REPUBBLICA SOCIALE ITALIANA

DONNE IN GRIGIOVERDE



S.A.F.

Servizio Ausiliario Femminile


 

Il 9 settembre 1943 vengono riaperte molte sedi del disciolto P.N.F.

Il 15 settembre 1943 con o.d.g.N.2 Mussolini costituisce il P.F.R.(Partito Fascista Repubblicano).

Una grande quantità di donne si presenta presso le sedi .

Nascono i "GG.FF.RR."(Gruppi Femminili Repubblicani) ed i "N.A.F." (Nuclei d'Azione Femminili) dai quali deriva il S.A.F.(Servizio Ausiliario Femminile).

Anche presso le sedi della ricostituita l"OPERA BALILLA" affluisce una quantità di giovani che vengono così organizzate:

"FIGLIE DELLA LUPA" da 0 a 8 anni

"PICCOLE ITALIANE" da 8 a 14 anni

"GIOVANI ITALIANE" da 14 a 18 anni

"GIOVANI FASCISTE"-"S.A.F." da 18 a 21 anni

Nel febbraio 1944 e' necessario coordinare le uniformi delle SAF che provengono sia dal PFR che dall'OB.

1) L'uniforme comprende una giacca grigioverde,una gonna pantalone,calzettoni,berretto con visiera.Le "ausiliare" delle Forze Armate portano sul bavero i "gladi" al pari degli altri militari.

2) Il distintivo del SAF è costituito da un bracciale coi colori bianco,rosso e verde come nel tricolore della Repubblica Cisalpina e con le sigle "S.A." .Il bracciale viene portato tanto dalle "volontarie" in uniforme,che recano inoltre uno "scudetto col fascio repubblicano e l'aquila" ,quanto da quelle in abito civile.

Furono circa 10.00 quelle che rimasero alle dipendenze del Partito restando autonome dalle FF.AA. non potendo prestare servizio continuativo.

Un migliaio circa indosso' l'uniforme tedesca della Luftwaffe (aeronautica).

 

S.A.F.

delle

Forze Armate della R.S.I.

 

 

Il SAF viene istituito il 18 aprile 1944 come Corpo delle FF.AA.Viene istituito il nuovo distintivo. L'uniforme si adegua con i colori del corpo di appartenenza.Il "basco" sostituisce quasi sempre il copricapo precedente.

Agosto 1944:2500 SAF in servizio e 6000 in addestramento.

Il loro giornale "DONNE IN GRIGIOVERDE"

Il loro motto"LA FEDE E' UNA COME LA PATRIA"

 

"Io sono sicuro che voi, camerate ausiliare, terrete fede in ogni circostanza e con animo purissimo al giuramento che oggi avete prestato, e ricordatevi: non lo avete prestato a me, ma lo avete prestato all'Italia!"

(Mussolini)

 

 

Corsi di addestramento

 

Partito Repubblicano Fascista
Opera Balilla
Xa FlottIglia Mas
1)-ITALIA 1)-AVANGUARDIA 1)-NETTUNO
2)-ROMA 2)-ARDIMENTO 2)-ANZIO
3)-BRIGATE NERE/ONORE 3)-SIRO GAIANI 3)-FIUMICINO
4)-GIOVINEZZA    
5)-FIAMMA    
6)-18 APRILE    

 

Fronte di NETTUNO: un reparto"SAF DECIMA" affianca il Btg."BARBARIGO".


Un reparto SAF è in Germania sul Baltico a sostegno dei Btg."Nebbiogeni del Baltico".


Un centinaio di volontarie (alcune sedicenni) della Brigata Nera "LA DISPERATA", di Firenze, partecipa ai combattimenti a difesa della città. 70 uccise in combattimento, 25, aresesi, fucilate dai partigiani (numero ufficiale da fonte del CLN). (1)


Un numero imprecisato combatte e muore nelle città dove viene organizzatal la "resistenza" dalle "Brigate Nere": Pesaro, Rimini, Forlì, ecc.


In alcune città si costituiscono le "Brigate Nere" Femminili:Trieste- "Brigata Nera Norma Cossetto".


L'ausiliaria "Angelina Milazzo", con la sua morte, mitragliamento aereo angloamericano, si merita la copertina della "Domenica del Corriere" del'11 febbraio 1945 -XXIII.

A fine guerra tutte furono perseguitate e molte barbaramente uccise.

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Una di loro:

Maria Pasquinelli, fiorentina, insegnante a Spalato, dopo l'occupazione "ustascia" si trasferisce a Trieste dove diventa membro attivo della Decima, continuamente in movimento, su incarico di Borghese, tiene i contatti con i Partigiani italiani tentando un accordo per salvare l'Istria, la Dalmazia e la Venezia Giulia (i partigiani italiani, su ordine di Togliatti, combattono invece per i comunisti titini); è presente alla cerimonia di smobilitazione della Decima a Milano.

Il 10 febbraio 1947, a Pola, in segno di protesta e per attirare l'attenzione degli italiani che si disinteressano di quello che succede sul confine orientale, uccide con 2 colpi di pistola il generale inglese de Winton che organizza l'esodo degli abitanti prima di consegnare quelle terre ai comunisti titini. Processata e condannata a morte dalle forze di occupazione alleate viene poi graziata. Il partito comunista italiano, titolare del Ministero di Grazia e Giustizia fino al 31 maggio 1947, si era mobilitato contro gli esuli dell'Istria :"Chi fugge da un paradiso comunista è un fascista".

L'esodo avveniva con trasporti della nave Toscana da Pola a Venezia dove i comunisti accoglievano con tentativi di "linciaggio" gli Istriani che scendevano dalla nave protetti dalle truppe anglo-americane.
Al grido di "fascista" tentarono di distruggere la bara di Nazario Sauro, l'ultimo trasporto fu dirottato a Trieste (Territtorio amministrato dagli Alleati) dove furono abbandonate le masserizie e gli esuli avviati in Italia nei vari campi di concentramento .

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(1) Curzio Malaparte nel libro "LA PELLE" (capitolo "Il processo") ne descrive una che sta per essere fucilata dai partigiani.

