCOPO, SI RIPORTANO TESTIMONIANZE
E SCRITTI DI PARTE INSOSPETTABILE CHE, CON IL TEMPO,
STANNO PORTANDO ALLA LUCE VERITA' SCOMODE E IMBARAZZANTI
SOPRATUTTO PER CHI HA SEMPRE OSTENTATO I SACRI PRINCIPI
DELLA LIBERTA' E DEI DIRITTI UMANI.
I
crimini di guerra dei soldati alleati, gli stessi
che apparivano come accusatori nei confronti dei Serbi
e dell'ex Armata Rossa, sono caduti in prescrizione,
sostiene l'analista storico del 20° secolo Michael
Walsh.
La sua ricerca mette in luce il genocidio alleato,
la schiavizzazione ed il maltrattamento istituzionalizzato
dei prigionieri di guerra dell'Asse durante e dopo
la Seconda Guerra Mondiale.
Egli afferma che gli abusi a cui erano sottoposti
i prigionieri di guerra erano contrari alle varie
convenzioni internazionali in materia e delle quali,
l'Inghilterra ed i suoi alleati, erano firmatari.
Addirittura nel 1948, tre anni dopo la fine della
guerra, il trattamento del governo inglese nei confronti
dei suoi prigionieri stranieri fu oggetto di esame
da parte della Croce Rossa Internazionale che minacciò
di portare il governo di Sua Maestà davanti
a tribunali internazionali per abuso e schiavizzazione
illegali.
E' noto che i campi di prigionia amministrati dagli
inglesi erano peggiori di Belsen, ben dopo la fine
della guerra. Perfino civili furono tenuti in prigionia,
deportati e assassinati a decine di migliaia, mentre
i loro carnefici riuscirono ad evitare la giustizia.
L'accreditato fotografo della Associated Press, Henry
Griffin, che scattò delle foto ai corpi senza
vita
di Buchenwald e Dachau, quando visitò
i campi dei prigionieri di guerra alleati, affermò:
"la sola differenza
che vedo fra questi uomini e quei corpi è che
i primi respirano ancora" (Fonte:
Congressional Record, 11.12.45 p. A-5816).
Secondo le rivelazioni di membri della Casa dei Comuni
di Londra, circa 130.000 ex ufficiali tedeschi furono
imprigionati durante l'inverno 1945-46 in campi britannici
in Belgio in condizioni che, ufficiali inglesi, non
esitarono a descrivere come: "non tanto migliori
che a Belsen". (Fonte: Gruesome Harvest,
R.F. Keeling, Institute of American Economics, Chicago
1947).
TORTURA E BRUTALITA'
In aggiunta al disappunto internazionale, Cyril Connolly,
uno degli scrittori inglesi più noto affermò:
"militari inglesi imprigionarono e torturarono
soldati tedeschi". Egli scrisse come essi
inglesi fossero talmente "influenzati" dalla
propaganda sugli "Unni" tedeschi, da essere
felici di mostrare le loro atrocità ai giornalisti
in visita.
Un giornalista britannico di nome Moorehead, che era
presente a queste "feste di tortura", osservò
che un giovane ufficiale medico inglese e un capitano
del Genio dirigevano il campo di Bergen-Belsen: "Il
capitano era di ottimo umore, ma quando ci avvicinammo
alle celle, il sergente perse la pazienza e il capitano
mi disse che al mattino erano stati effettuati degli
interrogatori per cui temeva che i prigionieri non
avessero un gran bell'aspetto".
Le celle furono aperte alle visite dei giornalisti,
i prigionieri tedeschi erano per terra, ricurvi su
se stessi, gemevano ed erano ricoperti di sangue.
"Quello più vicino a me tentava di
reggersi in piedi e alla fine ci riuscì. Tremava
e muoveva le braccia come se dovesse difendersi dai
pugni".
IN PIEDI! Gridò il sergente.
CONTRO IL MURO!
"Furono sbattuti contro il muro e se ne stavano
là, barcollanti. In un'altra cella l'ufficiale
medico aveva appena terminato un interrogatorio".
