La Guardia nazionale repubblicana viene istituita nel dicembre
del 1943 come corpo di polizia della neonata Repubblica sociale
italiana, agli ordini del generale Renato Ricci e le vengono affidati
compiti di controllo politico e militare del territorio. Dai diversi
comandi locali, vengono così inviate a Salò con cadenza
regolare, per l'intero periodo che va dal dicembre 1943 all'aprile
1945, brevi relazioni sulla situazione politica generale delle province
e sul cosiddetto "spirito pubblico" ma, soprattutto, segnalazioni
della presenza e dell'attività delle bande partigiane e delle
azioni repressive compiute congiuntamente dalla Gnr stessa, delle
Brigate nere e dai Tedeschi.
L'utilizzo dei Notiziari della Gnr, conservati presso l'archivio
della Fondazione Luigi Micheletti di Brescia, ha consentito, attraverso
un loro sistematico confronto con altre fonti cosiddette "nemiche"
(quali le relazioni delle Prefetture, delle Questure, delle Miltarkommandantur),
un significativo arricchimento tematico e metodologico della storiografia
su periodo. Nel proporre la pubblicazione di un'ampia rassegna dei
Notiziari riguardanti l'Astigiano, occorre ricordare che, come ha
rilevato Michele Calandri, si tratta di "[
] documenti
di lettura assai difficile ma non per il linguaggio, che è
schematico e monotono come ogni documento che si attenga burocraticamente
all'elencazione dei fatti[
]. Si tenga sempre presente che
le notizie sono di parte, sono settarie, sono dettate cioè
[
] da una giustificazione del proprio agire di fronte alla
centralità del potere fascista, che a sua volta, deve darsi
peso e consistenza di fronte al padrone tedesco [
]
L'imprecisione delle informazioni fornite rasenta talvolta la grossolanità,
come si rileva, ad esempio, dagli errori nell'indicazione delle
località citate o dal costante ed esagerato rigonfiamento
dei dati forniti relativamente al numero di partigiani operanti
in provincia e alla loro presunta collocazione politica. Tuttavia,
per il periodo che va fino alla tarda primavera del 1994, "[
]
la monotona elencazione burocratica di episodi di piccolo conto,
ci dice dell'esistenza di un vero e proprio rosario di atti di ribellione
quotidiana, attiva e passiva, organizzata ed individuale [
]"
e consente di individuare le località e le modalità
di attuazione delle azioni partigiane, quando l'autonomia e l'organizzazione
spontanea delle bande non imponeva la stesura di relazioni o di
altra documentazione scritta. Inoltre, a partire dall'estate e fino
alla liberazione, i Notiziari costituiscono un'importante, anche
se implicita, conferma dello sviluppo capillare del movimento partigiano,
del progressivo estendersi di un suo crollo militare ed amministrativo
su tutta la provincia, del sostanziale fallimento dei reiterati
tentativi di spezzarne in modo definitivo il rapporto con il territorio
e con la popolazione.
Not. 3-12-43
Il 23 novembre u.s., gli operai degli stabilimenti Waj Assauto
- in numero di circa 3000 - Ferriere Ercole - in numero di circa
350 - e Fratelli Maina - in numero di 250, sospesero il lavoro dichiarandolo
"sciopero bianco".
Il pronto intervento del Comando della 38° Legione e di quello
germanico, valsero a far riprendere il lavoro.
Saranno probabilmente allontanati dalle maestranze degli stabilimenti
quegli elementi sobillatori i quali turbano l'ambiente ed inviati
in campi di concentramento germanici.
Not. 5-12-43
La sera del 26 novembre u.s. un automobile con a bordo alcuni
componenti della polizia federale è stata fatta segno a colpi
di arma da fuoco. Un solo ferito da schegge di vetro. Sono stati
eseguiti alcuni arresti fra i maggiori indiziati.
Not. 10-12-43
3 individui armati di rivoltella e bombe, irrompevano il giorno
6 corrente entro gli uffici del comando della Militanza Forestale,
esplodendo due colpi contro il personale.
Non si lamentano vittime. Sono state iniziate pronte indagini.
Not. 13-1-44
La sera del 29 u.s, in Costigliole d'Asti, una pattuglia della
G.N.R. è stata fatta segno ad alcuni colpi di arma da fuoco,
andati a vuoto. I legionari, rispondevano, mettendo in fuga i malviventi.
Not. 18/19-1-44
Il giorno 4 corrente, i partigiani hanno assaltato la caserma
dei carabinieri di Mombaruzzo e disarmato i militi.
Il 4 corrente verso le ore 15,30 in Bubbio, circa 30 individui muniti
di armi automatiche e qualificatisi per patrioti, si presentarono
a quell'ammasso granario e, dopo aver minacciato con le armi l'agente
del Consorzio Agrario NOVELLI ERNESTO, asportano quintali 20 di
grano.
Il giorno successivo i partigiani asportano dal predetto ammasso
altri 35 quintali di grano.
Il 4 corrente, in Mombaruzzo, circa 40 ribelli, sfondata con lancio
di bombe a mano la porta d'ingresso, penetrano in quella Caserma
carabinieri dove, avuta ragione con le armi automatiche delle quali
erano muniti dei quattro militari presenti, interruppero la comunicazione
telefonica ed asportarono armi, munizioni ed effetti di casermaggio.
Nella contingenza è rimasto ferito un carabiniere.
I ribelli si portarono poi da podestà e gli asportarono una
pistola ed un autocarro leggero.
Direttissimi infine allo scalo ferroviario di Mombaruzzo, interruppero
le comunicazioni telefoniche.
Il 5 corrente, in Canelli, circa trenta individui armati si presentarono
alla Scuola Agraria salesiana imponendo al direttore la consegna
di circa 300 litri di petrolio agricolo, 150 litri di benzina e
50 di olio minerale.
Il 5 corrente, nei pressi di Costigliole oltre trenta ribelli muniti
di armi automatiche e a bordo di un autocarro, raggiunsero tre carabinieri
e li disarmarono.
Legionari del distaccamento di Costigliole aprirono il fuoco contro
i ribelli i quali dopo aver reagito con il loro preponderante armamento,
si allontanarono.
La notte sul 6, un reparto tedesco ha effettuato un rastrellamento
nella zona, catturando elementi ribelli e fermando una ventina di
perone. Sono stati fucilati in Nizza Monferrato quattro ribelli,
tra cui certo LEONOTTI, promotore delle incursioni ribelli in Mombaruzzo.
La popolazione, prima favorevolissima ai partigiani, dopo l'energia
dimostrata dai tedeschi sembra dar segno di resipiscenza.
Il 6 corrente, in Cessole, due individui qualificatisi per "patrioti",
sotto la minaccia delle armi, imposero a certo CIRIO la consegna
di un motociclo di sua proprietà.
Il 7 corrente, in località Quartino del comune di Loazzolo,
l'autocorriera in servizio pubblico venne colpita durante un conflitto
tra ribelli e truppe germaniche, da proiettili che cagionarono la
morte di sette persone.
Il 8 corrente, un'informazione confidenziale dava per imminente
l'attacco da parte di ribelli alla Casa del Fascio di Canelli.
Veniva perciò predisposto il servizio di difesa e, la banda
ribelle venne all'attacco con nutrito fuoco di armi automatiche,
fu accolta dalla violenta reazione di fuoco dei Legionari e posta
in fuga.
Lo scoppio di una bomba abbandonata sul posto dai ribelli feriva
tre militari germanici, fra i sopraggiunti per rinforzo.
Un rastrellamento, successivamente effettuato, non dava alcun esito
Not. 28-1-44
Il 18 corrente, numerosi elementi ribelli autotrasportati fecero
irruzione in Costigliole d'Asti, attaccando il distaccamento della
G.N.R
Dopo breve conflitto i ribelli si allontanavano. Non si lamentano
vittime.
Un successivo rastrellamento non ha dato alcun esito.
Not. 3-3-44
Il 20 febbraio u.s., alle ore 10 un guardalinee rinvenne sotto il
binario, al km 26,900, della linea ferroviaria asti - Torino, due
cilindri metallici contenenti esplosivi, con centimetri 20 ci miccia
di cui un'estremità era collocata sul binario.
Not. 15-3-44
Il 6 corrente verso le ore 21, in Canelli, un maresciallo germanico
di servizio nei pressi della stazione ferroviaria venne gravemente
ferito da ignoti con tre colpi di arma da fuoco.
Not. 18-3-44
Il 6 corrente, verso le ore 9, 30, transitando in macchina per l'abitato
di Cassinasco, il capitano Davide FERRERO, comandate una banda anticomunista
agli ordini del comando militare germanico, venne fatto segno proditoriamente
a colpi di arma da fuoco da parte di elementi ribelli. L'ufficiale
reagì uccidendo un giovane, tale Mario DE CARLI, e volgendo
in fuga gli altri.
Not. 27-3-44
Il 16 corrente, in Montechiaro, un gruppo di ribelli armati riuscì
a disarmare, di sorpresa, una pattuglia della G.N.R. di servizio
nell'abitato e, portatosi nella vicina caserma del locale distaccamento,
forzato l'ingresso e ridotti all'impotenza altri due militari, s'impadronì
delle armi in dotazione al personale.
Fatti prigionieri quattro militi, uno dei quali venne successivamente
rilasciato, i malviventi si allontanarono in direzione di Villanova.
A Montechiaro, estorsero al cassiere del Consorzio Agrario la somma
di lire 1.206,65.
Inviato sul posto un reparto del G.N.R. autocarrato, venne iniziato
l'inseguimento dei ribelli, che vennero fermati al posto di blocco
di Villanova, riuscendo a catturare il capo della banda, sedicente
ufficiale, e ricuperare i tre prigionieri oltre la refurtiva.
Le ricerche svolte nel territorio hanno dato esito negativo.
Not. 30-3-44
Il 19 corrente, alle ore 21 circa, in Cisterna d'Asti, sconosciuti
ferirono alla testa, con corpo contundente, il segretario del Fascio
Repubblicano. Tre militi della G.N.R. accorsero in suo aiuto, ma
furono fatti segno al lancio di bombe a mano e spari d'armi da fuoco.
Sopraggiunto in rinforzo un reparto della G.N.R., venne iniziata
una perquisizione nell'abitato, durante la quale fu ferito e catturato
un ribelle, mentre un altro rimase ucciso.
Not. 31-3-44
Il 18 corrente, in una casa disabitata della periferia del paese
di Piova, elementi della G.N.R. catturarono tre prigionieri inglesi,
evasi dal campo di concentramento dopo l'8 settembre.
Not. 1-4-44
Il 19 marzo u.s., in Cisterna d'Asti, elementi della G.N.R. uccisero
a colpi di moschetto il commerciante Antonio BOSSOTTO, che tentava
di disarmare del moschetto mitra un sottufficiale della Guardia.
