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CAMPO DELLA MEMORIA
SACRARIO
DEI CADUTI DELLA R.S.I.


IN
RICORDO DEI COMBATTENTI DELLONORE
Sabato
16 giugno 2007, Toccante cerimonia al Campo
della Memoria di Nettuno
Sabato 16 giugno 2007,
è unassolata mattina al Campo della
Memoria di Nettuno. Sono accorsi al Sacrario
giovani e meno giovani per una piccola ma toccante
cerimonia in ricordo dei Combattenti dellOnore.
Una cerimonia fuori dalle
consuete date storiche, ma non per
questo meno sentita. Proprio in questo mese,
63 anni fa, terminava la Battaglia in Difesa
di Roma, scontro iniziato allindomani
dello sbarco angloamericano a Nettunia (22 gennaio
1944).
Si concludeva una battaglia
durissima, con atti di valore in entrambi gli
schieramenti, una battaglia che lasciò
sul terreno 27.000 soldati germanici, 29.200
soldati angloamericani ed oltre 600 soldati
italiani.
Chi erano questi italiani
che per decenni sono stati ignorati dalla loro
stessa Patria?
Erano i ragazzi della
RSI che, dopo la resa incondizionata dellItalia,
ripresero le armi gettate a terra da un Governo
imbelle e chiesero di poter continuare difendere
la propria Patria combattendo contro il nemico
angloamericano.
In loro non cera
nessuna ambizione, nessun opportunismo. Lunica
meta era il fronte dove riscattare lOnore
dItalia. Ci riuscirono?
Potremmo facilmente rispondere
di sì, ma forse non basterebbe a far
comprendere il valore del loro sacrificio. Per
questo siamo orgogliosi di poter ricordare lonore
delle armi concesso ai reparti della RSI dalle
unità angloamericane negli ultimi giorni
dellaprile 1945. Un rispetto ed una stima
che dura tuttoggi, riconfermato dalle
visite degli Ufficiali della Marina inglese
al Campo della Memoria nel gennaio scorso e,
soprattutto, dalla partecipazione dei reduci
della RSI con i loro labari e gagliardetti alle
cerimonie ufficiali in ricordo dei caduti dellImpero
Britannico presso il Cimitero Militare Inglese
di Anzio nel maggio 2007.
Proprio per ufficializzare
questo gemellaggio tra combattenti,
al Campo della Memoria è stata inaugurata
una lapide in inglese che servirà a spiegare
ai visitatori stranieri limportanza del
luogo che si trovano di fronte.
La cerimonia ha visto
la partecipazione ufficiale di una delegazione
della Fiamma Tricolore guidata da Paolo Salvoni
e Franco Pesce. Presente anche lAssessore
Luigi DArpino con fascia tricolore in
rappresentanza del Sindaco di Anzio ed alcuni
esponenti della cultura nazionale come il Prof.
Avv. Augusto Sinagra dellUniversità
La Sapienza di Roma, il Prof. Giandomenico
Tanza, il Conte Cav. Gr. Cr. Prof. Fernando
Giulio Crociani, il Dott. Pietro Cappellari
della Fondazione della RSI Istituto Storico.
La Santa Messa, officiata
con il Rito Romano pre-conciliare da un Sacerdote
della Fraternità San Pio X di Albano,
ha riportato tutti alla comprensione del sacrificio
dei combattenti della Repubblica Sociale Italiana.
Dolcissime le parole del Sacerdote in ricordo
di chi non cè più fisicamente,
ma vive accanto a noi nel ricordo godendo della
pace che li ha accolti nella Patria del Signore.
Parole che ormai sono
desuete in Italia, ma anche in una Chiesa in
preda ad un modernismo autodistruttivo, un modernismo
apostata scaturito dalle incredibili revisioni
dottrinarie e teologiche introdotte dal Concilio
Vaticano II.