Altopiano di Asiago - Esercitazione con armi
Venezia Lido - Hotel des Bains - Ausilirie del I° Corso


Bassano del Grappa "Caserma Montegrappa" - Corso di Radiotelegrafia
Francesca Gasperini assassinata dai partigiani


 

DIARIO DI UNA AUSILIARIA: ALDA VIZZOTTO

P.d.C. 853        - 13/7/1944 XXII
Finalmente. Sono al corso d'addestramento. Non mi sembra neppure vero. Non mi sembra vera l'attesa lunga, il distacco dalla Caserma, dai bersaglieri, da Zirka.
Mi rivedo in treno sola, sola; risento l'urlo della sirena al passaggio a Vicenza, il treno fermo in campagna mentre sopra di noi passavano ondate di apparecchi.
Sono arrivata a Venezia alle 5.30 senza sonno perché tutta la notte ho fumato; appena arrivata ho preso simpamina per non presentarmi con la faccia imbambolata.
Arrivo inaspettata da Marisa, dopo aver sbagliato due o tre volte strada con la più grande disinvoltura del mondo, tanto c'era un gentile tizio che mi portava la valigia.
Con Marisa vado a Ca' Littoria, mi fanno aspettare , poi devo andare a Campo degli ARDITI, di qui mi  spediscono al Lido, Albergo al Mare “Hotel des Bains”. “A due passi dopo il vaporetto",  mi dice una ausiliaria; beh, chiamiamoli pure due passi, però per quei due passi mi faccio portare la valigia da un facchino, fino all'angolo però così io balda e fiera ho l'aria d'averla portata con le mie braccia.. Quando arrivo suona l'allarme; mi presentano alla Comandante, parole solite, mi fa andare in camera, poi colazione e poi in rifugio.( Però ci vuole del coraggio a chiamarlo rifugio!  tremava solo per gli spari della contraerea!!). A pranzo siamo in quattro per tavolo, le mie commensali non mi sembrano molto simpatiche
Forse sono troppo difficile!
Al pomeriggio rinuncio al riposo straordinario vado con le altre.
Passo ora a descrivere l'ambiente: Si entra dalla terrazza sul parco di fronte al mare; una ausiliaria è sempre di guardia e scatta sull'attenti al saluto dei civili e delle compagne. Nell'atrio c'è l'ufficiale di picchetto e il capoposto, in uno stanzino c'è il corpo di guardia, a destra c'è il corridoio che porta al Comando, infermeria, camerate; a sinistra  si passa nella. sala delle adunate e poi nella sala da pranzo, cucine e studio. Sulla terrazza del salone delle adunate facciamo l'alza e l'ammaina bandiera; alla porta del comando ci sono due piantoni che come le senti­nelle devono essere salutati, nessuna gira da sola nei corridoi, per ogni spostamento siamo inquadrate e comandate.
In rifugio ho potuto trovare la sorella di Valente e la Ciardullo,* (assassinata dai partigiani a fine guerra) ma non potremo stare molto insieme. In sala da pranzo siamo lontane, di camera pure e apparteniamo a tre diverse squadre ( io sono alla IIIa).
A dormire siamo in 3 o 4 per stanza, da noi siamo in 4, una signora di Milano simpaticissima, una ragazza di Gorizia pure simpatica e una terza antipaticuccia ( Nota: quella che un giorno a fine corso ha detto di essere salita sul Grappa in 3/4 d'ora! ) tutte però cordiali e gentili. Io, ultima arrivata, dormo in una specie di letto che se non fosse corto sarebbe anche comodo, devo dormire con i piedi fuori.
Sebbene stanca, non vorrei dormire così presto. Che strazio, suona già il silenzio. Un'ultima sigaretta e poi a nanna.

14/7/XXII
Ieri ho dimenticato di scrivere la profonda impressione ricevuta al momento dell'ammaina bandiera; sensazione ripetutasi stamattina. Irrigidita sul­l'attenti al grido di: 'Italia- Roma, Italia -Roma, Roma - Italia A Noi - Saluto al DUCE !, appello dei Caduti", mi son sentita percorrere da un brivido e anche la nostra preghiera mi ha commosso benché non sia mia abitudine.
Il canto di " Giovinezza" poi, cantato con tanto ardore, dovrebbe essere sentito da tanta gente che ancora dubita o non ne vuole sapere. Il fascismo non morirà MAI perchè è radicato nell'animo dei migliori e nessun evento, nemmeno, per assurda ipotesi, una sconfitta potrà farci rinnegare la nostra fede.

La mia giornata

( Pagina illustrata... da me) trascrivo solo i sottotitoli:
Ore 6.30 sveglia!
Ore 7.30 Alza Bandiera
ore 8 : colazione : una tazzina con due minuscoli panini, lauta colazione che ci fa fare indigestione
ore 8.30 Ginnastica ( quelle del corso Italia erano molto più brave di noi, questo corso Italia che ci ha preceduto viene sempre citato)
poi lezioni varie, seguite attentamente dalle ausiliarie delle prime file: nelle ultime si può anche dormire.
Prima di  fare ognuna di queste cose e di quelle che seguiranno ci aduniamo per squadre nella sala della tortura, cioè delle adunate, dove ci abituiamo a stare in piedi in silenzio; in piedi ci si sta, dato che non disponiamo di comode poltrone, in quanto al silenzio..... ne sa qualcosa la signorina Quarta, Comandante di compagnia, che ogni tanto fa: "Silenzio, vi consegno, non vi do la posta" e amenità del genere, col cipiglio più severo. Risultato: un attimo di silenzio ( qualche volta) e poi si riprende la conversazione.
ore 12.30 attenzione, attenzione finalmente si va a tavola: attenti riposo, attenti riposo attenti ..sedute; buon appetito (quanta ironia!) voci provenienti dalla tavola del Comando: silenzio, silenzio, vi consegno, silenzio, silenzio, è possibile che non riusciate a stare zitte, quelle del corso Italia.....
Poi: in piedi, riposo, attenti e .. adunata nel simpatico salone da dove andiamo, inquadrate, alle nostre stanze. Fino alle 16 possiamo riposare o fare quello che ci pare, senza però uscire dalla nostra camera.
Ore 16 sveglia, adunata, attenti,riposo, attenti, fate silenzio; poi studio fino alle 18.
Ore 18 - 20 ginnastica.
ore 20 Ammaina Bandiera (come l'alza bandiera, soltanto non abbiamo sonno, in compenso siamo stanche e affamate.
Ore 20,30 cena (come il pranzo cioè sempre scarso in proporzione alla nostra fame) Quando le nostre compagne che sono di turno per il servizio tavola hanno finito di farci aspettare, adunata con quel che segue e poi a dormire, alle  21.45 ritirata alle 22 silenzio Si deve spegnere anche la luce.
Così termina la giornata normale delle ausiliarie, ci sono però delle allegre varianti, come  gli allarmi e allora si va in rifugio.
Qualche volta alla sera si va al cinema a vedere tre interessanti documentari; io proporrei di mandarci le punite, ed altre volte ( poche) abbiamo libera uscita dalle 17 alle 19, si esce regolarmente con tanti  programmi e poi si va solo alla ricerca affannosa di pasticcerie .