IN PIEDI! Gridò l'ufficiale.
ALZATI!
" L'uomo giaceva sanguinante sul pavimento.
Afferrò con le braccia una sedia e tentò
di sollevarsi. Riuscì ad alzarsi in piedi,
allungò le braccia verso di noi e rantolando
disse:
PERCHE' NON MI UCCIDETE?
Il sergente allora affermò: QUEL MALEDETTO
BASTARDO E' TUTTA MATTINA CHE BORBOTTA QUESTE PAROLE!
(Fonte: Cyril Connolly, The Golden Horizon, Weidenfeld
and Nicholson, London)
SPARARE AI PRIGIONIERI PER DIVERTIMENTO
L'ex veterano dell'esercito britannico A.W. Perkins
di Holland-on-Sea, descrisse le condizioni del campo
di concentramento britannico di Sennelager, il quale
conteneva, inaspettatamente, non soldati ma civili.
Egli racconta: "durante la seconda metà
del 1945 ero con le truppe inglesi a guardia di civili
sospettati di nazismo e che vivevano con razioni da
fame in un campo chiamato Sennelager.
Venivano picchiati frequentemente ed inoltre rovistavano
nei nostri bidoni dell'immondizia per raccogliere
la brodaglia dei piatti".
Questa ex guardia descriveva come le altre guardie
si divertivano a tormentare i prigionieri, denutriti
e affamati: "potevano essere uccisi a vista
se solo osavano avvicinarsi alla rete del perimetro.
Era un abitudine gettare una sigaretta all'interno
della rete e sparare al primo prigioniero che tentava
di prenderla" (Fonte: Daily Mail, London
22.04.95).
Quando rappresentanti della stampa chiedevano di visitare
i campi di prigionia, gli inglesi rifiutavano fermamente,
adducendo la scusa che la Convenzione di Ginevra vieta
tali visite ai campi di prigionia, affermò
il corrispondete Arthur Veysey da Londra il 28.05.46.
" DENUTRITI E PICCHIATI " - AMMETTE UN IMPORTANTE
QUOTIDIANO AMERICANO.
Il Servizio Stampa del Chicago Tribune, il 19.05.46,
un'anno dopo la fine della Guerra, afferma: "i
prigionieri hanno trascorso l'inverno in tende, dormendo
sul suolo nudo e con una coperta a testa. Dicono di
essere malnutriti, picchiati e presi a calci dalle
guardie. Molti non hanno biancheria intima, né
stivali".
Un dispaccio dell'Associated Press (Londra, 27.08.46),
più di sedici mesi dalla fine della guerra,
affermava: "nell'estate del 1946 un sempre maggior
numero di prigionieri di guerra fuggiva dai campi
di concentramento britannici, spesso con l'aiuto di
civili inglesi. La polizia militare dava loro la caccia
con un accanimento tale che ricordava gli inseguimenti
ai neri fuggitivi delle piantagioni di cotone prima
della guerra civile americana".
CIVILI, DONNE E BAMBINI MITRAGLIATI!
Decine di migliaia di persone del Centro Europa, sfollati
dalla guerra, che cadevano in mani britanniche, venivano
trattate anche peggio nella Yugoslavia e nell'Austria
controllate dagli inglesi.
In quei luoghi, la Gran Bretagna e l'NKVD sovietico,
gestivano congiuntamente i campi di concentramento.
L'NKVD, precursore del KGB, veniva invitato ad aiutare
i britannici a catturare, deportare e sterminare le
loro vittime.
Un ufficiale britannico descrisse come i prigionieri
(civili) venivano trattati rudemente ma non brutalmente:
"venivano spinti e strattonati ma non c'era resistenza,
niente lotte o tentativi di fuga. Erano completamente
docili e rassegnati al loro destino. I soldati li
radunavano rapidamente in gruppi, portandoli in luoghi
dove poi venivano massacrati a colpi di mitra".
L'ufficiale inglese aggiunse: "molti di loro
non andarono molto lontano. Dietro alla stazione c'era
un bosco nel quale venivano fatti entrare e, di lì
a poco, si udiva il crepitio dei mitra. Non vidi personalmente
le esecuzioni ma sono certo che è quello che
avvenne in diversi angoli di quel bosco".