Il Sacerdote ha invocato
lunità di tutti i credenti e di
tutti gli italiani contro lassalto dato
dalle sinistre, dal consumismo e dalla globalizzazione
alle radici stesse delle nostra identità
nazionale e religiosa. In un mondo dove si parla
di diritto allaborto, di diritto
alla droga, di diritti omo-transessuali,
di laicismo di Stato che altro non
è che ateismo militante, vè
bisogno di unità nella Fede come nella
Patria. I nemici della nostra Nazione, della
nostra Storia, della nostra Civiltà,
delle nostre Radici, della nostra Identità,
sono stati già sconfitti una volta.
La cerimonia si è
conclusa con una breve allocuzione dellAvv.
Bartolo Gallito, già Agente Speciale
del Battaglione Nuotatori Paracadutisti
della Decima MAS. Ha comunicato ai presenti
la morte, dopo una lunga malattia, dellArchitetto
Alessandro Tognoloni, uno degli ideatori del
Campo della Memoria. Tognoloni è stata
una persona eccezionale, Ufficiale del Battaglione
Barbarigo della Decima MAS, compì
diverse azioni di guerra contro le unità
americane sbarcate a Nettunia. Il 24 maggio
1944 il Battaglione Barbarigo e
il Gruppo dArtiglieria San Giorgio
della Decima MAS ricevettero lordine di
ritirarsi dal fronte di Nettunia dopo il crollo
della Linea Gustav. Le tre Compagnie in linea
si sganciarono in direzione di Sermoneta e Bassiano.
La 2a fu attaccata da mezzi corazzati nei pressi
di Cisterna, la 4a resistette agli attacchi
nemici nellabitato di Norma. Gli artiglieri
del San Giorgio, dopo aver esaurito
tutte le munizioni a loro disposizione, fecero
saltare le bocche da fuoco. La 3a Compagnia
ripiegò da Terracina ricongiungendosi
al resto del Battaglione Barbarigo.
La postazione del Plotone
comandato dal Guardiamarina Alessandro Tognoloni
venne accerchiata da carri Sherman americani.
Al grido di «Decima! Barbarigo!»,
i marò andarono allassalto dei
carri. Tognoloni lanciò una bomba a mano
e cadde colpito squarciato nel torace. Prima
di perdere i sensi scaricò i colpi della
sua pistola e, vuoto il caricatore, la lanciò
contro il carro avanzante. Per gli atti di valore
compiuti sul fronte di Nettunia gli fu concessa
la Medaglia dOro al Valor Militare alla
memoria in quanto creduto morto.
Invece, il Guardiamarina
Tognoloni non era morto e raccolto gravemente
ferito sul campo di battaglia dagli americani
sbalorditi dal suo gesto, fu curato e quindi
inviato in un campo di concentramento per prigionieri
italiani nel Texas. Quando venne liberato, dopo
la fine della guerra, il Comandante del campo
si rivolse a Tognoloni dicendogli: «Se
dovessi andare in guerra, vorrei al mio fianco
dei combattenti come Voi».
Ecco, questo era Alessandro
Tognoloni, questi erano i ragazzi della Repubblica
Sociale Italiana.
Lemmonio Boreo

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APRILE 2007 - CERIMONIA COMMEMORATIVA AL CAMPO
DELLA MEMORIA
Toccante
cerimonia ieri mattina 29 aprile 2007 al Campo
della Memoria, il piccolo sacrario dei Caduti
della R.S.I. sul fronte di Anzio-Nettuno.
Come noto, fra i primi battaglioni della R.S.I.
ad entrare in linea, ci furono i reparti d'elite
dell'esercito della R.S.I.: i paracadutisti,
dei battaglioni Folgore e Nembo, passati organicamente
alla Aviazione Nazionale Repubblicana anche
se impiegate come truppe di terra, i volontari
del battaglione "Degli Oddi" e, sia
sul fronte marittimo che su quello terrestre,
i reparti della Xa Mas.
