Ricorrenze

A ROVERETO:

CENTO RINTOCCHI PER I CADUTI DELLA REPUBBLICA SOCIALE ITALIANA

Cento rintocchi della simbolica Maria Dolens, cento rintocchi che non hanno il triste suono delle campane a morto ma il suono della speranza, del ricordo dei Caduti, dell'Amore per essi e per il loro sacrificio. Quei caduti negletti, obliati ma che, dopo la terribile sconfitta del 1945 e le nefaste conseguenze di quella disfatta, da molti stupidamente gabellata per vittoria, chiedono giustizia, chiedono di essere ricordati nella mente e nel cuore dei camerati al cui fianco caddero combattendo o di chi pietosamente raccolse le loro spoglie dopo il vile agguato assassino. Chiedono infine di essere ricordati da tutti gli Italiani per la cui terra questi Caduti offrirono la vita nel supremo tentativo di salvarla dalla disfatta e dal disonore.
Sono parole ripetute e mai ascoltate, sono voci per le orecchie sorde di chi non vuol sentire, sono fatti che destano gli sguardi imbarazzati di chi non vuol vedere.
Maria Dolens suona tutte le sere per commemorare il sacrificio di tutti i Caduti, di tutti i morti che, essendo morti per un Ideale, la loro Patria, meritano ricordo anche se sono di altre nazionalità .. tutte le nazionalità.. ma, fino alla cerimonia del 21 maggio 2006, non ha mai suonato per i Italiani che scelsero la via del Combattimento e dell'Onore. Che studio, che pervicacia, che tenacia, che fatica, che zelo degno di miglior causa voler ignorare, oscurare, negare, perfino denigrare, per oltre sessanta anni, quei Caduti scomodi, quei fantasmi che non si vuole neppure menzionare, quegli esempi sempre vivi di comportamento limpido, di Fede purissima, di dedizione assoluta, di slancio eroico.. Come poterli ricordare? Come non subire il loro ingombrante esempio a paragone delle imprese vigliacche degli imboscati che, viceversa si é voluto esaltare? La mobilitazione della cosiddetta Resistenza e di tutte le istituzioni da essa create, è riuscita in questo abietto scopo: Negare oscurare, cancellare. Ora qualche spiraglio si apre in questa cortina di silenzio e di omertà! Ora Maria Dolens farà sentire la sua voce anche per i nostri fratelli che ci hanno preceduto e che sono stati i nostri indimenticabili camerati nella più dura battaglia che i migliori figli d'Italia abbiano mai affrontato: la lotta contro il più potente nemico del mondo, contro la rabbia e i pregiudizi di un alleato tradito e, allo stesso tempo la lotta contro i fratelli degeneri appostati dietro l'angolo di casa a tendere un agguato insidioso; colpire a tradimento e poi fuggire!
La Campana suona e quel suono ci ricorda i versi che si cantavano in epoche da molto trascorse ma mai dimenticate:
"Si scopron le tombe si levano i morti, i martiri nostri son tutti risorti.."
Risorgete o camerati mai dimenticati, risorgete dalle vostre tombe ignote, dai vostri sacelli abbandonati, dalle fosse comuni, risorgete dalle foibe istriane, dalle melme dei fiumi e dei laghi dove la bestialità del subdolo nemico vi ha impietosamente gettato! Sorgete e venite in spirito a marciare con noi. Solo il vostro esempio e la vostra adamantina coscienza può guidare noi e i nostri figli. La battaglia non è ancora finita, non finirà mai finché vi sarà chi alimenta nel cuore la Vostra fiamma, la Vostra Fede! Marciate con noi e conduceteci alla vittoria.

 