Questo è uno dei tanti tipici racconti di quando,
unità britanniche cooperando con ufficiali
dell'NKVD dell'Armata Rossa, davano la caccia e sterminavano
decine di migliaia di rifugiati civili cosacchi, inclusi
bambini, in Austria nell'estate del 1945, dopo la
fine della guerra.
UN CONVOGLIO FERROVIARIO BRITANNICO COSPARSO DI SANGUE!
Decine di migliaia di persone di molte nazionalità
furono catturate e rinchiuse come bestiame per essere
portati nei campi di sterminio dell'Armata Rossa.
Un racconto descrive come tutto il treno era sporco
di sangue. Erano carrozze aperte e ricordo le chiazze
di sangue dove i corpi venivano trascinati, nei corridoi,
tra i sedili, fin giù dagli scalini.
Una pattuglia composta da due ufficiali dell'Armata
Rossa e 4 soldati britannici andarono a cavallo nelle
colline, l'8 Giugno 1945. Catturarono un gruppo di
persone su di un pendio. I Cosacchi fuggirono in discesa
lasciandone indietro alcuni, per lo più donne
e bambini, troppo deboli per correre. Un soldato individuò
un cosacco a distanza, puntò il fucile su di
lui, sparò e lo vidi cadere. Siccome non fu
visto rialzarsi, si pensò fosse morto.
Il Capitano Duncan MacMillan ricorda: "vicino
ad una piccola stazione c'era un recinto con filo
spinato. Vidi i cosacchi venire scaricati dai vagoni
e venir derubati di ogni minimo avere, perfino del
cibo, prima di essere portati via".
Molti soldati inglesi testimoniarono di aver udito
diverse scariche di mitra nelle vicinanze dopo che
i prigionieri furono allontanati.
James Davidson disse: "pensammo che quei colpi
significavano la loro fine e che erano stati portati
laggiù per essere sterminati".
Questi terribili racconti furono descritti nel libro
di Nicholas Berthell THE LAST SECRET (L'Ultimo Segreto),
pubblicato da FUTURA (Londra) nel 1974.
L'apparato giudiziario inglese soppresse ulteriori
racconti.
SCHIAVITU' DEL XX° SECOLO.
Nell'Agosto del 1946, secondo la Croce Rossa Internazionale,
l'Inghilterra aveva 460.000 prigionieri tedeschi in
stato di schiavitù. Ciò contravveniva
all'Art. 75 della Convenzione di Ginevra, che vietava
la schiavizzazione dei prigionieri di guerra e della
quale la Gran Bretagna era firmataria.
Arthur Veysey del Chicago Tribune, in data 28.05.46,
affermò: "quando i prigionieri di guerra
tedeschi al loro arrivo nei porti inglesi e tedeschi
seppero che avrebbero dovuto lavorare come schiavi
a tempo indeterminato, diventarono tutti cupi".
APPROFITTANDO DEGLI SCHIAVI TEDESCHI
Arthur Veysey, inorridito dall'abuso dei diritti umani
da parte del governo britannico e dall'illegalità
delle politiche schiavistiche praticate in violazione
della Convenzione di Ginevra, disse: "il governo
inglese guadagna oltre 250 milioni di dollari all'anno
dai suoi schiavi. Il Governo, che si autodefinisce
il "proprietario" dei prigionieri, affitta
gli uomini a datori di lavoro bisognosi di mano d'opera,
addebitando loro da 15 a 20 Dollari a settimana per
ogni schiavo e pagando gli schiavi da 10 a 20 centesimi
al giorno.I prigionieri però non vengono mai
pagati in moneta ma sotto forma di " buoni".
L'UNIONE SOVIETICA SEGUE L'ESEMPIO SCHIAVISTA INGLESE
Quando gli americani tentarono di impedire che Stalin
prelevasse 5 milioni di tedeschi, molti dei quali
civili, inclusi bambini, come lavoratori schiavi,
dopo la sconfitta della Germania, i sovietici esibirono
un proclama firmato dal Gen. Dwight Eisenhower un
anno prima il quale dava ai sovietici completa libertà
di fare ciò che volevano con i prigionieri
tedeschi.