15/7/XXII
Oggi sono di guardia il servizio è un giochetto, turni di 1 ora, ricordo il servizio di guardia che facevamo al campeggio dì Roana, 2 o 3 ore sotto il sole col moschetto.
Ora l'unica emozione è fumare le sigarette di nascosto nel sottoscala del corpo di guardia. Chissà perchè le cose proibite hanno un sapore più buono, perfino le perfide Nazionali sembrano delle Serraglio o, sogno lontano, delle Colombo.
Alla sera cinema, divertente - documentario sul .. clavicembalo, intermezzo di canzoni, poi rassegna di città italiane, ogni città provocava battimani da questo o quel gruppo, cosa oltremodo divertente. Ha fatto poi seguito un documentario sulle mucche ed altri interessanti quadrupedi. Mi domando ancora perchè non mandino le punite al cinema. Unico particolare interessante quando abbiamo cantato l'inno tedesco i camerati  tedeschi, compagni di supplizio, sono rimasti gradevolmente sorpresi.
( N.d.R. Al cinema andavamo inquadrate e prendevamo posto per squadra senza nessun contatto con i reparti maschili!!!)

16/7/44
Oggi grande avvenimento. Libera uscita. Però pioveva, sono andata da Marisa, ho girato per Venezia facendo il giro di tutte le pasticcerie. Mi sono molto annoiata e le mie finanze hanno subito una forte scossa. Ho avuto modo di constatare che oltre all'amor di Patria ci unisce anche la medesima razione rancio con gli allievi dell'Accademia Navale. Difatti una rosticceria del Lido e molto frequentata anche da loro. C'era anche il fratello di una mia amica. Possiamo parlare stando ognuno seduto al proprio tavolo; ci è severamente proibito intrattenerci con persone dell'altro sesso, anche se si tratta di camerati.

17/7/44
Oggi cultura militare e amministrazione; che barba! Sono cose che ho già imparato praticamente stando al Comando del            Reggimento “Manara" Non ho ancora scritto nulla sul tenentino che ci fa cultura militare: un fiero artigliere della someggiata, che è stato in Croazia ( queste 2 cose ce le ripete ogni momento, ci tiene moltissimo alla someggiata ed alla Croazia).
La Quarta ha chiesto 5 volontarie per essere interrogate domani in cultura militare. Io, in un momento di aberrazione mentale, mi sono offerta. Stasera copio gli appunti e domani studio. Ma chi me l'ha fatto fare? Il piumetto? Ora pianto il diario per cercare la bomba a mano (cioè gli appunti sulla bomba a mano) e domani che Dio me la mandi buona. Sono anche senza sigarette!

18.7.44
Mi sveglio prestissimo per studiare, ad un tratto sento cannonate e raffiche di mitraglia. In un attimo tutto l'albergo è in subbuglio, si pensa già a un tentativo di sbarco, sono invece soltanto dei tiri di prova, i cannoni sono vicinissimi e perciò abbiamo sentito tanto fracasso.
Bene, non c'è stato bisogno di sveglia, stamattina, però potevano avvertire, è mica questo il sistema di svegliare tante brave ausiliarie che vogliono andare al fronte! A qualcuna un'emozione del genere potrebbe far male.
I partigiani hanno messo una bomba a Ca’ Littorio (oggi Ca’ Giustinian, Sede del P.F.R.) che ha ucciso alcune persone fra cui una ausiliaria.
Oggi ci sono i funerali di questa nostra camerata. Mentre l'accompagniamo tutte al cimitero, cantando la preghiera del Legionario, molte braccia di operai si levano nel saluto romano al passaggio della nostra bandiera, è una cosa che ci ha fatto piacere.
E' la prima ausiliaria che muore e chissà quante altre di noi la seguiranno e forse fra non molto. Ma questo non ha importanza, purché l'Italia viva, purché non perisca il fascismo;  io e con me molte altre donne italiane siamo pronte a dare la nostra umile vita.
La grazia che vorrei è una sola, che il sacrificio di tutte noi non sia vano, che l'Italia ritorni una, libera, fascista e che il mare e le terre conquistate dal valore italiano ritornino a noi per sempre!
Nel pomeriggio sono stata interrogata in cultura militare, il someggiato mi ha tartassata per bene, dato che io sono qui da pochi giorni (sono arrivata a corso cominciato) ma ho risposto a tutte le domande che si facevano sempre più difficili fin che ha pescato una domanda che aveva a che fare perfino con la trigonometria! (l’istruttore ha poi riconosciuto che non faceva parte del nostro programma) e non ho risposto. In complesso sono contenta anche perchè la Comandante mi aveva chiesto come mai io, appena arrivata, mi sentivo già in grado di essere interrogata. " Piumetto" - E poi voglio che capiscano che quando voglio so fare qualsiasi cosa.
Domani ci sarà la consegna della fiamma al ns. corso che ha preso un nome che è un programma e un'aspirazione." ROMA"
Ci hanno dato le scarpe. Finalmente non si vedrà più gente che non può marciare perchè ha gli zoccoli o i tacchi alti.
E’ successa una cosa spiacevole. Nel fare le prove per la cerimonia di domani, gli alfieri sono passati solo con l’ asta delle bandiere (abbiamo quella del Corpo, la fiamma del corso precedente " ITALIA" e la nostra) noi tutte, tenente della someggiata e com.te Vincenti compresi, ci siamo messi a ridere. Peró la scena era proprio buffa e noi non avevamo nessuna intenzione di prendere in giro ciò che quelle aste rappresentavano. La comandante in seconda (Ida Valeri), invece, ci ha fatto un tale cicchetto!

19/7/44
Elettricità nell'aria oggi per noi del corso Roma. Ci hanno consegnato la nostra fiamma. Mi sono molto piaciute le parole del cappellano militare, un frate in gamba con molti nastrini sul petto, un frate italiano insomma.
Dopo la benedizione il gagliardetto ha fatto due giri sfilando dinanzi a noi, un fremito di orgoglio e di commozione. Molti visi erano rigati di lacrime, mentre irrigidite sull'attenti seguivamo con lo sguardo la nostra, fiamma - ROMA- Nome doppiamente sacro per noi, dobbiamo esserne degne, compiere il nostro dovere fino all'ultimo, anche se ci costerà sacrificio, anche se dovremo dare la nostra vita. Dobbiamo fare nostre le parole di un grande italiano:  Mazzini:IL MARTIRIO NON E' STERILE MAI!
Se noi sapremo sacrificarci, la nostra Italia, la nostra Idea saranno salve e non sarà vano nemmeno il sacrificio di coloro che ci hanno prece­duto nella via dell'onore. Oggi più che mai abbiamo sentito aleggiare intorno a noi lo spirito di tutti i Caduti che dal cielo degli Eroi ci aiuteranno nelle ore più difficili.