Il fronte di Anzio e Nettuno vide così
il sacrificio di ragazzi giovanissimi che, con
ardore e fede, con un atto di orgoglio, coraggio
e sacrificio della loro vita, vollero sollevare
la bandiera gettata nel fango dal vile tradimento
dell'8 Settembre 1943. Data nefasta negli annali
della Patria che oggi, lontani più di
sessanta anni da quegli eventi subdolamente
offuscati da una spessa cortina fumogena, pusillanimi
governanti e ancor più abietti individui
voltagabbana tentano di trasformare in data
epica di gloria nazionale.
Come potrà mai essere Gloria una resa
senza condizioni, il consegnarsi al nemico a
discrezione sottoscrivendo clausole infami e
vessatorie mentre, con la flotta ancora intatta
e le divisioni dell'Asse in possesso di gran
parte d' Europa, ancora si poteva combattere
e resistere a lungo, come è stato ampiamente
dimostrato dai combattenti della R.S.I.? Come
può essere glorioso il tradimento dei
patti di alleanza, la consegna della flotta
al nemico senza che sia stato sparato un sol
colpo di cannone a difesa del Sacro suolo invaso
dalle orde barbariche? Come può essere
mai Gloria la frettolosa fuga del Re, del Capo
del Governo, di molti alti ufficiali e del Comandante
in Capo delle Forze Armate abbandonate senza
ordini e direttive alla vendetta dell'alleato
tradito? Come può essere gloriosa una
data che creò di fatto una insanabile
spaccatura fra italiani e che fomentò
una spietata guerriglia fatta di episodi in
tutto simili a quelli che oggi si bollano e
si combattono aspramente come "terrorismo"?
Ma questa è l'Italia ufficiale che vuole
trasformare in colpa le virtù pure e
in Gloria l'abietta menzogna e viltà.
Cerimonia di grande emozione per la coreografia,
per la presenza di tanti reduci e anche di giovani
pieni di fede, per gli inni della Patria, fra
cui particolarmente toccante l'Inno al Soldato
Ignoto, per la celebrazione della Messa e per
gli infiammati e accorati discorsi del Presidente
della Unione Combattenti della R.S.I. Aimone
Finestra, dell'officiante la cerimonia, e del
"padrone di casa", Bartolo Gallitto,
giovane ufficiale della Xa Mas in tempo di guerra,
rappresentante della Associazione Campo della
Memoria. Detto Campo della Memoria, progettato
dal Comandante Alessandro Tognoloni, Medaglia
d'Oro al V.M., e architetto, ed eretto a spese
proprie dai reduci della Xa, é, grazie
a ONORCADUTI, diventato oggi Cimitero di Guerra
e Sacrario Militare. Vi sono infatti inumati
i resti, raccolti in anni di ricerche condotte
dalla Ausiliaria Raffaella Duelli, aiutata dal
marito in questa opera di carità, abnegazione
e fede, di alcuni caduti della Xa.
Giustamente ed a proposito quindi è stato
suonato l'Inno del Milite Ignoto visto che molte
salme non sono mai state recuperate e i corpi
straziati sono ancora lì, dove caddero
colpiti a morte dallo straripante nemico, tornati
alla madre terra e ad essa terra, consacrata
dal loro sangue purissimo, affidati in perenne
custodia.
"E' ancora vivo in me" - ha
detto il Comandante Bartolo Gallitto, - "così
come in molti di Voi, il ricordo di quanto accaduto
il 21 gennaio scorso, nella ricorrenza dello
sbarco degli Anglo Americani ad Anzio, quando
le Autorità Civili e Militari Italiane
sono venute ufficialmente a rendere omaggio,
per la prima volta, in questo Sacrario, ai nostri
Camerati Caduti. Tale avvenimento è stato
ancor più significativo per la presenza
di Ufficiali della Marina Inglese, un tempo
nostri avversari, venuti anche essi, nel ricordo
dei loro Caduti, a rendere omaggio ai Nostri
Caduti. E' stata questa la consacrazione, il
riconoscimento della giustezza della Nostra
Scelta; un riconoscimento di Combattenti ad
altri Combattenti che, con eroismo e purezza
d'animo, si immolarono in difesa della Patria!"