Arrestarono inoltre un garzone che cercava di dare man forte al
BOSSOTTO.
Costui era ricercato perché, qualche ora prima, aveva ferito
a colpi di bastone, per motivi politici, il commissario del fascio
Repubblicano del luogo, contro il quale aveva anche sparato un colpo
di rivoltella, senza conseguenze.
Not. 4-4-44
Il 26 marzo u.s., nell'ambito di Montaldo Scarampi, la G.N.R. arresto
il bracciante Antonio TOSI, responsabile di aver pronunciato offese
contro il Capo del Governo e dello Stato.
Not. 20-4-44
La situazione politica non ha subito mutamenti degni di rilievo.
Lo sganciamento dei tedeschi nel settore sud orientale desta preoccupazioni
nella parte sana della popolazione, la quale teme che la pressione
dei bolscevichi possa ulteriormente accentuarsi e determinare una
rottura al fronte. Non mancano però coloro che, sicuri della
potenzialità bellica tedesca, pensano che tutto si svolga
secondo un piano strategico prestabilito e che la Germania non tarderà
a riprendere l'iniziativa anche in quel delicato settore.
Not. 1-5-44
Il 24 aprile u.s., alle ore 14, una pattuglia della G.N.R., rintracciato
in località S.Pietro del Comune di Cossano Belbo il ribelle
Secondo FERRERO, gli intimarono il fermo. Accolti dal lancio di
una bomba a mano, aprirono il fuoco, uccidendolo. Il ribelle portava
seco un goniometro da cannone, dell'esplosivo e alcune armi.
Il 24 aprile u.s. alle ore 9, 30 nei pressi di CASTELNUOVO DON BOSCO
(ASTI), sconosciuti ferirono a colpi di rivoltella il brigadiere
G.N.R. Pasquale MINNINO, addetto all'Ispettorato Regionale Piemonte,
che viaggiava in moto, in regolare permesso, per raggiungere la
famiglia.
Not. 2-5-44
Il 25 aprile u.s. in Villanova d'Asti, si rinvennero affissi a muro
alcuni manifestini sovversivi.
Not.- 3-5-44
Nella notte sul 25 aprile u.s. in Castelnuovo, elementi della G.N.R.
rinvennero fra le vie dell'abitato due ribelli sovversivi.
Not. 3-5-44
Il 25 aprile u.s. alle ore 2, in località Secco di Canelli,
elementi ribelli catturarono il milite Aldo GARGNIA, del comando
provinciale Gnr di asti.
Il legionario, però, riuscì a fuggire, inseguito a
colpi d'arma da fuoco dai banditi, che lo ferirono al piede destro.
Not. 5-5-44
Il 4 corrente, alle ore, 8 in Asti, fu passato per le armi un ribelle,
arrestato il 1° maggio mentre tentava di diffondere stampe sovversive.
Il medesimo si trovava in possesso di due bombe a mano.
Not. 9-5-44
Nella notte sul 1° corrente, in alcune vie della città,
vennero rinvenuti diversi manifestini incitanti alla ribellione
contro le autorità fasciste gerarchiche.
Nei giorni 2 e 3 corrente, nel territorio della provincia, elementi
della G.N.R. rinvennero numerosi manifestini sovversivi incitanti
la popolazione a compiere atti di sabotaggio nei confronti delle
forze armate germaniche e ad uccidere i fascisti. Si ritiene che
i volantini siano stati lanciati da aerei anglo - americani.
Not. 10-5-44
Il 1° corrente, in Moncalvo, elementi della G.N.R. vennero rinvenuti
diversi manifestini sovversivi riportanti frasi contro i fascisti
e i tedeschi.
Il mattino del 1° corrente, in Calliano, Castagnole Monferrato
e Moncalvo, elementi della G.N.R., rinvennero numerosi volantini
di carattere antifascista e antitedesco.
Not. 22-5-44
Il 14 corrente, alle ore 10, in località lana di Montaldo
Scarampi, l'aiutante capo Giuseppe ZENE, insieme a tre elementi
del distaccamento G.N.R. di Montegrosso d'Asti, durante un servizio
perlustrativo sorprese in un bosco un gruppo di sconosciuti dai
quali udì formulare gravi minacce all'indirizzo degli appartenenti
alla G.N.R.. All'intimazione di fermo gli sconosciuti volsero in
fuga, inseguiti da un milite che riuscì a catturarne uno,
rimasto ferito da un colpo di arma da fuoco. E' stato identificato
per il renitente di leva Pierino ADORNO
Not. 27-5-44
Il 13 corrente, nel comune di Cassisnasco, due sottufficiali
e un milite della G.N.R., viaggianti a bordo di un automobile, vennero
fermati e disarmati di sorpresa da una banda ribelle forte di circa
70 elementi.
Successivamente i legionari vennero legati ad un albero per essere
passati alle armi.
Un sottufficiale, parlamentando col capo banda, con il pretesto
di dover raggiungere la moglie gravemente inferma, riuscì
ad ottenere la libertà insieme con gli altri catturati.
Il 19 andante, alle ore 9, in località Serra del comune di
Passerano Marmorito, 4 ribelli armati si impadronirono di un autocarro
carico di 170 quintali di grano destinato al consorzio agrario di
Asti.
Not. 1-6-44
L'offensiva anglo-statunitense in atto sul fronte italiano dà
luogo a previsioni pessimistiche da parte del pubblico circa l'andamento
della guerra.
Impressioni favorevoli, hanno, in genere, suscitato le innovazioni
riguardanti l'ordinamento sindacale: va segnalata in proposito la
propaganda, molto opportuna, fatta dalla locale Federazione Fascista
che, con articoli sui giornali cittadini, conferenze e manifesti,
ha messo bene in evidenza le peculiari caratteristiche del provvedimento.
Tuttavia non mancano le insinuazioni dei mestatori, nel senso che
il nuovo ordinamento non sarà mai attuato.
La situazione alimentare è buona verificandosi la regolare
immissione sul mercato dei generi contingentati, ed essendoci abbastanza
prodotti ortofrutticoli.
Un provvedimento molto apprezzato dalla popolazione, emanato dal
Capo della Provincia, ha permesso l'istituzione di uno speciale
tesserino che autorizza l'acquisto di generi vari supplementari
(uova, fagioli, vino, ecc
) a prezzi di calmiere , a tutta
la categoria di lavoratori in genere, e in ispecie a coloro che
non dispongono di stipendi o paghe elevate.
Sono state intensificate le operazioni contro i banditi, condotte
dalla G.N.R. in collaborazione con reparti germanici.
I risultati, di volta in volta comunicati, si possono definire soddisfacenti.
Continua la propaganda sovversiva a base di manifestini inneggianti
al Nuovo Risorgimento Italiano e all'affermazione del movimento
antitotalitario d'ordine e di ricostruzione.
Anche in questo campo l'azione repressiva da parte della G.N.R.
procede inflessibilmente e con buoni risultati.
Not. 3-6-44
Il 23 maggio u.s., alle ore 15, 30, lungo la stradale Nizza - Asti,
12 banditi armati aggredirono di sorpresa i militi Guglielmo ROSSO
e Giovanni CASALE, della squadra vigilanza annonaria di Asti, nonché
l'agente di P.S. Luigi CAVIGLIA , transitanti in motocicletta, disarmandoli.
Ai tre fermati vennero asportati le motociclette, le tessere di
riconoscimento e denaro contante.
I banditi, compiuta l'impresa, si allontanarono per la campagna,
rilasciando in libertà i militi e l'agente.
Not. 4-6-44
L'opinione pubblica continua a seguire attentamente l'andamento
delle operazioni belliche sul fronte italiano. In genere si fanno
previsioni pessimistiche, a questo influisce a deprimere il morale
della massa.
Continua la regolare immissione sul mercato dei generi contingenti.
Abbondanti prodotti ortofrutticoli; ma nonostante gli sforzi della
sezione provinciale sulla vigilanza, i prezzi di essi sono in continuo
aumento, il che provoca lagnanze.
In seguito a vaghe voci di prossime partenze per la Germania, qualche
elemento del costituendo battaglione volontari bersaglieri si è
allontanato arbitrariamente dal reparto.
L'attività dei banditi è apparentemente cessata. Buona
parte dei renitenti e sbandati hanno risposto all'appello, mentre
quelli perduranti nella cocciuta ribellione si sono sciolti dalle
bande per meglio sfuggire alla cattura.
La G.N.R. mantiene sotto continua vigilanza le persone sospette
o comunque indiziate di attività antinazionale.
Il 28 maggio u.s., alle ore 23, sullo stradale Isola d'Asti
- Costigliole d'Asti, quattro banditi armati disarmavano del fucile
due civili in servizio di vigilanza alle linee telefoniche, allontanandosi
poi unitamente con altri 15 banditi che stazionavano in quei paraggi.
Il 29 maggio u.s., alle ore 0,45, sullo stradale Isola d'Asti -
Costigliole d'Asti, sei banditi disarmavano del fucile altri due
civili, pure in servizio di vigilanza alle linee telefoniche.
Gli aggressori si allontanavano poi in direzione della frazione
San Carlo di Costigliole d'Asti.
Not. 6-4-44
Il 4 corrente, alle ore 22,30, in S.MARZANO MIOLASCA (ASTI),
una banda armata, forte di circa 40 elementi, proveniente dalla
provincia di Cuneo, aggredì proditoriamente, sparando raffiche
di mitragliatrici, una pattuglia della G.N.R. in perlustrazione,
composta di 4 legionari del locale distaccamento. Rimane ucciso
il milite Marco VISCONTI. Feriti gravemente: milite scelto Giacomo
RATTI, allievi militi Alessandro ROBBA e Renato RABOTTI.
In corso operazioni di rastrellamento della zona.
Not. 10-6-44
L'8 corrente, alle ore 13,30, in CANELLI DI ALBA (ASTI), numerosi
banditi armati assalirono di sorpresa il posto di blocco e dopo
aver immobilizzati i 16 militi della G.N.R., costituiti il distaccamento,
si impossessarono di tutto l'armamento, tra cui un fucile mitragliatore
e due mitra.
Successivamente i banditi fermarono un treno e costretti i militi
a seguirli, salirono su di esso portandosi a S. Stefano Belbo, dove
distrussero gli impianti telegrafici e telefonici del posto.
Riserva di ulteriori notizie.
Not. 12-6-44
Il 3 corrente, verso le ore 18, in Marzano Moasca, circa 12
banditi prelevavano da 4 raccoglitori del luogo 1600 uova destinate
all'ammasso, uova che poco dopo distribuivano gratuitamente alla
popolazione.
Due dei banditi si presentavano anche in municipio, e, con le pistole
in pugno, intimavano agli impiegati di alzare le braccia e li perquisivano
sulla persona per vedere se portassero armi.