Ciò includeva la deportazione e la messa in
schiavitù, saccheggiare e distruggere senza
remore.
Essi ricordarono al governo americano che avevano
gli stessi diritti di fare ciò che questi stava
già facendo. Storie di testimoni oculari raccontano
di quando Berlino e Breslau si arresero: la lunga
colonna grigio-verde di prigionieri era in marcia
verso Est, dove sarebbero poi finiti in tremende e
gigantesche costruzioni vicino a Leningrado, Mosca,
Minsk, Stalingrado, Kiev, Kharkov e Sebastopoli.
Tutti gli uomini sani dovevano marciare per 22 km
al giorno. Quelli fisicamente handicappati erano su
carretti trascinati da altre persone.
Questo fu raccontato nel Congressional Record il 29.03.46
MORTE PER FAME DEI PRIGIONIERI DI GUERRA IN FRANCIA
Nell'Agosto 1946 la Francia, secondo la Croce Rossa
Internazionale, aveva schiavizzato circa 750.000 soldati
tedeschi. Di questi 475.000 erano stati catturati
dagli americani, i quali "in una trattativa"
li avevano trasferiti ai francesi con lo specifico
obiettivo di lavoro forzato.
In modo macabro i francesi restituirono 2.474 prigionieri
di guerra tedeschi lamentandosi che erano troppo gracili
(Fonte: John Thompson, Chicago Tribune Press Service,
Ginevra, 24.08.46)
Questi dovevano essere proprio messi male, poiché
i rimanenti 472.526 erano già stati descritti
dai corrispondenti della stampa come un esercito di
straccioni, pallidi e magri, vestiti di cenci infestati
da insetti.
Nessuno di loro era adatto a lavorare. Di questo sventurato
"esercito" di schiavi, il 19% fu maltrattato
così tanto che ebbe bisogno del ricovero in
ospedale (Fonte: Gruesome Harvest, R.F. Keeling, Institute
of American Economics, Chicago 1947).
Nel famigerato campo del distretto della Sarthe, 20.000
prigionieri ricevevano solo 900 calorie al giorno.
Ne morivano 12 al giorno in ospedale. Da 4 a 5.000
non erano più idonei al lavoro. Arrivarono
altri treni con nuovi prigionieri, molti di loro morirono
nel viaggio, altri tentarono di sopravvivere mangiando
il carbone che trovavano sul treno merci che li aveva
trasportati (Fonte: Louis Clair, The Progressive,
14.01.46).
Il 05.12.46 il Governo Americano richiese il rimpatrio
(entro il 1° Ottobre 1947) in Germania di 674.000
prigionieri di guerra tedeschi che erano stati "dati"
al Belgio, alla Francia, all'Olanda e al Lussemburgo.
La Francia si dichiarò favorevole in linea
di principio ma non per la data prestabilita.
I francesi fecero presente che, il Memorandum del
1° Dicembre 1945 dichiarava chiaramente che i
prigionieri tedeschi trasferiti ai francesi dal governo
americano erano beni mobili da essere usati a tempo
indefinito per lavoro forzato (Fonte: Gruesome Harvest,
R.F. Keeling, Institute of American Economics, Chicago
1947).
L'ESERCITO AMERICANO STERMINO' PRIGIONIERI DI GUERRA
TEDESCHI
Le forze armate tedesche hanno sempre rispettato le
convenzioni e le leggi di guerra alla lettera. Parlando
per se stesso e per altri comandanti militari alletai,
il Maggiore Generale Robert W. Grow, Comandante della
Sesta Divisione Corazzata Americana in Europa, ammise
che non ci fu un problema di atrocità tedesche.