"Tale riconoscimento, in verità,
è la conferma di quanto alta fosse la
considerazione che i nemici di allora avessero
dei combattenti della R.S.I., ai quali hanno
sempre reso l'onore delle Armi al momento della
cessazione delle ostilità e dei quali
hanno sempre riconosciuto il valore e il coraggio.
Ma tale non fu il trattamento riservato a quei
combattenti, divenuti inermi cittadini dopo
la cessazione delle ostilità, da parte
di altri italiani, indegni di essere tali, i
quali, calpestando ogni norma di civile convivenza
e di senso di onore, si comportarono da volgari
assassini la cui impunità fu protetta
da delittuose connivenze e da apposite infami
leggi che consentono, ancora oggi, la glorificazione
di quei crimini addirittura elevati al rango
di festa nazionale."
"Ma molti miti sono crollati e gli Italiani
stanno apprendendo la verità non solo
sulla guerra civile, che ha insanguinato l'Italia
dall'autunno del '43 all'aprile del '45, ma
anche sulla orrenda mattanza iniziata e consumata
da italiani contro Italiani proprio alla fine
della guerra nella primavera del 1945".
"Altro che festa condivisa da tutti gli
Italiani!"
"La grande bugia si sta manifestando in
tutta la sua colossale mistificazione ed i miti
stanno crollando sotto i colpi di maglio della
storia proprio ad opera di chi li aveva creati
con la violenza e con la menzogna imperversando,
ancora oggi, con fantasiose improbabili gesta
illudendosi di travisare la verità, usando
il potere acquisito e falsificando la storia.
Ma costoro devono trovare in noi un ostacolo
insormontabile alle loro menzogne, alla loro
prepotenza.
Questa è la missione della nostra vita
ed è nostro dovere far comprendere alle
generazioni venute dopo di noi che la drammatica
vicenda storica che, insieme ai nostri Caduti,
ci ha visto protagonisti, potrà risolversi
definitivamente, soltanto con il riconoscimento
della nostra identità storica, morale,
giuridica che é fatta di onore, orgoglio,
valore, fedeltà!!
Questo potremo farlo specialmente con l'aiuto
di voi giovani: grazie a Dio siete numerosi,
vigorosi, entusiasti.
Questa è l'eredità che vi lasciamo,
questo è l'impegno che vi chiediamo per
la salvezza della Nostra Patria ormai allo sbando,
che ha cancellato le sue radici, che ha rinunziato
alle sue Glorie.
Fate in modo che il sacrificio dei Nostri Caduti
non sia stato vano".
Le apprezzate parole di Bartolo Gallitto hanno
profondamente colpito i presenti: Si son visti
volti di anziani reduci pensosi e immersi nei
ricordi mai svaniti di quei giorni di speranza,
di sofferenza, di abnegazione e di gloria vera;
molte lacrime di chi ricordava i propri cari
e i propri Camerati Caduti ed anche visi fieri
di giovani che vogliono a questi ideali ispirare
la propria vita.
La cerimonia si è conclusa con il conferimento
della Medaglia d'Oro al V.M. alla Bandiera della
Unione Combattenti della Repubblica Sociale
Italiana; madrina la Dirigente Nazionale Anna
Teodorani.
Fra le tante medaglie d'oro appiccicate a folklorici
gonfaloni e stracci rossi, mai si era vista
una medaglia conferita alla Memoria di chi ha
veramente dato e veramente sofferto con Fede,
Dedizione, Coraggio, Eroismo.
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Ufficiali
della
Marina Inglese
venuti a rendere omaggio ai caduti
della R.S.I.
sul fronte di
Anzio-Nettuno.
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Per
lOnore dItalia!