20/7/44 XXII
Gli anglo-americani si sono fatti vivi stamattina con un mitragliamento al ns. albergo. Chissà se era un avvertimento diretto a noi.
Qualcuna, più intelligente(o più fifona) si è gettata per terra lungo i corridoi. Ci hanno fatto scendere in rifugio. Ci aspettavamo un bombar­damento, ma non è successo nulla., meglio così perché con il solido... rifugio dell'albergo, se appena arriva una bombetta facciamo tutte la fine dei topi, il che non è molto allegro.
Nel pomeriggio ci hanno portato a Venezia al dopolavoro delle FFAA. a vedere il solito divertente programma . Abbiamo sfilato ( o siamo sfilate) con le nostre camicette nuove e con le nostre scarpe che hanno suscitato l'ammirazione e l'invidia di tutti i veneziani. All'entrata del cinema qualcuno ha fischiato. Ecco la nostra risposta:

“Eja eja- eja - eja- eja eja alalà..  le volontarie eccole quà.
Me ne frego è il nostro motto -me ne frego di morire Me ne frego di Badoglio- me ne frego anche del Re
Ce ne freghiamo della galera camicia nera trionferà
Con Mussolini e l'emme rossa alla riscossa vogliamo andar Ce ne freghiamo degli assassini per Mussolini voglian morir

Tranne quando dovevamo inquadrarci per sei, (eterna tragedia del corso ROMA) tutto il resto è andato bene.
Ho finalmente ricevuto posta da Zirka, con una notizia molto buffa e che dimostra come anche i signori uomini siano pettegoli: secondo alcune voci io sarei non ad un corso di addestramento ma scappata con Pagani . Pagani è il sergentino  (chiamato Pupo per l'aspetto da bamboccio) che ha disertato portandosi via documenti, la rivoltella e i caricatori del capitano Incalcaterra. E' incredibile con quella faccia e con quello che diceva che abbia fatto una cosa tanto ignobile. Negli ultimi giorni prima della sua fuga era sempre accigliato e sembrava stravolto. Chissà può essere stato ricattato dai ribelli. Speriamo che venga tutto messo in chiaro.

21/7/44 XXII
Anche oggi, nonostante il proponimento, ho approfittato della libera uscita per andare a Venezia dove mi sono solo annoiata, unica soddisfazione ho scoperto un posticino dove si può avere un delizioso budinetto!

23.7.44
Ieri ho fatto il bagno con il costume da sole di tela ( non avendo altro a disposizione, però c'era anche qualcuna in sottoveste o in prendisole; è stato buffissimo e ci siamo divertite un mondo, più di quando si va a Venezia. Sono ritornata con un appetito formidabile e - somma gioia – sono riuscita ad avere un bis!
Oggi sono di servizio tavola. Per due giorni dovrò accontentare le mie compagne che poverine hanno fretta e io so quanto è brutto aspettare. Per servirle in fretta litigo con le amate e gentili colleghe per i turni. Ce n'è una talmente antipatica che piglierei volentieri a schiaffi. Per fortuna, tranne qualche "scambio d'opinioni" tutto procede bene. Ci deve essere qualche forza superiore che mi ha trattenuto dal dare i piatti in testa a qualcuno.
Il servizio tavola sembra una cosa da nulla ma a furia di portare vassoi carichi, alla sera i muscoli delle braccia dolgono.

24.7.XXII
Secondo giorno di servizio tavola, si è chiuso con un piccolo incidente: abbiamo rubato (col consenso della cuoca) una mela, per ciascuna, non tutte però. La signora Trentin ci ha fatto un cicchetto dicendoci che avrebbe dovuto consegnarci, però non l'ha fatto! Anzi ha detto che era contenta del nostro servizio. Meno male! Io e Riccio che eravamo maggior­mente responsabili abbiamo tirato un sospirone di sollievo.
La zitella della mi  mia stanza disgraziatamente era con me in servizio e non la finiva più di brontolare e che se la consegnavano avrebbe detto alle dirigenti che era stato, eccetera eccetera. Si è arrabbiata alle mie secche risposte ma in questo caso avevo perfettamente ragione. Non è mancanza di disciplina questa, ma " arrangiarsi"

25- 7 - 1944 XXII
E' passato già un anno. Un anno che sembra un secolo. E' venuto da noi il ministro ....è stato ascoltato con attenzione per quanto la sua parola non abbia eccessivo fascino. Ma perchè dicono certe cose a noi che non ne abbiamo affatto bisogno? Non sentono che la cosa che in noi inesauribile è proprio la fede, l' entusiasmo? Alla sua partenza è stato salutato con i ns. inni e con appassionate invocazioni al DUCE.
Mentre scrivo queste righe a tavola si sono raggruppate per cantare una nuova canzone:
Risorgi Italia - riprendi il tuo cammino Afferra l'armi - e caccia lo stranier..  Il sangue nostro - già bagna l'Appennino In piedi Italia - è questo il tuo dover..  Prendi o Italia - la nostra giovinezza Purchè tu viva nell'eternità.
Nel pomeriggio, Venezia. Nel solito salone ci siamo inquadrate e divise per squadre perchè non si ripeta la solita storia del per sei. Partiamo dunque in ordine perfetto, cantiamo le nostre canzoni mentre attendiamo il vaporetto.
Qui trovo, con gli squadristi, Bravi e l'altro impiegato di Venezia della Direzione Aviazione civile. Mio terrore perchè Bravi è un grande attacca­bottoni ed ero vicina alla comandante in 2a.
A Venezia sfiliamo, fra l'indifferenza, in piazza S. Marco, poi il Ministro Romano ha parlato nel cortile del Palazzo Ducale, provocando il nostro entusiasmo e quello dei pochi fascisti presenti. Le nostre canzoni sono sempre state molto applaudite ed è stato notato il nostro contegno serio e composto. Tutte, dico tutte, ci mantenevamo nella più rigida immobilità sia sull'attenti che sul riposo. Alcuni ufficiali di Marina hanno detto " Come sono ordinate e serie!" Finito il discorso nuova sfilata e manifestazione in Piazza S. Marco. Questa volta siamo passate fra due ali di persone che applaudivano. Eravamo stanche, senza voce, ma non importava, gli alalà al Duce, le nostre canzoni uscivano senza tregua dalle nostre labbra.
Una cosa che ci spronava era la soddisfazione che vedevamo negli occhi delle nostre Comandanti.
Mentre si attendeva il vaporetto che ci doveva riportare al Lido è venuto fra noi un giovane mutilato. La dott. Vincenti lo ha baciato e abbracciato tutte noi avremmo voluto fare altrettanto.
Nel vaporetto i marinai hanno cantato la canzone della Xa.
Con queste mise righe non ho forse saputo descrivere la giornata elettrizzante che abbiamo vissuto. Abbiamo potuto dare libero sfogo al nostro entusiasmo. Ho ho un solo grande desiderio: vedere il DUCE, non so cosa darei per poterlo vedere, per potergli esprimere tutta la mia devozione, per dirgli che mai verrò meno al giuramento prestato.
Alla sera doppia frutta per il nostro buon comportamento e, quel che più conta, abbiamo visto la Comandante soddisfatta. Era tanta la nostra gioia che abbiamo ringraziato il corso Italia, perché è il corso delle nostre dirigenti che, cosa degna di nota data la rivalità, una volta tanto si sono degnate dì elogiare il corso " ROMA".
Come se anche  il destino volesse premiarci, c'è stata posta quasi per tutte. Io ho ricevuto due lettere di Zirka, in una delle quale c'era una della mamma, spedita ancora a Verona, e due di Andrea.
Sono andata a letto contenta( anche, perché avevo qualche sigaretta, dono della generosa Chicchi.