"Ero in servizio durante
la Seconda Guerra Mondiale in qualità di comandante
di una divisione corazzata durante la campagna europea,
dalla Normandia alla Sassonia. La mia divisione perse
un discreto numero di ufficiali e soldati, catturati
fra il Luglio del 1944 e l'Aprile del 1945. Non ho
mai sentito dire dal personale della nostra divisione
che avessero ricevuto un trattamento diverso dalle
norme che regolano la guerra terrestre. Per quel che
riguarda la Sesta Divisione Corazzata, nei suoi 280
giorni di scontri in prima linea, non vi furono problemi
di atrocità. Francamente rimasi atterrito,
così come molti dei miei colleghi, quando apprendemmo
dei processi per "crimini di guerra" ed
il fatto che comandanti militari erano fra gli accusati.
So che nessun ufficiale superiore può averli
approvati". (Fonte: Doenitz at Nueremberg:
a re-appraisal, H.K. Thompson/Henry Strutz, Amber
Publishing Corp., N.Y. 1976)
Nonostante l'osservanza tedesca delle Convenzioni,
la reazione delle forze americane fu spesso sommaria
e brutale tanto quanto quella praticata dai loro alleati
sovietici. Solo nel caso di cattura di gruppi numerosi
di prigionieri, questi venivano fatti schiavi. Se
catturati in piccoli gruppi, la politica dell'esercito
americano era quella di ucciderli sul posto. E' incorso
uno studio specifico mirante alla stesura di prove
di tali atrocità, per il cui contributo, l'autore,
Michael Walsh, ringrazia. Un altro caso fu quello
dello sterminio a sangue freddo di circa 700 soldati
della Ottava Divisione Alpina di SS. Questi soldati
che si erano battuti con onore e distinzione, avevano,
in un primo tempo, catturato un ospedale da campo
americano. Sebbene i soldati tedeschi si fossero comportati
correttamente, essi furono, dopo essere stati successivamente
catturati a loro volta dall'esercito americano, separati
e fucilati in gruppi da plotoni di militari americani.
L'ESERCITO AMERICANO TRASFORMA LA TRANQUILLA DACHAU
IN UN MATTATOIO.
Un simile destino toccò ai fanti della Brigata
SS "Westfalia" che vennero catturati dalla
Terza Divisione Corazzata americana. La maggior parte
dei prigionieri tedeschi venne uccisa con un colpo
alla nuca.
Gli americani esultanti dissero alla gente del posto
di lasciare i loro corpi nelle strade come monito
e minacciarono altre vendette. I corpi restarono nelle
strade per cinque giorni prima che gli occupanti ne
permisero la sepoltura.
Dopo la guerra le autorità tedesche tentarono,
inutilmente, di perseguire penalmente i responsabili
militari americani (Fonte: Daily Mail, London, 1°
Maggio 1995).
Ironicamente, alla fine delle ricerche post-belliche,
è stato scoperto che le sole atrocità
commesse a Dachau furono quelle dei vittoriosi alleati.
Altrettanto ironico è il fatto che Dachau fu
un campo di concentramento alleato per un periodo
(11 anni) più lungo di quando fosse stato gestito
dai tedeschi. Laggiù trecento sentinelle delle
SS furono rapidamente neutralizzate su ordine del
Gen. Dwight Eisenhower.
Il termine "neutralizzate" è un termine
politicamente (o vigliaccamente) corretto per dire
che i prigionieri di guerra furono sterminati in gruppo
a colpi di mitra.
Racconti di omicidi di massa di prigionieri di guerra
tedeschi a Dachau sono stati descritti in almeno due
libri: " The Day of The Americans " di Nerin
Gun, Fleet Publishing Company di New York e "Deliverance
Day-The Lost Hours at Dachau " di Michael Selzer,
Lippincot, Philadelphia. Questi libri spiegano come
i prigionieri tedeschi venivano radunati in gruppi,
messi contro il muro e sistematicamente fucilati da
soldati americani, alcuni di essi ancora con le mani
alzate in segno di resa. Gli americani calpestavano
disinvoltamente i corpi a terra ancora palpitanti,
eliminando i feriti. Mentre ciò accadeva, fotografi
americani scattavano foto dei massacri.