Indi distruggevano gli impianti del telefono e si impossessarono
di 2 fucili da caccia colà depositati. A un applicato consegnavano
due manifestini incitanti i giovani a non presentarsi alle armi,
con l'ordine tassativo di farli affiggere, soggiungendoli che se
non avesse ottemperato sarebbero ritornati a prendere lui, e il
messo comunale.
Dopo di ciò si allontanavano indisturbati per le campagne.
IL 4 corrente, alle ore 22,30, in S.Marzano Moasca, una pattuglia
composta di quattro militi della G.N.R., mentre perlustrava lo stradale
comunale, veniva fatto segno a ripetute scariche di arma da fuoco
da parte di banditi appostati in un campo di grano laterale alla
strada.
I militi venivano contemporaneamente colpiti da diversi proiettili
e riportavano gravi ferite; uno di essi decedeva poco dopo.
Not. 13-6-44
Il 4 corrente, alle ore 7,30, in Castelnuovo don Bosco, elementi
della G.N.R. rinvennero affissi ai muri di alcune abitazioni manifestini
di carattere antifascista e antitedesco.
Il 5 corrente, alle ore 21, in prossimità di Canelli, quattro
militi della G.N.R. e quattro agenti dell'ufficio politico del Comando
Provinciale di Asti vennero a conflitto con dodici banditi armati.
Dopo violento combattimento, durante il quale rimase ucciso il milite
Domenico CHIUSANO, i malfattori vennero volti in fuga lasciando
sul terreno un morto.
Il 10 corrente, alle ore 21, 30, un consistente nucleo di banditi
attaccò il posto di blocco della G.N.R. di Vesime (ASTI)
facendo uso di numerose armi automatiche e diversi lanciafiamme.
I militi opposero resistenza, m furono sopraffatti dal numero e
dai mezzi dei banditi. Questi incendiarono quindi i locali del posto
di blocco.
Dei 19 componenti il posto di blocco 4 (compreso l'aiutante comandante)
riuscirono a trarsi in salvo, due furono sicuramente catturati;
dei rimanenti ignorasi la sorte. I banditi catturarono inoltre una
mitragliatrice pesante "FIAT", due mitra "Beretta"
e 17 moschetti.
Il 12 corrente, un numero imprecisato di banditi attaccò
il posto di blocco sito nel comune di BURIO (ASTI) sullo stradale
COSTIGLIOLE - S.STEFANO BELBO. I militi resistettero tenacemente
aprendo un nutrito fuoco, durato circa 40 minuti, contro i banditi
che si allontanarono lasciando sul terreno molte tracce di sangue.
Not. 17-6-44
Nella notte sul 9 sulla porta di ingresso della caserma del distaccamento
di S.Damiano fu affisso un manifestino incitante i militi a disertare.
Not. 21-6-44
Il 14 corrente, alle ore 16, nell'abitato di Canelli, 14 agenti
ausiliari di P.S., del battaglione questura di Asti, mentre si davano
il cambio al posto di blocco, vennero affrontati da una cinquantina
di banditi armati di "mitra", pistole e bombe a mano.
Data la fulmineità dell'attacco e al preponderanza numerica,
gli agenti non furono in grado di reagire e dovettero lasciarsi
disarmare e seguire i banditi il località non nota, a due
ore di cammino, situata in provincia di Cuneo, verso S.Stefano.
Quivi furono interrogati da uno sconosciuto, il quale, fatta loro
togliere la tessera di riconoscimento, le mostrine e la bustina,
li lasciava in libertà minacciandoli di morte, qualora avessero
continuato a prestare servizio nella P.S.
I suddetti agenti, tranne 5, in serata rientrarono al loro reparto.
Il 14 corrente, alle ore 1, 30, in ROCCHETTA TANARO (ASTI), tre
individui si presentavano al cancello della caserma del distaccamento
G.N.R. chiedendo di conferire d'urgenza col comandante.
Il comandante del distaccamento, aiutante capo Arpo BETTINI e il
piantone, milite aggiunto Renato LABO' , nulla avendo notato di
anormale dalla finestra attraversato il cortile, raggiungevano con
le armi alla mano il cancello - rimasto chiuso - per riconoscere
i tre sconosciuti, sennonché in quel momento venivano improvvisamente
aggrediti alle spalle, immobilizzati e disarmati di due moschetti
e di una pistola con le relative munizioni da alcuni banditi, sbucati
all'improvviso fra le piante del cortile dietro alle quali si erano
occultati.
Verso le ore 1, 45 i ribelli - tenendo sempre sotto la minaccia
delle armi i due militari, dopo di essersi fatto aprire il cancello
d'ingresso, si allontanavano in direzione di Belveglio, sulla cui
strada a distanza di Rocchetta Tanaro, pare che aspettasse un automezzo.
Not. 24-6-44
Il 16 corrente verso le ore 3, in MOMBERCELLI (ASTI), un centinaio
di banditi armati, sfondata la porta posteriore, irrompevano nella
caserma della G.N.R. Colti di sorpresa e sopraffatti dal numero,
il vicebrigadiere comandante interinale del distaccamento, aiutante
capo Giovanni REVELLI , ammalato veniva rinchiuso nel proprio alloggio.
Riuscitosi a liberare, dopo che i banditi si erano allontanati,
non trovava più alcun milite. Dalle ultime indagini sembra
che il vicebrigadiere sia stato sequestrato e i militi, minacciati,
abbiano abbandonato la caserma.
I banditi asportavano 6 moschetti, una pistola "Beretta",
una a tamburo, 15 bombe a mano, 216 colpi per moschetto e 52 per
pistola, una bicicletta e due catenelle di sicurezza. Inoltre prima
di allontanarsi, liberavano dal carcere mandamentale, attiguo alla
caserma, una donna detenuta in espiazione di pena.
Il 21 corrente, alle ore due, fra le stazioni ferroviarie di Villanova
d'Asti e Villafranca d'Asti, ignoti, a mezzo esplosivo danneggiarono
30 metri di binario.
Il traffico rimase interrotto per 10 ore
Not. 26-6-44
Il 18 corrente, alle ore 20, in località Borra di Montaldo
Scarampi, due sconosciuti aggredirono improvvisamente il milite
della G.N.R. Giuseppe LOPILO, ferendolo gravemente con due colpi
di arma da fuoco.
Not. 27-6-44-
Il 19 corrente, in asti, ignoti diffusero manifestini sovversivi
incitanti:
- i militari alla diserzione;
- la popolazione alla rivolta e a commettere atti di sabotaggio;
- le donne a fornire aiuti ai banditi.
Il 21 corrente, alle ore 2, tra le stazioni di Villanova d'asti
e Villafranca d'Asti, ignoti, mediante cariche esplosive, provocarono
la rottura dei binari in prossimità del Km 37.733. la linea
venne prontamente riattivata.
Giunge soltanto ora notizia che il 5 corrente, in Canelli, un
reparto della G.N.R. eseguì un'operazione di rastrellamento
nel territorio di quel comune.
Venuto a contatto con una banda armata, dopo un violento combattimento
protrattasi per circa un'ora, riuscì a volgere in fuga i
malfattori che lasciarono sul terreno un morto.
Da parte nostra un milite rimase ucciso.
Il 21 corrente, alle ore 2, in Villafranca d'Asti (ASTI), alcuni
banditi Armati, giunti sul posto a bordo di due autofurgoncini,
assalirono di sorpresa il distaccamento della G.N.R. del ponte ferroviario
di STANAVAZZO, costringendo il sottufficiale e i 4 militi a seguirli.
Nell'allontanarsi, dopo aver asportato i materiali di casermaggio,
distrussero a mezzo di ordigni esplosivi 15 metri di rotaie.
Not. 29-6-44
Il 20 marzo u.s., alcuni banditi armati facevano irruzione negli
uffici della stazione di Penango, asportando due tende di tela e
tutte le valvole dell'apparato telefonico.
Durante un'operazione di rastrellamento veniva catturato e passato
per le armi il traditore Virgilio SCIORATTO , già milite
appartenente al Comando Provinciale di Asti.
Not. 30-6-44
La situazione politica, pur non essendo eccessivamente allarmante,
tende a peggiorare da un giorno all'altro.
Indubbiamente è il fattore militare che fa sentire tutta
l'influenza.
Anche tra gli iscritti al P.F.R. si appalesa un certo senso di malumore
e di sfiducia perché si nota che il continuo geniale sforzo
del DUCE tendente ad andare sempre più decisamente verso
il popolo, non trova, in pratica un'efficace collaborazione nell'organo
del partito.
Il banditismo ha ripreso in pieno la sua deleteria attività
concentrandosi specialmente nelle zone dell'Albese (Cuneo), Santo
Stefano Belbo (Cuneo), Canelli (Asti) e località limitrofe.
Gli scontri sanguinosi tra i banditi e i militi della G.N.R. sono,
in questo ultimo tempo, assai frequenti e, malgrado il magnifico
comportamento e la combattività dei reparti della Guardia,
purtroppo i risultati non sono tali da stroncare il fenomeno del
banditismo. E' che le bande ben armate e rifornita dal nemico, hanno
una grande mobilità, per cui facilmente, nelle zone montane,
sfuggono all'agganciamento da parte dei nostri reparti.
E' rarissimo il caso che i banditi accettino battaglia in campo
aperto; essi preferiscono uscire dai nascondigli per azioni sporadiche
o per attaccare o accettare battaglia soltanto quando sono sicuri
di trovarsi di fronte ad esigui reparti e quindi poterli facilmente
soverchiare per numero ed armamento.
Ciò nonostante il valoroso comportamento dei componenti la
Guardia, spesse volte, ha ragione di queste soverchianti forze.
Si citano ad esempio:
1) Nella notte del 1° corrente, una ventina di banditi armati
con armi automatiche attaccavano il posto di blocco di Burio (Asti);
i militi immediatamente reagirono, e impegnato un cruento combattimento,
per quanto fossero soltanto in 10 uomini e fossero stati colti alla
sprovvista, riuscivano senza perdite proprie a sconfiggere i banditi
mettendoli in fuga e procurando loro qualche perdita come si è
potuto poi rilevare dalle abbondanti macchie di sangue riscontrati
nella zona del combattimento.
2) La notte sul 14 corrente, una pattuglia motorizzata della G.N.R.
di Asti si scontrava in località CA' Ceschin di Loazzolo
con una forte banda al comando del famigerato "ROCCA"
. La pattuglia per quanto in nettissimo stato di inferiorità
numerica e colta d'imboscata, iniziava il combattimento e dopo oltre
un'ora di lotta riusciva a sgominare i banditi i quali lasciavano
sul terreno sei morti e un ferito grave. Due altri banditi venivano
catturati mentre il grosso della banda si dileguava.
La situazione economica permane stazionaria; i generi razionati
vengono distribuiti con regolarità e quindi la popolazione,
che vede inoltre immesso al normale consumo la produzione agricola
locale, non muove lamentele di sorta.