26/7/44 XXII
La crocerossina stamattina ha fatto una conferenza con proiezioni; argomento interessante perché raccontava dei nostri fanti su tutti i fronti Ma ha voluto che ci interes­sassimo un po’ troppo a lei,  poi leggeva con una voce talmente monotona che invitava al sonno. Dopo la prima ora abbiamo avuto il tenentino che ci ha spie­gato la pistola con un sistema talmente sbrigativo che nessuno ha capito niente. La seconda parte della tortura cinese, cioè della conferenza,  era più avvin­cente ma. faceva un tale caldo che quando finì un nutrito applauso partì da noi riconoscenti per la ... fine.
E' venuta a trovarmi Marisetta.
Pomeriggio in spiaggia . Niente libera uscita. Hanno messo una bomba alla G.N.R.. E' morta un’altra ausiliaria. Anche noi cominciamo ad avere le nostre vittime del dovere.       

28/7/44
Molte ausiliarie ( una trentina) partiranno in questi giornî perché già assegnate. Fra queste anche la biondina mia compagna di stanza. Va a Verona, altre a Novi Ligure, altre a Torino. Mi spiace vederle partire ma nessuna delle loro destinazioni mi attira. Forse Verona ma non so nemmeno io se desidero o meno andare a Verona.
E' venuta la Dott.ssa Pendo a farci firmare una dichiarazione con la quale accet­tiamo il regolamento, io l'ho trovata inutile, non siamo forse tutte volon­tarie?
Visita anche della Com.te Valeri per cicchetti vari, io per fortuna. non c'entravo; la mia stanza è in ordine, se nessuno si prende la briga di esaminare i cassetti, e finora m'è andata bene.

29/7/44
Sveglia presto stamani, Con la Vincenti siamo andate all'ospedale di Venezia per la guardia d’onore alle salme di tre ausiliarie morte in un altro attentato terroristico alla Ca' Giustinian. Turni di 16 minuti impalate sull'attenti con un tanfo da svenire. Abbiamo coperto Il bare con la bandiera e credo che tutte noi, pur non conoscendo nessuna di loro , eravamo commosse! Una delle morte era venuta per la consegna della nostra fiamma … ed ora....
Pensiamo che non è improbabile che molte altre di noi fra poco o molto tempo possano morire. A me la morte non fa paura . Solo mi spiacerebbe per la mia mamma e perchè non potrei più dare il mio piccolo contributo per la vittoria.
Una cosa che a dirla sembrerebbe impossibile: abbiamo regolarmente mangiato con appetito fra un turno e l'altro!
Nel ritorno al vaporetto abbiamo trovato le fortunate che domani fanno il giuramento perchè lunedì partono. La loro allegria ci ha contagiato e abbiamo cantato e inneggiato tra lo stupore deî veneziani che già ci chiamano "l'esercito delle Petacci" ma noi abbiamo la canzone pronta:
Dei commenti della gente - non c'importa proprio niente chi non sente il suo dovere - molto meglio fa a tacere!
Pomeriggio marcia fino agli Alberoni . A Malamocco c'era il Conte di Savoia; lo stanno smontando perchè è fuori uso. Ci ha ricordato tutte le nostre belle navi, affondate o vendute al nemico dai traditori. Ma vinceremo e la flotta italiana risorgerà più bella e più potente di prima.

30/7/XXII
Ore solenni, ore tristi, ore allegre si alternano al nostro accantonamento. Ieri sera scena buffa perché nessuna voleva essere di servizio; io, che avevo schivato per miracolo il servizio pulizia piatti perchè avevo sosti­tuito una partente nel picchetto funebre, cercavo di nascondermi in tutti i modi, non tanto per la libera uscita, ma per andare a Venezia ai funerali delle camerate della GNR.
I funerali in S.Marco sono stati imponenti. Noi, come al solito, impeccabili e ammiratissime, abbiamo cantato la Preghiera del Legionario mentre in gondola passavano le bare.
Mi spiace non aver salutato il ten, Morosini, uno della Xa, e Toni, che erano a Venezia, ed io ero inquadrata. Mica per niente, ma mi avrebbero offerto delle sigarette che da noi scarseggiano sempre.
Ci ha parlato Asvero Gravelli, commovendoci ed entusiasmandoci. Mi è parti­colarmente piaciuto quando ha attaccato il Papa e  il clero. Ci ha poi fatto piangere quando ha parlato del giorno in cui sentiremo; "I reparti italiani hanno contrattaccato il nemico" . Le nostre belle divisioni stanno già scendendo.
Addio alle partenti questa sera. Io ero già stanca, avevo fatto anche una lunga nuotata in spiaggia. A tavola dolce, poi danze e baldoria, lacrime ed alalà, sorrisi e accidenti. Abbiamo fatto il diavolo a quattro. Abbiamo preso pentole e scope per fare la banda d'Affori, poi le lenzuola per le danze orientali. Anche le Comandanti e quelle del corso ltalia erano con noi. Quando ci siamo messe in squadra per andare a dormire la sig.na Quarta ha ricominciato il solito "silenzio, basta ragazze, silenzio".
In stanza ho trovato una nuova ospite. Salute! Non si può aprire la finestra e aumenta la famiglia! Lei dormiva pacifica, noi chiacchieriamo ancora un pò ma, sentendo un gran baccano, andiamo nella stanza da dove proveniva: c'erano la Quarta, la Zanier, la Parmeggiani, la Vittoria e qualche ausi­liaria che facevano una terribile cagnara. Avevano impiastricciato l'ufficiale di picchetto con marmellata ed era proprio buffa! Aveva perso la sua bella dignità! Ci fermiamo un po' e poi andiamo a dormire. Ma mi alzo per dire qualcosa a una della camera di fronte. Sono in pigiama ma senza i pantaloni e mi trovo di fronte la Com.te Valeri e la Vice Favero. Mi sono piantata sull'attenti e ho fatto un perfetto saluto. Cosa dovevano fare anno riso e detto "anche voi vi siete appena svegliate". E' passata la Quarta e la Zanier, stessa scena. Qualche chiacchiera con la Piticco e poi silenzio.