A Dachau, che si trovava nella zona di controllo americano
in Germania, truppe d'intervento americane e polacche
tentarono di far salire sul treno con la forza un
gruppo di prigionieri russi dell'Armata di Vlasov
che si rifiutavano di essere rimpatriati in Unione
Sovietica.
SUICIDI MASSA
Tutti questi uomini si rifiutavano di salire sul treno,
scrisse Robert Murphy nel suo rapporto circa l'incidente.
Implorarono di essere fucilati. Resistettero al tentativo
di essere messi nei vagoni, togliendosi gli abiti
di dosso e rifiutandosi di lasciare le loro baracche.
I gas lacrimogeni li obbligarono a uscire dagli edifici
nella neve dove, diversi caddero in un lago di sangue
dopo essersi tagliati le vene o essersi accoltellati.
Nove si impiccarono, due si accoltellarono a morte
e uno morì subito dopo, mentre altri 20 erano
in ospedale a causa delle ferite auto-inflittesi.
Sul treno furono fatti salire, alla fine, 368 uomini
(Fonte: Dougla Botting, " In The Ruins of the
Reich", Gorge Allen & Unwin, London).
L'ultima operazione di questo genere in Germania avvenne
a Plattling, vicino a Regensburg, dove 15 uomini dell'Armata
russa di Vlasov erano stati internati dagli americani.
Nelle prime ore del 24.02.46 essi furono spinti fuori
dalle loro baracche ancora semi-svestiti e furono
consegnati ai russi nella foresta vicino al confine
fra Baviera e Cecoslovacchia.
Prima che il treno partisse per il viaggio di ritorno,
le guardie americane rimasero inorridite nel vedere
i corpi degli uomini dell'Armata di Vlasov che erano
già stati impiccati agli alberi e quando fecero
ritorno a Plattling perfino le SS prigioniere nel
vicino campo li schernivano per ciò che avevano
fatto (Fonte: Dougla Botting, " In The Ruins
of The Reich ", Gorge Allen & Unwin, London).
Secondo il quotidiano canadese Toronto Daily Star
del 09.03.68 membri di un gruppo armato israeliano
illegale, al quale fu data mano libera di sterminare
i tedeschi, ammisero che oltre 1.000 ufficiali nazisti
delle SS morirono in seguito ad ingestione di pane
impregnato di arsenico, introdotto il 13.04.46 in
un campo americano di prigionieri di guerra vicino
a Norimberga.
Dopo la vittoria americana (la battaglia del ponte
di Remagen sul Reno) i tedeschi in Renania si arresero
in massa. Tra l'Aprile ed il Luglio 1945, 260.000
prigionieri di guerra furono tenuti prigionieri dagli
americani in campi melmosi fra Remagen e Sinzig. Erano
tenuti all'aperto e la loro razione giornaliera era
una patata, un biscotto, un cucchiaio di verdura e
un po' d'acqua.In seguito a varie malattie, almeno
1.200 morirono, secondo gli archivi tedeschi (Fonte:
Roger Boyes, The Times, 07.03.95).
LA CHIESA CATTOLICA CONDANNA LO SCHIAVISMO AMERICANO
Negli USA, dove furono spediti 140,000 prigionieri
di guerra, la Conferenza dei Vescovi Cattolici denunciò
come masse di civili e prigionieri di guerra furono
deportate e ridotte in condizioni degradanti non degne
di un essere umano. Centinaia di migliaia vennero
messi ai lavori forzati come schiavi, nonostante l'unica
cosa che si potesse loro rimproverare era di essere
stati soldati.
Molti di questi poveri diavoli erano senza notizie
da casa e non fu loro permesso di inviare un benché
minimo messaggio ai loro cari.
SCHIAVI TEDESCHI TRATTENUTI NEI PAESI ALLEATI.