Il 27 corrente, alle ore 3,30, in prossimità della stazione
ferroviaria di Villafranca , l'esplosione di ordigni, interrompeva
entrambi i binari.
Not. 16-7-44
Nella notte sul 3 corrente, in Penango, numerosi banditi armati
penetrarono nei magazzini del "Centro raccolta ammasso del
vino", distruggendo tutti gli incartamenti d'ufficio e asportando
200 litri di vino.
Nella notte sul 4 corrente in Moncalvo, ignoti scrivevano sui muri
di quel teatro comunale frasi inneggianti a Badoglio e alle bande
armate.
L'8 corrente, alle ore 2, una cinquantina di banditi armati assaltavano
con bombe a mano e moschetti la caserma della GNR di Portacomaro
(Asti) obbligando i militi presenti ad aprire le porte.
I banditi, penetrati in caserma, distruggevano un apparecchio telefonico,
rovistavano tutto, e si allontanavano dopo essersi impossessati
di una divisa di panno turchino ed avere intimato ai militi di darsi
alla macchia.
Il 9 corrente, alle ore una, in Agliano, numerosi banditi armati
penetravano nella stazione ferroviaria, donde asportavano una macchina
da scrivere, timbri d'ufficio e denaro contante.
Not. 19-7-44
Nella notte sul 9 corrente, in località Bricco Fassio, ignoti
asportarono 200 metri di filo della linea telefonica Asti - Alba,
interrompendo le comunicazioni.
Il 9 corrente, alle ore 2, in Villanova d'Asti, numerosi banditi
armati penetrarono nel locale magazzino ammasso, asportando 36 quintali
di grano.
Il 9 corrente, alle ore 3, in frazione Moretto del comune di Villafranca
d'Asti, numerosi banditi armati, dopo aver disarmato la sentinella,
penetrarono nel posto di avvistamento, costringendo i 10 militari
di servizio a seguirli.
Il 7 corrente, alle ore 11, in Nizza Monferrato, circa 70 banditi
armati irruppero nell'abitato e, costretta la popolazione, con lancio
di bombe a mano, a rifugiarsi nelle abitazioni, penetrarono nel
locale municipio, donde asportarono alcune macchine da scrivere
e distrussero tutto il carteggio d'ufficio rinvenuto.
Nell'allontanarsi s'impadronirono di un autofurgoncino di proprietà
del locale consorzio agrario.
Uno dei banditi in seguito a scoppio prematuro di una bomba a mano
rimase ucciso.
Not. 10-7-44
Il 10 corrente, alle ore 16,30, in MONTIGLIO (ASTI), dieci banditi
armati a bordo di un autocarro, si portavano a quel distaccamento
G.N.R. e qualificatisi per repubblicani, inducevano i militari ad
aprire la porta della caserma.
Quindi li immobilizzavano e disarmavano.
I banditi asportarono due moschetti, quattro bombe a mano, sei caricatori
per moschetto, tutte le coperte di lana, la biancheria, i materassi
e i cuscini di lana e gli utensili di rame da cucina, di proprietà
dell'impresa casermaggio, nonché il materiale di casermaggio
di proprietà dell'amministrazione militare non potuto precisare.
Dei militari componenti il distaccamento, in numero di tre, compreso
il comandante, milite scelto MURRU Francesco, non si conosce la
sorte.
Il 10 corrente, alle ore 8,30, in Moncalvo, il colonnello di aviazione
D'AURIA, della prima zona aerea territoriale di Milano, mentre in
autovettura transitava per Moncalvo, venne fermato da una bandito
il quale, estratta una rivoltella, intimò all'ufficiale di
scendere e di consegnargli la macchina.
L'ufficiale, dopo aver sparato contro il malvivente un colpo di
pistola, ferendolo all'addome e osservati altri sconosciuti, a bordo
di un camioncino, avvicinarsi in atteggiamento minaccioso, invertì
la marcia, riuscendo a dileguarsi, fatto segno a numerosi colpi
d'arma da fuoco, uno dei quali colpì il parabrezza.
Il ferito venne trasportato all'ospedale civile di Moncalvo da due
banditi armati di moschetto.
Il 10 corrente, in Moncalvo, una pattuglia motorizzata della G.N.R.
eseguiva accertamenti per rintracciare il gruppo di banditi autori
dell'imboscata ai danni del colonnello di aviazione D'AURIA, della
prima zona aerea territoriale di Milano.
Le indagini davano esito negativo, in quanto, da informazioni assunte
sul posto, i militi potevano stabilire che l'autofurgoncino dei
banditi si era allontanato da Moncalvo qualche ora prima per la
strada comunale che conduce ad Alfiano Natta.
La pattuglia si portava innanzi all'infermeria S. Marco in Moncalvo
ove si trovava ricoverato un bandito, gravemente ferito all'addome,
che decedeva poco dopo senza poter far rivelazioni sul nascondiglio
degli altri gregari della banda.
Il 12 corrente, alle ore 5,30, fra le stazioni ferroviarie di Agliano
- Castelnuovo Calcea, a causa dello spostamento di una rotaia sbullonata
da ignoti sabotatori, deviò un treno viaggiatori. Il locomotore
precipitò nella sottostante scarpata, mentre un carro, attrezzato
per il trasporto delle persone, rimase sospeso sul ciglio della
scarpata stessa.
Nell'incidente rimasero feriti alcuni viaggiatori.
Not. 21-7-44
Il 16 corrente, alle ore 11, numerosi banditi armati irruppero nella
stazione ferroviaria di Castagnole Lanze, limitandosi a rendere
inservibili tutti gli apparecchi telegrafici e telefonici.
Not. 23-7-44
Il 12 corrente, alle ore 10, in Cocconato, alcuni banditi penetrarono
nei locali adibiti a caserma del distaccamento della G.N.R., già
ripiegato a Villanova d'Asti, asportando materiale vario di casermaggio.
Il 12 corrente, durante la notte, in Montafia, banditi penetravano
nello stabile già addetto a caserma del distaccamento G.N.R.
ripiegato a Villanova d'Asti e asportavano materiali ed armi.
Not. 24-7-44
L'11 corrente, alle ore 2, in Montegrosso d'Asti, un numero imprecisato
di banditi penetrava nella sede comunale incendiando diverso carteggio
di scarsa importanza e asportando tre macchine da scrivere e lire
300.
Interrompevano poi, nelle vicinanze della località predetta,
la linea telefonica.
Nella notte sul 6 corrente, in località Faitera del comune
di Costigliole d'Asti, banditi armati interrompevano in più
punti la linea telefonica.
Il 13 corrente, alle ore tre, in Isola d'Asti, un gruppo di banditi,
penetrarono nell'abitato, lanciava una bomba nella sede comunale
incendiando tutto il carteggio e i mobili.
Not. 25-7-44
Il 17 corrente, sulla linea ferroviaria compresa fra le stazioni
di Agliano - Castelnuovo Calcea e S. Marzano Oliveto, banditi armati
sbullonavano una rotaia per cui un treno di passaggio deviava.
Il 18 corrente, nella stazione ferroviaria di Castagnole Lanze,
un gruppo di banditi armati catturava un milite di scorta ad un
treno. Gli altri militi intervenivano senza risultato.
Not. 26-7-44
Il 18 corrente, alle ore 19,45, in Villanova d'Asti, tre banditi
armati, montati su di un camioncino, fermavano e prelevavano il
vicebrigadiere della G.N.R. Remo BARATTI.
Not. 29-7-44
Il 20 corrente, in Asti elementi della G.N.R. rinvennero alcuni
manifestini invitanti gli ufficiali a entrare nelle file delle brigate
sovversive, i militari e gli agenti di polizia a disertare, i banditi
a sterminare la "belva nazista".
Not. 30-7-44
Il 22 corrente, durante la notte, in Costigliole d'Asti, 300 banditi
armati facevano saltare, con bombe, le porte degli uffici municipali
e dell'esattoria comunale dalle quali asportavano poi il carteggio,
che incendiavano sulla piazza del paese.
Not. 31-7-44
Il 21 corrente, alle ore 21, nella stazione di Costigliole, numerosi
banditi assalivano un treno viaggiatori in sosta, costringendo tre
militari tedeschi e un ufficiale della X Flottiglia MAS a seguirli.
Il 13 corrente, nei pressi di Azzano, una pattuglia di venti soldati
tedeschi e un milite della G.N.R. ferroviaria veniva fatta segno
a fuoco di fucileria e al lancio di bombe a mano da parte di numerosi
banditi in agguato. La pattuglia reagiva prontamente, mettendo in
fuga i malviventi.
Non si lamentano vittime da parte nostra.
Not. 2-8-44
Il 17 luglio u.s., elementi della G.N.R., in cooperazione con un
reparto tedesco, effettuavano un'operazione di rastrellamento nella
provincia di Asti. Il compito di tale reparto consisteva nell'effettuare
uno sbarramento nella zona compresa tra la strada di Incisa per
Castelnuovo Belbo e il torrente Belbo sino all'incrocio della strada
per Masio Bergamasco e Incisa.
L'operazione di rastrellamento fruttava la cattura di renitenti
che venivano inviati al campo di concentramento di Torino.
Nei giorni 20,21 e 22 luglio u.s., una colonna di nove automezzi
composta di 100 legionari della G.N.R. di Asti, 70 agenti della
polizia ausiliaria della stessa città, 100 arditi della legione
autonoma "E. MUTI" di Milano, nonché un forte contingente
del presidio aeronautico di Asti, 28 camerati della Federazione
Fascista Repubblicana e 12 moschettieri dell'O.B., ha effettuato
in diversi comuni della provincia di Asti e di Cuneo una vasta operazione
di rastrellamento.
Venivano attraversate le località di Cortiglione, Costigliole
d'Asti, Vinchio, Vaglio Serra, Incisa Scappaccino, Calosso, tutte
della provincia di Asti e, in quella di Cuneo, Castiglione Tinella
e S. Stefano Belbo.
L'azione nel complesso dava risultati soddisfacenti, anche se le
bande, subodorato il pericolo, hanno evitato il combattimento, diradandosi
nelle zone boscose vicine.
Nelle diverse perquisizioni e fermi operati, si procedette infatti
all'arresto di una quarantina di persone tra renitenti, sbandati,
favoreggiatori, informatori, i quali vanno tutti tradotti in Asti
e associati a quelle carceri giudiziarie.
A Vinchio un bandito già arrestato tentava di sfuggire alla
vigilanza di due arditi della "MUTI" e non desisteva neppure
all'intimidazione di fermo; raggiunto da una raffica di mitra, rimase
ucciso.
Le perquisizioni operate nelle abitazioni di diversi elementi indiziati
davano possibilità di rinvenire alcuni elenchi nominativi
di appartenenti alle bande, della loro dislocazione e dell'armamento.