31.7.44 XXII
Dopo aver dormito poco, stamattina alle quattro, un gran baccano mi sveglia da tutte le finestre saluti
alle ausiliarie partenti. Cerco di aprire la finestra e forse per il sonno non ci riesco, mi riprovo e faccio fiasco, arrabbiatissima ritorno a letto, quando suona la sveglia ho un sonno terribile e .sono di guardia... due pastiglie di stenamina e avanti sempre.
Mi piace quando sono di guardia essere di sentinella. Il posto è  stupendo, la terrazza coronata di oleandri, il viale dei platani e, fra il verde, l'azzurro del mare. Oggi c'era molto vento, si sentiva il rumoreggiare delle onde e nell'azzurro del mare la schiuma bianca.
Si è sole, poche persone passano e si può seguire il corso dei propri pensieri. Anche se talvolta i pensieri sono molto tristi. Penso e quello che sarà la mia vita, non so dove sarò destinata, non so cosa farò, ma non è questo che mi spaventa. Il pensiero che mi ossessiona in questi giorni è un altro: mi sento terribilmente sola; ho la mia famiglia, ma la sento tanto lontana da me, anche se so che tutti mi vogliono tanto bene.
Sarà forse l' inquietudine di questi giorni in cui si aspetta di sapere la nostra destinazione. Ma certo non sarà molto vicina al fronte e io voglio andare in linea, il resto non mi interessa niente, farò il mio dovere ma cercherò in ogni modo per poter andare a sparacchiare.
Anche noi della guardia, naturalmente quelle a riposo, siamo state spedite ad ascoltare la lezione della dott.ssa Vanni. Almeno fosse stata una lezione di pronto soccorso, invece no ! Ci sta spiegando nientemeno che d'Annunzio. La tipa ha una voce talmente monotona che, come al solito, noi facciamo e pensiamo qualsiasi cosa invece di prestarle attenzione . Ma perché vuole annoiarci facendo l'intellettuale? A me d'Annunzio piace molto ma se è letto bene o se lo leggo da me.
E bellissima la dott.ssa Vanni, col vestitino a quadrettini bianchi e blu con collettino bianco alla collegiale! (Avrà almeno cinquant'anni)

1/8/44 XXII
Ultimo turno di guardia stamattina, il sole finalmente ritornato mi avvolge e di fronte il mare, il nostro Adriatico.... Tutto ciò è molto bello, ma il cambio tarda e io dovrei fare colazione. Finalmente arrivano con una bella notizia : libera uscita per tutta la mattina. Mi precipito a colazione, mi vesto in un lampo. A Venezia vado dallo zio e riesco a scroccare tre Serraglio; vorrei fumarle in camera, ma la tentazione è grande. Fumo la prima in vaporetto violando il nostro terribile regolamento e guardandomi attorno circospetta . E' andata dritta.

2.8.44 XXII
Lancio delle bombe a mano in spiaggia. Ora la gente ci guarda con una certa aria.....
Una della bombe (una SRCM), lanciata evidentemente male non è esplosa, nonostante il congegno di disattivazione il sig. Tenente non è andato a raccoglierla, ma ha fatto tirare fin quando è scoppiata. Però è stato bravo quando una volontaria invece di lanciare la bomba in. Avanti se l'é fatta scappare dalle mani ed è caduta all'indietro ai piedi nostri che aspettavamo il nostro turno; il someggiato l'ha. velocemente ripresa e lanciata avanti.
Nel pomeriggio è venuto un volontario di guerra            a consegnarci il fazzoletto cremisi di volon­tarie. Ci ha parlato sollevando un delirante entusiasmo, ma la giornata non è finita; dopo la nostra sfilata per il Lido con il fiammante fazzoletto è venuto un mutilato di guerra che dopo aver parlato si é fatto raccontare alcuni episodi vissuti dalle nostre camerate istriane.
Ha parlato una dì Muggia che ha avuto il padre ammazzato dai ribelli e che lei ha vendicato uccidendone uno e ferendone un altro. Altre hanno fatto seguito con testimonianze sulla barbarie dei ribelli.
Peccato che mentre si stava ascoltando abbiano chiamato tutte quelle che sapevano scrivere a macchina per fare l'esame di dattilografia a Venezia. Cosa mi sarà saltato in mente di fare un corso di dattilografia?  (Va bene che credo non ci siano stati corsi che io non abbia fatto; preparazione alla vita coloniale, puericultura, vigilatrice di colonia, marconista, crocerossina e stenografia, taglio e cucito per non parlare di tutte le attività sportive sci, tennis, pallacanestro, ginnastica artistica, atletica leggera, pattinaggio a rotelle e i corsi per caposquadra, capo manipolo ecc. ecc.). Intanto questo esame mi è andato bene: Non che io fossi eccessivamente brava ma le altre erano peggio. Però non voglio assolutamente finire in un ufficio e fare l'eroina della Olivetti.
Al ritorno ci guardavano a Venezia. Eravamo quattro gatti e marciavamo per due con una tale importanza. Ci accompagnava la Comandante della 1° squadra, la signorina Elettra, carina, si da però un sacco di arie ed è molto civetta, specie col tenente della someggiata.

3/8/44 XXII
Altra giornate elettrizzante, è venuto Barracu, ci ha portato il saluto del DUCE. Sono inutili i commenti. Ogni medaglia ha però il suo rovescio, inizio degli esami, ho fatto quello di economia domestica e Pronto soccorso Pronto soccorso è andato bene, in quanto a economia domestica .... Mi hanno chiesto come si fa il pane… e che ne so io? Mica, faccio la fornaia .. ho cercato di rispondere " prendo la farina, il sale, il lievito impasto e mando al forno".  Replica l'insegnante; "troppa fretta" e un pò alla volta riesce a farmi fare il pane bene e mi manda via probabilmente con un 4. Spero di rialzare la media con l'armistica.
Dopo pranzo ci hanno lasciato in stanza. La nostra povera squadra, dopo la decimazione, è trascuratissima, mi son allora accodata alla squadra della Vincenti. Abbiamo sfilato cantando “ A      noi la morte non ci fa paura. " e Eja, eja, alalà". La Vincenti è una Pazzerellona., simpaticissima, ci insegna a cantare ed è adorata da tutte noi. E' fantastica quanto, un pò fuori centro, ci fa cantare e si mette a fare mille mosse.