Stati Uniti : 140.000
Francia : 680.000
Belgio : 48.000
Gran Bretagna : 460.000
Unione Sovietica: oltre 4.000.000
Italia; 30.000
Olanda; 1.300
Yugoslavia : 80.000
Cecoslovacchia : 45.000
Lussemburgo :4.000
UN BRUTTO PRECEDENTE
La Croce Rossa Internazionale, indignata, dichiarava:
"gli Stati Uniti, la Francia e la Gran Bretagna,
ad un anno dalla fine degli eventi bellici, stanno
violando gli accordi della Croce Rossa Internazionale,
da questi firmati nel 1929. Sebbene migliaia di ex
soldati tedeschi vengano utilizzati in lavori pericolosi
come sminare campi e coste, abbattere edifici semi-distrutti,
la Convenzione di Ginevra proibisce espressamente
di usare prigionieri in qualsiasi
tipo di lavoro rischioso o nel trasporto di materiali
bellici ".
Henry Wales, a Ginevra, il 13.04.46 aggiunse: "il
baratto dei soldati nemici catturati dai vincitori,
riporta il mondo indietro nei tempi bui in cui i baroni
feudali depredavano i territori dei ducati vicini
per ricostituire le loro mandrie di bestiame umano.
E' un sistema iniquo ed un pessimo precedente perché
si apre ad ogni tipo di abuso con la difficoltà
di stabilirne le responsabilità. E' palesemente
ingiusto venderli per ragioni politiche come lo furono
i neri africani un secolo fa".
IL TRATTAMENTO TEDESCO DEI PRIGIONIERI DI GUERRA FU
DI GRAN LUNGA PIU' UMANO!
Al contrario, le forze armate
tedesche si comportarono impeccabilmente verso i loro
prigionieri di guerra.
La cosa più sbalorditiva, circa le atrocità
di questa guerra, è che ci sono state pochissime
denunce secondo le quali i tedeschi non avevano trattato
i prigionieri secondo le regole o rispettato quelle
della Croce Rossa.
Ciò fu riportato dal giornale THE PROGRESSIVE
il 04.02.45
Allan Wood, corrispondente del London Express concordò:
"I tedeschi, anche nei loro peggiori momenti,
rispettarono le convenzioni nei loro molteplici aspetti.
Vero è che ci furono atrocità sulle
linee dei fronti, luoghi caldi, dove gli animi si
surriscaldano, ma erano incidenti e non pratiche comuni,
così come la malgestione dei campi di prigionia
era cosa inusuale.
Ciò fu confermato anche dal Tenente Newton
L. Marguiles.
Il Giudice Assistente americano, Avv.to Jefferson
Barracks, il 27.04.45 disse: "è
vero che il Reich pretese lavori forzati dai lavoratori
stranieri, ma è altrettanto vero che venivano
tutti retribuiti e ben rifocillati. Penso che alcune
persone si siano trovate meglio in questa situazione
di quanto lo fossero state nella loro vita, aggiunse
il Dr. James K. Pollack del Governo Militare Alleato.
"Cosa fecero i tedeschi per ottenere una produzione
efficiente dal lavoro forzato che noi non riuscimmo
ad ottenere dai tedeschi che lavoravano giù
nelle miniere? Semplice! Li nutrivano, e li nutrivano
bene"! Disse Max H. Forester, Capo della
Divisione Mineraria e Carbonifera della AMG nel Luglio
1946
ARRIVERA' LA NEMESI ?
Chiesto quali erano le possibilità di portare
davanti alla giustizia coloro che commisero tali crimini,
Michael Walsh disse che: "la
sola cosa che divideva i responsabili sadici alleati
e la corda saponata era la volontà di processarli....
Il precedente sulla
giustizia retroattiva è già un dato
di fatto.
Il suo fallimento è che la giustizia sui crimini
di guerra è selettiva e quindi applicabile
solo ai vinti, sotto l'egida di discutibili procedure
legali internazionalmente criticate.
Ciò di cui c'è bisogno è di risvegliare
la pubblica coscienza, dando spazio anche a coloro
la cui parola tende ad essere censurata".
Michael
Walsh inoltre aggiunse che:
"gli interessi della giustizia
devono venire prima dell'orgoglio nazionale, prima
dell'espediente politico e prima della colpa militare".
Gian Franco SPOTTI
Soragna
(Parma)
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