In comune di Vaglio Serra veniva perquisita l'abitazione di un certo
Davide LAIOLO, ufficiale dell'ex esercito regio, il quale, notoriamente
appartenente alle bande, risultava avere partecipato all'occupazione
della stazione di Nizza Monferrato. Dopo aver rintracciato diverso
materiale utile e la bandiera della sua banda, venne dato fuoco
alla sua casa.
A Incisa Scappaccino, con l'ausilio di un informatore del posto,
si procedeva al ricupero di 12 moschetti, due pistole, due bombe
a mano: tutto l'armamento di una banda che operava in detta zona
e che attualmente risulta disciolta.
A Cortiglione veniva recuperata un'automobile FIAT 1100, efficiente,
già in dotazione alla Questura di Asti.
Tutti i partecipanti all'azione hanno superato non pochi pericoli,
sia per il terreno infido sia per l'approvvigionamento e hanno dato
viva dimostrazione di fede e di entusiasmo.
Benefica, questa dimostrazione di forze, sugli spiriti della popolazione,
che ha sentito - come da molti sintomi si è potuto rilevare
- che il Governo della Repubblica può usare, quando sia necessario,
il proprio pugno di ferro.
Not. 4-8-44
Il 18 luglio u.s., alcuni banditi asportavano una rotaia della linea
ferroviaria Castagnole - Nizza.
Il 24 luglio u.s., alle ore 11, in Valfenera d'Asti, venti banditi
armati sparavano contro un autocarro tedesco.
Si lamentano tre soldati germanici feriti.
Nella notte sul 25 luglio u.s., in Rocchetta Tanaro, alcuni banditi
armati penetravano nella stazione ferroviaria, dove distruggevano
gli apparati telegrafici e telefonici, il casellario dei biglietti
e danneggiavano il quadro di manovra con una bomba a mano.
Not. 5-8-44
Il 27 luglio u.s., in Castagnole Lenze, numerosi banditi irrompevano
nella stazione ferroviaria. Dopo aver interrotto tutte le comunicazioni,
staccavano la locomotiva di un treno in sosta, avviandola a tutta
velocità in direzione di Neive. Detta locomotiva, non avendo
trovato ostacoli lungo il tragitto, veniva fermata nello scalo di
Alba.
Successivamente, gli stessi banditi facevano discendere tutti i
viaggiatori di un treno ivi sopraggiunto, staccando la locomotiva
che lanciavano a tutta velocità contro alcuni carri in sosta,
provocando gravi danni al materiale.
Nella notte sul 22 luglio u.s., nella stazione ferroviaria
di Isola d'Asti, alcuni banditi incendiavano un'automotrice, che
rimaneva completamente distrutta.
Not. 6-8-44
Il 25 luglio u.s., verso le ore 23,30 nei pressi sella stazione
di Costigliole Motta, una banda armata assaliva il treno viaggiatori
3141.
Sparate alcune raffiche di mitra, i banditi facevano scendere tutti
i viaggiatori, verificandone i documenti personali. Un fascista
e un milite della forestale venivano prelevati.
Terminata la perquisizione, il capo banda ordinava ai suoi uomini
si salire sul treno col solo personale di macchina e i due prelevati,
lasciando i viaggiatori a terra.
Giunto il convoglio nei pressi del km. 0980, veniva lanciato a forte
velocità verso Castagnole. Poco dopo, causa dello scoppio
di un ordigno, precedentemente collocato sui binari, il treno si
arrestava per l'azione di freno provocata dalla rottura di un tubo
flessibile.
Il 31 luglio u.s., alle ore 7, nella frazione di VAGLIERANO
D'ASTI, alcuni banditi prelevarono dalle proprie abitazioni i militi
della G.N.R. ferrovia: Duilio TOSETTO, Armando TOSETTO e Cesare
BECCARIO.
I militi, prima di essere catturati, furono fatti spogliare dell'uniforme
militare e costrette a vestire l'abito borghese.
Not. 11-8-44
Il 20 luglio u.s., verso le ore 24, in Portacomaro d'Asti,
60 banditi armati costringevano una cinquantina di cacciatori a
consegnare loro i fucili da caccia, allontanandosi per ignota direzione.
Il 25 luglio u.s., alle ore 5,30 cinquanta banditi armati si
presentarono nello scalo ferroviario di Motta di Costigliole d'Asti,
dopo aver danneggiato l'apparecchio telefonico, costrinsero l'assuntore
a consegnare loro lire 3975 esistenti in cassa.
Poco dopo, sopraggiunto il treno viaggiatori 3141, i banditi costrinsero
tutti i viaggiatori a scendere dal convoglio. Durante questa operazione
uno dei malviventi, che teneva fra i denti una bomba a mano, ne
provocò, accidentalmente, l'esplosione rimanendo gravemente
ferito. Fu medicato dai compagni e tutti, dopo aver indotto il personale
di macchina a proseguire per Castagnole Lanze, si allontanavano
a bordo del treno stesso.
Il 23 luglio u.s., durante la notte, in Revigliasco, alcuni
banditi tagliavano ed esportavano due campate di filo dalla linea
del telefonica della "S.T.I.P.E.L.".
Not. 12-8-44
Nella notte sul 30 luglio u.s., un mille del battaglione "MUTI"
mentre transitava in bicicletta sulla Strada Montafia - Villafranca,
giunto in località Roatto, veniva fatto segno e raggiunto
da colpi d'arma da fuoco, rimanendo ucciso.
Not. 13-8-44
Il 25 luglio u.s., alle ore 21, in Cocconato, alcuni banditi
armati, penetrati nei locali già adibiti a caserma del distaccamento
G.N.R., ripiegato a Villanova d'Asti, asportavano materiali del
fornitore di casermaggio, colà depositati e in consegna al
podestà.
Il 28 luglio u.s., in Moncaglieri d'Asti un nucleo di militi
della G.N.R. traeva in arresto due individui responsabili di aver
organizzato un atto di sabotaggio allo stabilimento PARINI per costruzioni
di parti di aeroplani.
Venivano inoltre fermati un renitente alla leva e due comunisti.
Nel comune di Brozolo, gli stessi militi, arrestavano la contessa
RADICATI, madre di un capo bandito, non estranea all'attività
del figlio.
Il 6 corrente, alle ore 1,45, in Bazzana alcuni banditi invadevano
la stazione ferroviaria interrompendo le comunicazioni telefoniche.
Quindi, fatti scendere i viaggiatori da un treno in sosta, lanciavano
il convoglio vuoto verso Acqui. Il treno, giunto sotto una galleria,
provocava l'esplosione di un ordigno, precedentemente collocato
dai banditi. La linea rimaneva interrotta, mentre il treno proseguiva
oltre Aqui e veniva fermato su un binario morto senza che ne derivassero
altri incidenti.
Nella notte sul 1° corrente, fra le stazioni ferroviarie
di Rocchetta Tanaro e Masio, ignoti sabotatori, meditante cariche
esplosive, danneggiavano lievemente, in più punti, i binari.
Nella notte sul 1°corrente, circa 50 banditi armati si portavano
nello scalo ferroviario di S. Marzanotto, costringendo il personale
di macchina ad abbandonare una locomotiva già in pressione
e, aperto il regolatore, la avviavano, con due carri attrezzi, sulla
linea di Asti. Il convoglio, giunto nei pressi del ponte Tanaro,
deviava a causa dell'interruzione del binario avvenuta per azione
aerea.
L'8 corrente, alle ore 1,50, tra le stazioni di Baldichieri
e S.Damiano, alcuni banditi collocavano ordigni esplosivi sotto
i piloni del ponte Oleno, che, esplodendo, causavano la demolizione
di tre arcate.
Not. 14-8-44
L'11 corrente, alle ore 10,30, banditi armati irrompevano nella
stazione di Castagnole Lanze (ASTI), distruggendovi gli apparati
telegrafici e telefonici e riuscendo quindi a dileguarsi.
Not.15-8-44
Il Comando del nucleo della G.N.R. ferroviaria di Asti precisa
che nella sua giurisdizione esistono:
- Una banda di fuori legge di circa 2000 elementi bene armata, dislocata
in S. Paolo Solbrito di Villanova d'Asti;
- Una banda di circa 300 elementi nei pressi di Mombercelli;
- Una banda di circa 200 elementi in S. Marzano Moasca;
- Altre bande sono state notate ad Isola d'Asti, Neive, Montiglio,
Murisengo e Brozolo.
Tutte le bande sarebbero provviste di mezzi di comunicazione e quindi
facili a spostarsi.
Not. 16-8-44
Nella notte sul 6 corrente, in Montegrosso, numerosi banditi
penetravano nella stazione ferroviaria, danneggiando la linea telegrafica
e impossessandosi di kg.400 di gasolio.
Not. 17-8-44
L'8 corrente, durante la notte, fra le stazioni ferroviarie
di S. Damiano d'Asti e Baldichieri, alcuni banditi facevano saltare,
con cariche di dinamite, 3 arcate del ponte sul torrente Treverso,
cagionando l'interruzione della linea.
Fin dal luglio u.s., il comando nucleo G.N.R. ferroviaria di
Asti, con azioni di pattuglia, ha energicamente agito per impedire
il ripetersi di attentati contro i convogli e gli impianti ferroviari
della linea Asti - Castagnole.
La notte del 5 corrente, gli uomini del predetto nucleo, in collaborazione
con elementi della Brigata Nera di Asti, si appostavano nei pressi
della stazione di S. Marzanotto d'Asti (linea Asti - Castagnole)
e potevano catturare sette banditi, tutti in possesso di bicicletta
e in viaggio di staffetta, i quali si dirigevano verso le porte
della città. Seguiva un autocarro carico di altri banditi,
muniti di mitragliatrice, al quale i legionari intimavano il fermo,
senza esito. Pertanto, l'automezzo veniva preso di mira con le armi
automatiche, con effetto sicuramente micidiale fra i componenti
della banda, che però riuscivano ad allontanarsi.
I sette banditi catturati venivano consegnati al comando della brigata
nera di Asti.
In seguito a indicazioni potute avere da un elemento catturato,
il milite Tullio FESTA e altri legionari del citato nucleo di Asti,
sempre in collaborazione con elementi della brigata nera, si portavano
nel comune di Isola, ove riuscivano a catturare, nei loro nascondigli,
altri nove fuori legge, fra cui un maggiore dell'esercito regio,
comandante una banda e un vice comandante. Anche questi altri catturati
sono stati consegnati al comando della brigata di Asti.
Il 21 luglio u.s., verso le ore 21, nella stazione di Castagnole,
durante la sosta del treno 1148, una banda armata invadeva lo scalo,
sparando diverse raffiche di fucile mitragliatore; poscia, portatasi
sul treno, prelevava 3 militari germanici, comandanti di scorta
a due carri carichi di bovini, e un ufficiale della "X Flottiglia
MAS"; un quarto militare germanico riusciva a fuggire.