Ricordati
a Nettuno i Caduti della RSI
Domenica
29 aprile. E una bella mattina di sole
e circa 200 persone si sono date appuntamento
al Campo della Memoria di Nettuno per ricordare
i combattenti dellOnore, coloro che dopo
l8 settembre 1943 ripresero le armi per
combattere contro linvasore angloamericano
dopo che una vile resa era stata firmata da
un Governo imbelle. Si trattava di giovani e
giovanissimi che al fianco della vecchia
guardia, in quei lontani giorni, seppero
dimostrare al mondo il valore del soldato italiano.
Con
lo stesso entusiasmo, giovani e reduci, oggi
si sono ritrovati al Campo della Memoria in
un ideale passaggio di consegna. Presenti il
Segretario Nazionale della fiamma tricolore
Luca Romagnoli, il responsabile provinciale
Roma Sud Paolo Salvoni, il Federale di Littoria
Emiliano Ciotti, il Segretario della Sezione
di Nettuno Bruno Sacchi e il Segretario della
Sezione di Anzio Franco Pesce. Presenti anche
il prof. Catello Cosenza e il prof. Augusto
Sinagra dellUniversità La
Sapienza di Roma, il prof. Fernando Giulio
Crociani per lOrdine dellAquila
Romana, il dott. Pietro Cappellari della Fondazione
Istituto Storico della RSI e tanti altri.
Numerose
anche le associazioni che hanno partecipato
all'omaggio ai Caduti della RSI. Fra queste
la Associazione Nazionale Combattenti Italiani
in Spagna con la storica bandiera dei Legionari
italiani alla Cruzada.
La
cerimonia è iniziata con un saluto dellAvv.
Bartolo Gallitto, già Agente Speciale
del Battaglione Nuotatori Paracadutisti della
Decima MAS. Ricordando la Medaglia dOro
Umberto Bardelli, Comandante del Battaglione
Barbarigo, assassinato a tradimento
dai partigiani, ha evidenziato come ancor oggi
la data del 25 aprile è una data che
serve solo a spargere ancor odio e divisione
tra gli italiani.
In
seguito il Sen. Ajmone Finestra, Presidente
dellUnione Nazionale Combattenti della
Repubblica Sociale Italiane (UNCRSI) e già
Capitano del Battaglione GNR Venezia Giulia.
ha parlato con accenti di amor patrio; la Patria
è lItalia che oggi vediamo vilipesa
e resa schiava dalla cupidigia dei nostri governanti
che, negli ultimi sessantanni, non hanno
fatto che inginocchiarsi ai vincitori della
seconda guerra mondiale.
Tuttavia,
ci sono altri tipi di italiani. Quelli che non
sanno chinare il capo per poter campare
e conservare una poltrona. Sono questi gli italiani
che nel settembre 1943 raccolsero la bandiera
e le armi abbandonate dai vili per dimostrare
al mondo come si sa morire. Si trattava
di giovani che accorrevano dove cantava
il cannone e fischiava la mitraglia, a
Cassino, come ad Anzio, sulla Gotica come in
Istria.
Quei
valorosi combattenti sacrificarono la vita per
difendere Roma nella grande battaglia seguita
allo sbarco di Anzio, così come altri
ragazzi difesero fino allultimo il confine
orientale italiano dalle orde slavo-comuniste
assetate di sangue. Questa è la storia
che nessuno potrà mai cancellare.
Per
600 giorni i ragazzi della RSI seppero resistere,
oltre ogni umana possibilità, contro
un nemico superiore in uomini e mezzi; il loro
valore fu riconosciuto dagli angloamericani
che, a molti reparti della Repubblica Sociale
Italiana, concessero lonore delle armi.
Nel
gennaio scorso, cinque Ufficiali della Marina
inglese vennero a rendere omaggio ai Caduti
della Decima MAS sepolti al Campo della Memoria.
Quella Decima MAS le cui gesta si studiano nei
manuali di storia militare delle Accademie inglesi.
Un
Sacerdote della Fraternità San Pio X
di Albano ha officiato la Santa Messa nellantico
rito latino, quello stesso che i soldati erano
abituati ad ascoltare prima della battaglia,
quello stesso che per due millenni ha accompagnato
il crescere della Civiltà europea.
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