4.8.44
Da due giorni mi sento talmente fiacca che mi sembra di non poter stare in piedi. Ciò nonostante ho fatto la marcia prima con la compagnia e poi con la mia squadra. Al ritorno messa.  Accidenti, questa non ci voleva; ero abba­stanza stanca; tutta la mia scienza militare se ne va ogni minuto di più. Sono interrogata con le prime "Voi  sapete tutto" mi dice il fiero tenente, mi chiede del moschetto, gas tossici, esplosivi e varie domande sul regolamento. L'interrogazione è andata benissimo, ho sempre risposto in maniera brillante, spero la mia media si aggiusti.
E' arrivata un'altra, romana, proveniente dalla Muti. Ausiliarie dirette al centro di Varese, amiche di questa, sono state sorprese in treno da un mitragliamento, parecchie ferite ed una morta. Il numero delle nostre cadute aumenta di giorno in giorno ma non fa niente basta che il nostro sacrifi­cio non sia vano.
Una notizia oggi ci ha fatto piangere di gioia. Graziani assume il comando delle truppe italo-tedesche in Italia. Le nostre belle divisoni al comando di Graziani faranno miracoli e noi saremo degne di loro.
Oggi ci ha parlato sul giuramento una nostra camerata, la Teja, con semplicità, ma ci ha commosso ed entusiasmato.
Stasera nuova lite con la zitella, mia compagna di stanza, sempre per la luce.
C'è stato il battesimo di Romano Italico, il figlio della Vincenti, niente scandali però, é un bambolotto che le hanno regalato. Il corteo di ragazze in pigiama e vestaglia con la R. vestita da sindaco era buffissima. Abbiamo svegliato tutti girando per i corridoi cantando, poi sono capitate la A. e la P. che facevano da sposi in viaggio di nozze; erano spassosissime. 
La A. è quella energicissima ma sempre simpatica comandante che da ordini con voce talmente forte ed energica che farebbe marciare anche i morti.
In barba alla zitellona sono andata a letto tardi con sua grande rabbia.

5. 8. 44
Conferenza sul giuramento di una prof.ssa che era già stata da noi; non é noiosa ma non mi andava di ascoltarla, invece hanno mandato anche noi di guardia ad assistere. 0ggi non avevo proprio voglia di ascoltare e mi sono messa e leggere per conto mio, disgraziatamente Gabriellino, ufficiale dì picchetto, mi in visto, sequestrato il libro e annotato nome e cognome, Come minimo sarò consegnata. Ne sono spiacentissima, non solo per il fatto che é la mia prima consegna ma perché non so cosa potrà pensare la comandante.
Ho parlato con la Zanier,  la consegna non me la leva nemmeno il Padreterno, mi ha detto, ma almeno .la Comandante potrà capire che non era incomprensione ma solo indisciplina. In definitiva io ho già regolarmente e solennemente giurato almeno tre volte (all'atto dell'iscrizione al P.F.R., quando sono andata. a lavorare al Sottosegretariato dell' Aeronautica ed infine quando mi hanno arruolato nei bersaglìeri e cioè prima ancora che le Ausiliarie nascessero ufficialmente).
Noia del corpo di guardia. Ore interminabili di sentinella che oggi non riesco a digerire. Per colmo di disdetta le altre vanno in libera uscita.

6/8/44 MAI
Mio primo pensiero di stamattina é stato di scrivere un biglietto di scuse alla comandante per l'affare del libro, scandalo noto a tutte, sebbene solo poche sanno che ero io la pro protagonista. Arrivo giù sola; la Quarta comincia a sbraitare perché non c'erano le altre guardie ed a mandarmi a destra e a  manca per la preparazione dell'altare ( oggi primo venerdì del mese, messa). Arriva, come al solito in ritardo, il cambio ma, disgraziatamente, sono di cucina interna.  Coraggio,  bisogna pelar patate pulire insalata e tagliare zucchine. Per fortuna le patate erano già cotte e non era proibito mangiarne!
Tanto per cambiare, ho intavolato una discussione, mi sembra però di aver fatto bene, una furba che non sapeva che conosco il Grappa come le mie tasche voleva darmi a bere che, con una " marcia forzata ",  è arrivata in vetta da Bassano in 45 minuti  e con 20 chili dì zaino e insisteva anche dicendo io non so cosa voglia dire marcia forzata. Però so benissimo cosa vuol dire fare il Grappa.
Finito il pranzo me ne ritorno pacifica in camera per cambiarmi e uscire; arriva una dirigente di cucina, la Da Co, che è della mie squadra, dicendomi hee non no finito Pazienza, torno giù, c'è da lavare il pavimento, dopo un po’, vedendomi stanca,  mi fa smettere e lavare le tazze. Una dei corso Italia mi dice " poverina". Sono, stufa, stufa!
Quante volte bisogna tacere qui dentro! Anche quando si avrebbe voglia di litigare. Ma finirà il corso e allora guai a chi mi dirà una mezza parola.

7/8/44 XXII
Prima adunata nel nuovo salone, abbiamo portato le sedie dal rifugio. L'altro giorno noi guardie si doveva uscire ma, logico, c'é stato un allarme aereo; allora lezione di canto e poi di regolamento.  Mi offro nuovamente volontaria di guardia piuttosto di sorbirmi lezioni noiose. Il sergente d'ispezione è una fanatica che fa alzare la guardia pure se passa un cane, provocando le nostre continue proteste.
Al pomeriggio tutte a Venezia, guardie comprese. Nel vaporetto ci stiamo appena, ci sono già tutti i marinai delle scuole.
Alla Fenice, il sottosegretario Basile parla a noi, ai marinai, agli ufficiali in congedo ed ai fascisti presenti sulla costituzione del nuovo esercito e sulle nuove divisioni. Ha detto che si comincia a far sul serio… Sarebbe ora! Attendo con ansia sempre crescente il primo bollettino del nuovo esercito e darei anche la mia vita purché fossero gli italiani a far fare fagotto a inglesi e soci.
Mi viene restituito il libro e la lettera di scuse. Perché? Però niente consegna, sarà però segnato il fattaccio nella mia scheda Personale.

9/8/44
Sono stata destinata a Novara. Niente licenza. Cicchetto della Comandante.

 

10/8/44
Venezia. Comando Generale. Mutilato a pranzo.