I banditi, poi, disarmavano i predetti militari e si allontanavano
portando seco solo le armi.
Not. 20-8-44
Il milite scelto Rodolfo PACCAGNINI e il milite Carlo AMBROGIO,
del Comando provinciale G.N.R di Asti, inviati in missione in zona
infestata di banditi armati, in data del 19 luglio u.s., non hanno
fatto più ritorno al reparto. Si presume siano stati catturati
dai fuori legge.
Not. 24-8-44
Nella notte sul 6 corrente, numerosi banditi irruppero nella
stazione ferroviaria di Bazzana e, dopo aver interrotto le comunicazioni
telegrafiche, all'arrivo di un treno proveniente da Asti, fecero
scendere tutti i viaggiatori ed il personale lanciando il convoglio
verso Acqui.
Il treno si fermò nella stazione di Strevi, per mancanza
di energia elettrica, senza alcun danno.
Il 10 corrente, alle ore 5,15, tra le stazioni ferroviarie
di Penango e Moncalvo, ignoti banditi, mediante cariche esplosive,
causavano danni al ponte ferroviario Rio Val Sesia e ai Binari sul
ponte stesso.
Not. 28-8-44
Il 22 corrente, in prossimità della stazione ferroviaria
di Montegrosso, banditi armati staccavano il locomotore di un treno
e lo facevano cozzare contro alcuni carri, causando danni al materiale
ferroviario e alla linea.
Not. 30-8-44
Il 15 corrente, alle ore 8,55, un gruppo di banditi armati
irrompeva nella stazione di Castagnole Lanze.
Dopo aver fatto scendere dal treno ivi in sosta, tutti i viaggiatori
ed il personale di scorta, i banditi proseguivano con il treno stesso
verso Neive, ove facevano precipitare il convoglio nel fiume Tanaro.
Not. 31-8-44
L'11 corrente, alle ore 19,15, nella stazione ferroviaria di
Castagnole Lanze, alcuni banditi armati staccavano la locomotiva
di un treno ivi fermo; dopo averla condotta fuori dallo scalo, la
facevano retrocedere a tutta velocità finché andava
a cozzare contro il materiale del treno stesso, danneggiandolo gravemente.
Not. 4-9-44
Il 26 agosto u.s., poiché nel recinto ferroviario in
località Castello D'Annone, sconosciuti avevano rubato 800
chilogrammi di filo di rame, veniva effettuata un'azione di rastrellamento
nella zona da parte dei militi della G.N.R. ferroviaria.
I legionari, scontratisi coi banditi, nei pressi del ponte sul Tanaro,
benché in posizione svantaggiosa e inferiori di numero e
di armi, sostenevano validamente il combattimento.
Dopo un'ora di fuoco, sopraggiunti i rinforzi da parte del Comando
Provinciale della G.N.R., i fuori legge venivano messi in fuga.
Da parte nostra si deplorano due feriti. Da parte dei banditi un
prigioniero e un morto.
Il filo di rame è stato recuperato.
Not. 6-9-44
Il 14 agosto u.s., alle ore 10, in Monbaruzzo, 40 banditi armati
penetravano nel municipio dove distruggevano il carteggio dell'ufficio
accertamenti agricoli.
Not. 11-9-44
Il 24 agosto, elementi della compagnia O.B. della G.N.R. di
Asti, in servizio d'ordine al raduno bestiame di Scurzolengo, venivano
attaccati da un centinaio di banditi. I legionari reagivano energicamente
ponendo in fuga, dopo circa un'ora di combattimento, i banditi,
che si presume abbiano avuto diversi feriti.
Il 28 agosto, alle ore 10,40 in Rocchetta Tanaro, un gruppo di banditi
attaccava una squadra di militi sulla sponda destra del fiume Tanaro.
I legionari rispondevano all'aggressione e, dopo un combattimento
durato un'ora, uccidevano un bandito e ne catturavano un secondo.
Sopraggiunti militi di rinforzo i banditi sii davano alla fuga.
Da parte nostra 2 feriti.
Not. 1-10-44
L'11 settembre u.s., nei pressi di Isola d'Asti, banditi assalivano
e prelevavano due allievi militi della G.N.R. ferroviaria.
Not. 3-10-44
Il 24 settembre u.s., nella stazione ferroviaria di Serravalle
d'Asti, numerosi banditi assalivano un treno, prelevando quattro
militi germanici.
Il 24 settembre u.s., verso le ore 17, in Baldichieri, una
banda armata, penetrata nella stazione ferroviaria, dopo avere distrutto
gli apparati telefonici e telegrafici imponeva al macchinista di
lanciare la locomotiva, ivi in sosta, verso Villafranca.
Tale locomotiva giunta in detta stazione, cozzava violentemente
contro il treno 7799, fermo per avaria dovuta a un precedente bombardamento
nemico, causando gravissimi danni.
Not. 18-10-44
Fonte fiduciaria attendibile segnala:
"In Villanova d'Asti banditi armati, in abito civile, controllavano
il paese.
Martedì 10 corrente nella strada principale veniva disarmato
un sottufficiale d'aviazione.
Nei pressi di DUSINO, l'11 corrente, circolavano dei banditi armati,
in abito civile, fermando e perquisendo le persone in transito sulla
strada provinciale nel tratto da VILLANOVA d'ASTI e VILLAFRANCA."
Not. 20-10-44
Da ASTI viene segnalato che in quella città i componenti
la "Brigata Nera" ammontano a 22 unità di cui uno
solo di Asti.
Not. 21-10-44
Fonte fiduciaria comunica:
"Nel paese di COCCONATO (ASTI) si sono raggruppate tre bande
di fuori legge, una delle quali è comandata da un colonnello.
La forza complessiva è di circa 300 uomini.
Tali bande provengono da oltre Po e precisamente dalla regione di
Moriondo. I medesimi sono muniti di mitragliatrici, fucili mitragliatori
ed automezzi ed hanno occupato il paese tantochè, sulla piazza
del medesimo, sono piazzate delle mitragliatrici, risulta pure che
hanno collocato posti di avviamento sul frontale della piazza principale
del paese, che domina tutte le strade d'accesso; come risulta che
gli automezzi sono sistemati sui fianchi dei posti di blocco collocati
sulle strade suddette e convenientemente mascherati nella boscaglia".
Ne è stato informato il Comitato Provinciale della G.N.R.
di Asti.
Not. 28-10-44
L'11 corrente, nella zona di Monale e Cortandone, veniva effettuato
un rastrellamento da un reparto composto di elementi della "Folgore"
della G.N.R. e di soldati tedeschi.
In Cortandone il rastrellamento si concludeva con la fuga dei banditi
che abbandonavano materiale vario, due autovetture 1500, un camioncino
e 4 morti.
L'11 corrente, in Asti, numerosi banditi assalivano una casermetta
della G.N.R. presidiata da 4 militi e da un sottufficiale. I militi
si difendevano animosamente, ma sopraffatti dalla preponderanza
numerica degli attaccanti, venivano prelevati.
Not. 6-11-44
Il 25 ott. u.s. fra Villafranca d'Asti, banditi, mediante cariche
esplosive, distruggevano tre tralicci, cagionando l'interruzione
della linea telefonica.
Il 22 ott. u.s. in Asti, il milite Dario Berrino, in collaborazione
col milite scelto Tullio Festa, riusciva a prendere contatto con
i banditi operanti nella zona; quindi, accordatosi con i fuori legge,
fissava loro un appuntamento promettendo la consegna di rilevanti
quantitativi di armi. I banditi trovavano, appena giunti nella località
fissata, la brigata Nera di Asti che immediatamente li attaccava,
infliggendo loro sanguinose perdite e catturando un ricco bottino
di armi e munizioni.
Il 19 ottobre u.s., nella località di "Galliano",
"Penango", "Moncalvo" e "Cardona",
in seguito a rastrellamento effettuato da militi tedeschi, col concorso
di elementi della G.N.R., dopo vari scontri, venivano messi in fuga
gruppi di fuori legge, che lasciavano sul terreno morti e feriti.
Catturati i prigionieri, armi, munizioni e materiale automobilistico.
Il 28 ottobre u.s., nella stazione ferroviaria di S. Damiano,
numerosi banditi armati, dopo aver allontanato il personale di servizio,
mettevano in moto un convoglio, composto di una locomotiva e 20
carri carichi di affusti di cannone, a circa 700 metri della stazione,
deviava ostruendo la linea. In seguito a ciò elementi della
G.N.R. ferroviaria effettuavano un'operazione di rastrellamento
della zona. In tale operazione venivano uccisi tre banditi e catturato
un quarto.
Nessuna perdita da parte nostra.
La situazione politica è pressoché immutata.
I fuori - legge continuavano a controllare in ogni settore tutta
la provincia e a tenere sotto l'incubo della loro inesorabile rappresaglia
quanti tentassero di agire in contrasto alle loro disposizioni.
La popolazione è sempre indifferente nei riguardi della Repubblica
Sociale Italiana.
La situazione economica non ha subito sostanziali variazioni.
Permane grave la questione dei combustibili, sia per gli usi di
cucina sia per quelli del riscaldamento.
I prezzi di tutti i generi, sia nel settore alimentare, sia in quello
dell'abbigliamento, subiscono forti rialzi che tornano a tutto danno
delle classi meno abbienti, tre le quali serpeggia un certo malumore.
Il morale delle truppe continua ad essere piuttosto depresso
per la situazione bellica sui vari fronti.
Si attende con ansia il fatto nuovo che capovolga la situazione
a favore delle truppe dell'Asse.
L'attività sovversiva e antinazionale tende ad aumentare.
Sono in corso accertamenti per l'identificazione dei componenti
il locale "comitato di liberazione" e una banda di fornitori
di armi ai fuori - legge. Qualche elemento, già indiziato,
è stato arrestato.
Anche l'attività comunista è aumentata.
L'attività dei banditi è sempre molto intensa
in tutta la provincia.
E' confermato che a Mombercelli si trova un comando di divisione
di fuori - legge comprendente la 45°, 46° e 76° brigata
garibaldina. Ogni brigata comprende circa 2.000 uomini e pertanto
la forza complessiva di dette brigate è valutabile a 6 -
7 mila uomini.
L'armamento dei reparti è notevole: esso consiste in armi
automatiche pesanti. Mancano mortai o cannoni. Quello individuale
consiste in fucili, moschetti, mitra, pistole e bombe a mano.
Pare che il comando della divisione lo abbia il capitano Laiolo.
E' accertato che sul campo di aviazione di Vesime sono atterrati
cinque apparecchi nemici che hanno scaricato molte casse di materiale
vario dei quali non è stato possibile accertare la qualità.
E' stato scaricato pure del tabacco, che i fuori - legge hanno distribuito
anche alla popolazione delle località viciniori.
Sono stati segnalati altri sette paracadutisti lanciatisi nei pressi
di Nizza nel pomeriggio del 10 novembre u.s.