Giorno della Memoria a Rovereto per i Caduti della REPUBBLICA SOCIALE ITALIANA

Organizzato dall'Unione Nazionale Combattenti della R.SI. Domenica 21 maggio 2006 scorso, si è svolto Il Raduno presso la Campana dei Caduti sul colle di Miravalle presso Rovereto (Trento) dove fin dalle primissime ore della mattinata sono convenuti numerosi reduci della II Guerra Mondiale e altri partecipanti.
Il giorno precedente, la solita stupidità antifascista aveva cercato dì turbare e macchiare quella che doveva essere, ed è stata, una pacifica giornata di commemorazione per tutti i Caduti ed in particolare dei Caduti della Repubblica Sociale Italiana.. Infatti, nel pomeriggio del sabato precedente, alcuni gruppi di comunisti e anarchici, hanno imbrattato la strada e le mura che portano al colle di Miravalle con frasi del tipo "No al fascismo"- oppure "Fasci appesi" per ricordare agli immemori la loro genetica tendenza illiberale e sanguinaria. Una decina di questi teppisti sono stati poi arrestati dalle Forze dell'Ordine, che hanno eseguito un servizio lodevole e perfetto, mentre con secchi di vernice e pennelli stavano salendo verso il Colle della Campana per compiere il loro scempio.La giornata della Manifestazione, a lungo negata, ha avuto uno svolgimento ordinato grazie anche alla perfetta organizzazione portata a buon fine dai camerati locali che si sono prodigati in un lavoro attento e con la massima dedizione. La partecipazione è stata numerosa con reduci, camerati e accompagnatori provenienti da tutta Italia.
Alle ore 9 del mattino è iniziata la manifestazione con la visita al museo fotografico. Alle 10 il discorso, molto apprezzato e disteso, del Prof. Alberto Roberto Robol, senatore, Reggente della fondazione; egli ha espresso rammarico per il divieto, finora imposto, di commemorare i Caduti in odore di "fascismo" auspicando una effettiva e vera pacificazione. Ha poi terminato esortando gli animi alla concordia e al ricordo dei Caduti che, morti per un ideale di Patria, meritano rispetto e il nostro costante ricordo.
Si è formato poi un corteo di tutti i partecipanti, fra cui anche molti giovani che, bandiere in testa, si sono portati sull'ampio piazzale; lungo il percorso, erano issate le bandiere di tutti gli stati del mondo, Nazioni nemiche in guerra ma rappacificate nel culto dei Caduti. Ha parlato il presidente della U.N.C.R.S.I. locale Sante Camporese, successivamente il Sindaco di Rovereto, il Presidente Nazionale della Unione Combattenti RSI sen. Aimone Finestra, l'ex ufficiale della X MAS avv. Bartolo Gallitto ed altri. Padre Valentini ha celebrato la S. Messa conclusa con il suono della tromba che ha ordinato il SILENZIO. Alle 12 in punto, Maria Dolens ha cominciato a far sentire la sua voce che si è propagata per le vallate circostanti: cento rintocchi ognuno dei quali strappava lacrime dal cuore dei presenti, cento rintocchi che moltiplicati per mille portavano l'estremo saluto ai più di centomila ufficiali e soldati della R.S.I., Caduti nelle tante battaglie contro gli invasori Anglo-Americani oppure Caduti per mano fratricida nelle mille imboscate tese da guerriglieri al servizio del nemico, o, infine, eliminati così, senza plausibile ragione, a guerra finita, per celebrare con un bagno di sangue innocente, una maledetta "vittoria" di armi altrui.
Per questi, Maria Dolens ha innalzato la Sua voce, memore e ammonitrice lasciando nei presenti un senso di serenità e di profonda commozione: finalmente i morti dimenticati saranno anch'essi commemorati e venerati.

NOTE:La Campana dei Caduti fu ideata dal sacerdote roveretano don Antonio Rossaro per onorare i Caduti di tutte le Guerre e per invocare pace e fratellanza fra i popoli del mondo intero. Venne fusa a Trento il 30 ottobre 1924 col bronzo dei cannoni offerto dalle nazioni partecipanti al primo conflitto mondiale e fu battezzata col nome di "Maria Dolens" il 24 maggio 1925, inaugurata il 4 ottobre successivo e collocata sul Bastione Malipiero del Castello di Rovereto. Non corrispondendo al suono voluto, la Campana venne rifusa a Verona il 13 giugno 1939 e fece ritorno a Rovereto il 20 maggio 1940 ove riprese la sua alta missione di pace e fratellanza universale. Il 31 agosto 1960, per una grave irreparabile incrinatura, la Campana cessò di suonare e quattro anni dopo venne rifusa in lega speciale e l'anno successivo o fu benedetta in Piazza San Pietro a Roma da Papa Paolo VI. Infine il 4 novembre di quello stesso 1965 la Campana tornò a Rovereto e fu collocata sull'attuale Colle di Miravalle nei pressi dell'Ossario di Castel Dante.
E' la campana più grande del mondo che suoni a distesa. E' alta 3,36 metri: ha un diametro di metri 3.21: pesa q.li 226.39 mentre il peso del suo battaglio è di q.li 6 e quello del suo ceppo di q.li 103.
Sul suo manto sono incisi gli augusti autografi dettati dai Sommi Pontefici Pio XII: "Nulla è perduto con la Pace. lutto è perduto con la guerra" e di Giovanni XXIII: "In pacem hominum ordinata concordia et tranquilla Libertas".
Da oltre 80 anni la Campana ha fatto udire ogni sera i rintocchi per celebrare i Caduti di tutto il mondo, senza distinzione di nazionalità, per rivolgere un severo monito ai viventi: "Mai più la guerra".