Tra Asti e S. Damiano è stata attaccata a colpi di mitraglia
e di moschetto una tradotta militare trasportante truppe tedesche
e bersaglieri. La reazione dei militari ha portato all'incendio
di due cascine e all'uccisione di un uomo che aveva tentato di scappare.
Quasi tutte le sere i vari posti di blocco vengono attaccati dai
fuori - legge o disturbati con il fuoco di armi automatiche.
Not. 4-1-45
Dal 2 al 10 dicembre, nella zona di Rocchetta Tanaro, Belveglio,
Mombercelli, un plotone della compagnia O.P. della G.N.R. ed elementi
della brigata Nera, durante un'operazione di rastrellamento, catturavano
110 fuori legge disarmati e ricuperavano molte armi e munizioni.
Il 10 dicembre u.s., in zona Rocca d'Arazzo, una squadra della
compagnia O.P. della G.N.R., in azione di rastrellamento, ricuperava
6 moschetti e una ventina di caricatori.
Not. 5-1-45
Il 17 dicembre, in un cascinale, sito nel territorio del comune
di Canelli, militi della G.N.R. catturavano un pericolo capo bandito
e ricuperavano un fucile Sten, 5 moschetti, una pistola automatica,
una bomba incendiaria inglese e diverse bombe tipo "Breda".
Not. 7-1-45
Il 16 dicembre, alle ore 11,30, nei pressi di San Dusino, un'automobile,
con a bordo il comandante e 5 uomini, della compagnia speciale guardia
del Duce, e un camioncino con alcuni uomini della Brigata Nera di
Asti erano fatti segno da un'imboscata da parte di elementi fuori
legge. L'immediata reazione impediva l'esecuzione di detta imboscata,
che costava ai fuori legge tre morti, tra cui un disertore tedesco.
I banditi abbandonavano sul posto tre cassette cariche di munizioni
per fucile mitragliatore, un moschetto e due pistole. Risulta inoltre
che i banditi hanno avuto parecchi feriti.
Not. 18-1-45
All'alba del giorno 14 corr., ai confini ovest della provincia
di Asti, nelle prossimità di Caparzio, reparti della G.N.R.,
di Casale Monferrato, rinforzato da una squadra delle Brigate Nere,
agli ordini del capitano Albano, effettuavano un'azione di sorpresa
e catturavano una banda di fuori legge composta di 17 uomini appartenente
alla brigata "Matteotti". Fra i catturati figurano i noti
capi banda: Tom, Morgan, Dinamite ed inoltre un uomo di nazionalità
inglese e due di nazionalità francese.
La stessa azione portava alla liberazione del limite Lorin Nicola
ed al ricupero di tre cavalli prelevati notte tempo. Tredici fuori
legge della predetta banda sono stati passati per le armi mentre
gli altri - accordi presi col comando S.D. germanico - sono stati
trattenuti per l'interrogatorio.
Dal Comando Provinciale Militare di Asti è stato catturato
il noto elemento K13.
Not. 28-1-45
Il 13 corrente, alle ore 3, in Asti, un reparto della Brigata
nera, della polizia repubblicana e del comando militare provinciale
effettuava un'azione di rastrellamento nella zona di Revignano,
Vallarone, Cascina Remotti, Cavalcavia S. Spirito. Durante l'operazione
erano catturati 6 fuori legge tra cui il capo banda. Fermati molti
indiziati quali favoreggiatori e finanziatori delle bande. Ricuperate
due pistole ed una rivoltella.
Il 14 corrente, in prossimità di Buttigliera d'Asti,
quattro militi della G.N.R. venivano a conflitto con un forte gruppo
di fuori legge. Nel conflitto rimaneva ferito il milite Walter A
Non accertate le perdite dei banditi.
Notizie sui fuori legge e dislocazione delle bande:
1°) - Una delle brigate della divisione "Langhe" si
è nuovamente attestata a S. Stefano Belbo. Il comandante
ed il numero dei componenti si ignorano.
E' segnalato che nella zona circolano sia "Rocca" che
"Mimmo".
La brigata di S. Stefano Belbo ha molti distaccamenti rinforzati
da elementi di altre bande che operano nella parte meridionale della
provincia, che si spingono sino al Tanaro con improvvise puntate
le quali operano razzie o catturano automezzi: Se ne ignora l'armamento.
2°) - Banda capeggiata da Luigi Acuto (Tec - Tec) da "Nelson"
o da "Flavio": ha la sede nei pressi di Castagnole ed
opera in prevalenza sulla strada Asti - Alessandria. Si compone
di 450 uomini circa ed è bene armata di armi automatiche
pesanti o di mitra di marca straniera.
3°) - Banda capeggiata da "Nando". Il comando
è situato tra Piea e Montafia. Si compone di circa 500 elementi
fra i quali si trovano alcune squadre di guastatori, pare provenienti
dal piacentino. E' armata di mitragliatrici pesanti o di mitragliatori.
Ha in dotazione molti "Sten" o "Beretta". Opera
in prevalenza sullo stradale Asti - Torino ed Asti - Chivasso.
4°) - Altra banda di circa 350 uomini ha la sede in Cocconato:
è composta di elementi della divisione "Monferrato".
Non si conoscono i nomi dei capi o l'armamento. Opera anch'essa
nella zona a cavallo tra le strade Asti - Torino e Asti - Chivasso
parte nord.
Altre piccole bande di fuori legge, della forza di 30 - 40 uomini,
operano ad Isola d'Asti, Baldichieri, Castello d'Annone e Moncalvo.
Nella notte tra il 17 e il 18 genn. U.s. un reparto di formazione
G.N.R. - Esercito effettuava di sorpresa un'operazione di rastrellamento
in località "Monfallito" ove era stata segnalata
una festa danzante con la partecipazione di fuori legge.
La sorpresa riusciva in pieno con il fermo di 147 persone ed il
rinvenimento di diverse armi. 104 fermati venivano rilasciati; 28
arruolati volontariamente nell'Esercito e 15, risultanti fuori legge,
segnalati per l'invio al lavoro obbligatorio fuori dal territorio
nazionale.
Il 3 corr., in Settimo Cinaglio, un plutone R.A.U. in cooperazione
con reparto germanico, durante un'operazione di rastrellamento,
impegnava un combattimento con una forte banda di fuori - legge
che, dopo quattro ore, abbandonava la lotta.
Altro scontro, sostenuto dal plutone R.A.U. durante il rientro in
sede, sgominava i banditi.
Complessivamente venivano inflitte le seguenti perdite: 8 morti,
una decina di feriti e 15 prigionieri.
Venivano liberati dalla prigionia dei fuori - legge un brigadiere
della G.N.R. e due messaggeri del ministero dell'Interno.
Nel bottino catturato, in rilevante quantità, figurano armi,
munizioni e un'autovettura del ministero dell'Interno.
Nei dintorni di Asti venivano catturati 10 renitenti alla chiamata
alle armi.
Nessuna perdita nel reparto.
La notte sul 4 corr., in Castelnuovo Belbo, elementi della "X
MAS" catturavano 19 fuori - legge, facenti parti della brigata
"Vela".
Il 21 genn. u.s., in S. Marzanotto d'Asti, banditi armati asportavano
le chiavi di comando scambi della linea ferroviaria Asti - Castagnole.
La notte sul 25 genn. u.s., dalla scarpata della linea primaria
ad alta tensione del fiume Tanaro - linea Asti - Nizza - ignoti
asportavano 250 metri di filo di rame, per un peso complessivo di
110 chilogrammi.
Il 5 corr, verso le 23, in Baldichieri, banditi armati penetravano
nell'ufficio della stazione, asportando le chiavi degli scambi di
scorta della linea ferroviaria Asti - Torino.
Not. 22-2-45
La situazione delle bande è la seguente:
1°) - Banda Pontini - forza 800 uomini. Sede del comando: Cocconato.
Comandante: Pontini. Opera nella parte nord della provincia. Armamento:
mitragliatori pesanti, mitragliatrici e mitra stranieri e italiani.
Banda a sfondo badogliano. E' suddivisa in nuclei di 70 - 100 uomini,
ripartiti in diverse località e molto mobili. Tale banda
è quanto rimane della divisione "Monferrato" dopo
il rastrellamento di dicembre.
2°) - Banda Nando - forza 700 uomini. Sede di comando: Montafia
- Camerano. Comandante: Nando. Opera nel territorio a nord di Asti.
Armamento: mitragliatrici pesanti, mitragliatori e mitra stranieri
o italiani. Banda a sfondo nazionale "Giustizia e libertà",
suddivisa in nuclei della forza di 50 - 60 uomini, ripartiti in
diverse località e assai mobili. È rifornita con aviolanci,
da aerei nemici, di mitragliatrici pesanti e di fucili mitragliatori
con accessori e munizionamento.
3°) - Banda Acuto "Tec-Tec" - forza: 200 uomini.
Centro: Castagnole Monferrato. Comandante: Acuto detto "Tec-Tec".
Opera nella zona a nord - est di Asti con la banda di Nando con
la quale è in stretto collegamento ad ovest. Armamento: mitragliatrici
pesanti, fucili mitragliatori e mitra stranieri e nazionali. Banda
a sfondo nazionale "Giustizia e libertà". È
suddivisa in nuclei di 40 - 50 uomini.
4°) - Banda Rocca - forza: 1000 uomini. Sede di comando:
nella Langa cuneese. Comandante: Rocca. Opera nelle zone a sud -
ovest di Asti, confina a nord - est con la banda Tec - Tec e a nord,
nord - ovest con la banda di Nando. Colore politico: comunista.
È suddivisa in nuclei di 80 - 100 uomini. Armamento: qualche
mitragliera americana da 12/7 con munizionamento anche anticarro:
due mortai da 81, qualche mortaio da 45; mitragliatrici pesanti,
fucili mitragliatori e mitra stranieri e nazionali.
5°) - Banda Balbo - forza: 1000 uomini. Centro: Cossano
Belbo - S. Stefano Belbo. Comandante: Balbo. Opera nel territorio
sud della provincia di Asti, nella Langa cuneese ed anche nel territorio
alessandrino confinante con la provincia di Asti. Armamento: mitragliere
americane da 12/7, mitragliatrici pesanti, mitragliatori, mitra
stranieri e italiani; qualche mortaio da 81 o da 45. Opera suddivisa
in nuclei di 80 - 100 uomini ripartiti in diverse località.
La banda è a sfondo badogliano.
Tutte le bande dipendono e sono in stretto collegamento con il comitato
centrale di librazione nazionale di Torino.
Not. 26-2-45
Il 12 corr., fra le stazioni ferroviarie di S. Damiano e Baldichieri,
banditi, mediante cariche esplosive, facevano saltare un tratto
di binario.
L'8 corr., verso le 15, nella stazione di Cocconato, sulla linea
Asti - Chivasso, 20 fuori - legge armati facevano saltare, con esplosivo,
lo scambio n.1 e una rotaia del "binario magazzino".
La zona risulta controllata da forti formazioni di banditi.
Il 16 corr., alle ore 22, nei pressi del Comando Provinciale
della G.N.R. un numeroso gruppo di fuori - legge appostati aggredivano
proditoriamente col fuoco di armi automatiche 5 militi che rientravano
in caserma.
Rimanevano mortalmente colpiti i militi Piero Maggiora e Aldo Gamba
e feriti leggermente gli altri tre militi.
Not. 28-2-45
Il 6 corr., nei pressi della stazione di Castello D'Annone,
erano asportati da ignoti metri 1050 di filo di rame della linea
primaria ad alta tensione Asti - Alessandria.
Il 16 corr., alle 22, in Asti, una pattuglia di militi della
G.N.R., di vigilanza nelle prossimità del comando provinciale,
era fatta segno a varie scariche di armi automatiche che uccidevano
il milite scelto Pietro Maggiora e il milite Aldo Gamba; altri due
militi rimanevano feriti.
Not. 4-3-45
Il 19 febb. u.s., in S. Damiano d'Asti e Baldichieri, una cinquantina
di fuori - legge in divisa kaki dotati di armi automatiche attaccavano
una pattuglia della G.N.R. ferroviaria in perlustrazione; dopo tenace
difesa i legionari erano sopraffatti dai banditi e lasciavano sul
terreno la salma del milite Giovanni Carlin.
Il 20 febb. u.s., alle 24, nei pressi della stazione di S. Damiano,
circa 80 banditi armati fermavano un treno diretto ad Asti. I fuori
- legge prelevavano una ventina di militari italiani dei quali sei
armati e 16 militari germanici armati.
Un tenente della G.N.R. uccideva con un colpo di pistola un bandito
riuscendo quindi ad evitare la cattura.
Il 10 febb. u.s., nei pressi della stazione di Villafranca d'Asti,
banditi, mediante cariche esplosive, facevano saltare circa 24 metri
di binario.
Il 17 febb. u.s., alle 10,30 in Villafranca d'Asti, un gruppo
di fuori - legge armati attaccava il distaccamento della G.N.R.
ferroviaria.
La pronta ed energetica reazione dei legionari costringeva i banditi
alla fuga.
Nessuna vittima da parte dei militi.
Il 17 febb. u.s., in prossimità degli scambi d'ingresso
della stazione di Serravalle d'Asti, banditi, mediante cariche esplosive,
interrompevano il binario e danneggiavano i cavi del telegrafo,
del telefono, e del segnale.
Not. 5-3-45
Il 13 febb. u.s., alle ore 15, in S. paolo Solbrito, una forte
esplosione faceva crollare in parte la cascina "Rissone".
Militi della G.N.R. ferroviaria, recatasi sul posto, per accertamenti,
rinvenivano i cadaveri di due operai, straziati dalla violenta esplosione.
Era accertato che i due individui stessero preparando un ordigno
che avrebbe avuto dovuto essere posto sulla linea Torino - Alessandria
e che invece scoppiava nelle loro mani.
Not. 6-3-45
Nella notte sul 28 febbraio, nei pressi della stazione ferroviaria
di Portacomaro, banditi distruggevano mediante forte scarica esplosiva,
il ponte ferroviario in ferro sul Rio Maggiorino.
Not. 10-3-45
1°) - 19° Brigata Garibaldina - Formata da elementi
della disciolta banda "Pontini" e da altri provenienti
dalla Valle di Aosta; forza: circa 1600 uomini. Centro: Cocconato.
Opera nella parte nord della provincia. Armamento: mitragliatori
pesanti, mitragliatrici, mitra italiani e stranieri. Banda a sfondo
comunista, suddivisa in nuclei di 70 - 100 uomini, ripartiti in
diverse località e molto mobili.
2°) - Banda Nando - Forza 7-800 uomini. Centro: Montafia
- Camerano. Comandante: Nando. Opera nel territorio a nord del comune
di Asti ed in stretto collegamento con la 19° brigata.
Armamento: mitragliatori pesanti o armi automatiche sia italiane
che straniere. Banda a sfondo nazionale "Giustizia e libertà"
suddivisa in nuclei della forza di 50-60 uomini, ripartiti in diverse
località e assai mobili. Tale banda è sovente rifornita
di armi e munizioni, lanciati da aerei nemici.
3°) - Banda Acuto "Tec-Tec". Forza: 700 uomini.
Centro: Castagnole Monferrato. Comandante: Acuto ed è in
collegamento con la banda "Nando". Armamento: mitragliatrici
pesanti e armi automatiche in genere. Banda a sfondo nazionale "Giustizia
e libertà", con nuclei mobili della forza di 50-60 uomini.
4°) - Banda Rocca. Forza: 1740 uomini. Comandante: Rocca.
Opera nella parte sud sud - ovest di Asti, confina a nord nord -
est con la banda di "Nando". Banda a sfondo comunista
composta da elementi della disciolta divisione "Garibaldi".
È suddivisa in nuclei della forza di 90-100 uomini, assai
mobili. Armamento: mitragliere, mortai, mitragliatrici, mitragliatori,
mitra e armi automatiche in genere.
5°) - Banda Balbo. Forza: 200 uomini. Centro: Cossano -
S. Stefano Belbo. Comandante: Balbo. Opera nel territorio sud della
provincia di Asti, nella Langa Cuneese ed anche nel territorio alessandrino.
Confina a nord con la Banda "Rocca" con la quale è
in stretto collegamento. Armamento: mitragliere americane, mortai,
mitragliatrici, mitragliatori, mitra e armi automatiche in genere.
È suddivisa in nuclei della forza di 80-100 uomini ripartiti
in diverse località e assai mobili. La banda è formata
dagli elementi della disciolta divisione "Langhe".
Tutte le bande dipendono o sono in stretto collegamento con il comitato
centrale di liberazione di Torino, inquadrati in un unico comando
tattico.
Not. 18-3-45
Il 1° corrente, in Asti, il tribunale straordinario di guerra
a conclusione di procedimento penale giudicava 13 individui, di
cui 4 alla pena di morte, 5 all'ergastolo, uno a 20 anni di reclusione
e 3 assolti. Tutti i condannati si erano resi responsabili di appartenenza
a bande di fuori legge e connivenza coi banditi.
Not. 19-3-45
Il 7 corrente, verso le 20,30, in Asti, banditi in abito civile,
con le armi nascoste sotto il pastrano, si avvicinavano fin sotto
il posto di blocco di Corso Casale e improvvisamente attaccavano
la guardia con colpi di mitra e di Sten. Nella sparatoria che ne
seguiva rimaneva ucciso un agente della B.N., mentre altri tre rimanevano
gravemente feriti. Nel corso della notte, i tre agenti, rimasti
feriti, decedevano.
Not. 23-3-45
Il 6 corrente, nei pressi di Nizza Monferrato, banditi facevano
saltare, mediante cariche esplosive, il ponte in ferro sul Belbo.
Not. 27-3-45
La sera del 10 corrente, in Asti, al posto di blocco di Corso
Casale veniva fermato dai militi della G.N.R. il nominato Simone
Cioffi, che risultava sprovvisto di documenti. Mentre veniva tradotto
al comando della G.N.R., il Cioffi effettuava un tentativo di fuga,
per cui i militi facevano uso delle armi, uccidendolo.
Il 12 corrente, alle ore 21,30, una quindicina di banditi attaccavano
il posto di blocco di Corso Alba in Asti. L'energica reazione dei
militi faceva desistere i fuori legge dal loro intento. Uscita una
pattuglia a perlustrare la zona, era rinvenuto un individuo ferito
che subito cedeva. È stato identificato per il bandito Lorenzo
Pavarino
Il 13 corrente, in Asti, in prossimità del cimitero,
erano fucilati tre fuori legge, condannati dal tribunale militare
provinciale straordinario di guerra, per i quali non era stata accolta
domanda di grazia.
Il 18 corrente, alle ore 3, nei pressi di asti, fuori legge
attaccavano con raffiche di armi automatiche leggere il posto di
blocco di Corso Savona. I legionari reagivano prontamente disperdendo
i banditi. Nessuna vittima da parte dei militi.
Not. 28-3-45
Il 18 corrente, in Baldichieri, una pattuglia di militi della
G.N.R. ferroviaria, al comando di un ufficiale, dopo aver effettuata
una perlustrazione sulla linea Villafranca - Baldichieri, rientrava
in sede a bordo di un autocarro, transitando in località
Case Bruciate l'autocarro era fatto segno a raffiche di armi automatiche
e a lancio di bombe a mano, da parte di fuori legge appostati ai
margini della strada. L'allievo milite Gino Fab
era ucciso
e i militi Riccardo Rocca e Carmine
feriti.
Not 8-4-45
Il 17 marzo, una formazione mista di elementi della G.N.R. e
Brigata Nera effettuava un'operazione di rastrellamento nella zona
di Grana e Casorzo. In conflitto i banditi venivano posti in fuga,
abbandonando un autocarro, munizioni per mortaio [
], un mitra
e un moschetto, nonché viveri di origine inglese e materiale
vario. Nello scontro i fuori legge hanno riportato una quindicina
di feriti.
Not. 11-3-45
Il 18 marzo, alle ore 0,30, in San Damiano d'Asti, alcune bande
di fuori legge attaccavano con l'appoggio di un mortaio da 81 e
di mitragliatrici pesanti il distaccamento della G.N.R. ferroviaria.
Dopo un'intensa sparatoria, durata senza interruzione 5 ore, i banditi
erano costretti ad abbandonare le loro posizioni e desistere dall'attacco.
L'efficace tiro dei legionari colpiva il mortaio rendendolo inutilizzabile
e causava perdite tra i fuori legge che erano visti trasportare
a spalle due dei loro uomini morti ed una decina di feriti. Nessuna
perdita da parte dei militi. Erano recuperati 5 bombe da mortaio
diversi caricatori di moschetto e due cassette di caricatori di
fucile automatico.
Not. 13-4-45
Il 26 marzo alle ore
reparti di formazione della G.N.R.
germanici e Brigate Nere, di ritorno da un'operazione di rastrellamento,
venivano attaccati da fuori legge appostati in tutte le finestre
delle abitazioni di Moncalvo, dopo due ore di fuoco i banditi erano
messi in fuga. Erano uccisi i militi Francesco Cas
e Alfonso
Gu
e feriti 2 ufficiali, 2 sottufficiali e un milite.
Not. 14-4-45
Il 7 corrente, alle ore 6,20, nei pressi di Castello D'Annone
(Asti), un autocarro germanico scortato da legionari della Muti
era sorpreso in un'imboscata da parte di fuori legge appostati.
Undici legionari, un soldato tedesco ed un aviere erano uccisi e
gli altri sette superstiti, feriti, erano catturati.