11/8/44 XXII
Addio Palazzo al Mare!  Chissà..... finita la guerra forse ritorneremo.. allora non più passi cadenzati, squilli di tromba, inni marziali. Ritornerà nei tuoi saloni la gente elegante e sfaccendata, non più le nostre divise semplici; la tromba di Agostino non chiamerà più le ausiliarie all'adunata non suonerà più il silenzio e al mattino non squilleranno le note dell'attenti che per l'alzabandiera ci facevano irrigidire mentre si issava il nostro tricolore, ma forse le tue mura conserveranno ancora l'eco dei nostri canti, del nostro passo cadenzato e quando torneremo , forse per ricordare il tempo passato ci sembrerà ancora di sentire  la voce delle nostre comandanti. Ritorneremo un giorno e se qualcuna mancherà all'appello, le altre riprenderanno " presente"! . Non addio Palazzo al Mare, ma arrivederci!
Siamo partite che era ancor buio, assonnate e un po’ stanche. Nessuna ha dormito stanotte, i saluti alle compagne, l'ansia della partenza, tutto ha contribuito a tenerci sveglie. A Vicenza scende la Boschiero con due altre. Io e la Cillario a Verona, le altre proseguono per Milano.
Noi proseguiremo lunedi per Novara. Appuntamento  per tutte a Milano domenica sera. Quelle di Genova, Torino e Milano, invece, hanno la capo­gruppo e vanno direttamente ai loro posti.
Arrivo a Verona, bella sorpresa, la filovia non funziona; per fortuna c'è qualcuno alla stazione che ci porterà le valigie. Andiamo subito in caserma, davanti al deposito trovo Zirka, abbracci commossi, tutti sono contenti di rivedermi, il tenente G. vuole che io e la Cillario pranziamo alla mensa. Mi sembra di essere tornata a casa mia, sono chiamata da un tavolo all'altro, devo raccontare a tutti dove andrò, cosa farò e più che mai sento il desiderio di rimanere, ma ormai .,.
II Colonnello Comandante è molto gentile e comprensivo con me, e dice che, se lo voglio, mi farà ritornare fra i bersaglieri. Dico si, speriamo che sia presto possibile. Dice che il Reggimento si aggregherà alla Divisione Italia. Alla sera cinema.

12/8
Quella scema s'è fatta pescare dalla Comandante Provinciale e dovremo ripartire domani mattina anzi che domani sera; l'avrei presa a schiaffi!
Vado in caserma anche oggi a salutare tutto e tutti. Ero incerta se farmi la permanente o meno, mi ha deciso il cap. Nerezzi dicendo che sembravo una strega. La permanente mi fa saltare la cena, in compenso ho mangiato tanti pasticcini in un posto che so io.
Al deposito il sergente S, mi ha regalato un sacco, così posso spedire a casa la valigia  che è ingombrante,    Zirka mi regala dei  cioccolatini. Addii commoventi  Mi spiace proprio di partire. Cosa mi aspetta a Novara?

13/8
Levataccia stamattina partenza alle sei. Ci accompagna il ten. C. alla stazione. In attesa del treno conosciamo un tenente dei bersaglieri che torna dalia. Prigionia. Si presenta al ten. G. e poi ci fa compagnia fino a Milano. Sentire dalla voce di chi le ha vissute tutte le cose che i giornali hanno scritto sui prigionieri di guerra mi ha fatto rabbrividire.  Avrei voluto abbracciarlo per tutto quello che ha sofferto, ma una cosa posso, possiamo fare tutte noi: cercare di essere degne di quelli che sono morti, di quelli che hanno sofferto.
A Milano  troviamo le camerate al posto di ristoro della stazione dove ci fermiamo a mangiare.
Facciamo poi un giretto per Milano, dove constatiamo, a nostre spese, che pasticcerie e gelaterie hanno prezzi proibitivi.
Arriviamo a Novara dove dopo una lunga attesa ci presentano alla com.te provinciale. Bella la casa del fascio di Novara. Mentre ci avviamo per il ns. accantonamento per la cena incontriamo un reparto della S. Marco appena arrivato che sta per sfilare per Novara. Ci  mettono , con le Com.ti di Novara e Vercelli in testa al reparto e sfiliamo con loro, assistiamo al loro rancio e ... finalmente ceniamo anche noi. Appena finito il dolce (eravamo in cortile con  le luci accese) sentiamo un ronzio sospetto e poi la bomba del solito Pippo. Andiamo poi al ns. accantonamento dove la comandante ci presenta alle ragazze come capo accantonamento (detesto aver donne ai miei ordini) , io ho la camerata del 1° piano e la Cillaria quella del II°, Troviamo l'accantonamento in subbuglio; due ausiliarie, uscite per andare in rifugio, sono state prelevate dai ribelli. Telefonate, ansia, arrivo di scorta armata e poi… le rapite arrivano fresche fresche.. i rapitori non erano precisamente dei ribelli!!
Si va finalmente a nanna.. noi siamo stanchissime (abbiamo dormito poco a Venezia per le divise, a Verona per salutare tutti, dopo una giornata di treno abbiamo sfilato e poi cantato con la S. Marco) e troviamo le camerate abbastanza sporche. In compenso noi “capesse” dormiamo nel letto delle suore, circondato da tendine, fantastico!! Però ci si dorme benissimo.
25/8/44
Tredici giorni senza diario, non so se riuscirò a ricordare tutto! Andrò con ordine: il giorno successivi al mio arrivo, giungono parte delle altre, altre ancora sono in arrivo. Sono assegnate al posto di ristoro della stazione. La capogruppo è la sig.na Monferrari (quella che a Venezia, al corso, non ci lasciava andare a prendere l’acqua) mentre la Cassise é capo nucleo. (Io a Venezia ho rinunciato a qualsiasi grado; detestavo i rischio di dover comandare a delle donne). Cambiamo di camerata, così finita la preoccupazione di tenere ordine fra le ragazze.
Il giorno del cambio di camerata c’è stata una mezza tragedia per una questione sorta fra ausiliarie di Venezia e civili, colpa in gran parte della Bergamin che, come al solito è stata villana, anche al corso era antipatica a tutte, indisciplinata, ecc. ecc.
Al posto di ristoro sto abbastanza bene; l’orario è un po’ scomodo.. Primo turno 5 – 14; secondo 14 – 23. Al ritorno, dal secondo turno, di sera, naturalmente, rientriamo di corsa con un certo batticuore ma mi sono  fatta prestare una bomba a mano e mi sembra così di essere sicura. Si provino e venirmi a cercare.. se non altro venderò cara la pelle.
Una sera, ero del secondo turno, ho lasciato il basco alla stazione. La mia compagna mi propone di tornare a prenderlo (rischiamo la punizione se ci pescano senza basco)… mi seccava tornare indietro ed abbiamo tirato dritto. Dopo un po’ suona l’allarme e il solito apparecchio fantasma (Pippo) lascia cadere una bomba nei pressi della stazione ma il più bello lo sappiamo la mattina seguente. Poco dopo la chiusura del posto di ristoro, i ribelli sono arrivati con un treno alla stazione e con due autocarri nel piazzale antistante e dal ponte illuminavano la scena. Dopo alcune raffiche di mitra hanno prelevato alcuni ferrovieri, i militi e due tedeschi. Davvero esemplare il loro comportamento !! Sravano giocando a carte!). Se c’ero anch’io avevo la opportunità di usare la mia bomba!!

1/9/’44
Da tempo non scrivo nulla; riassumo le novità: ora sono al distretto, ufficio matricola, capo il maggiore Petrini. E’ un ufficiale in gamba e con lui si lavora bene. Sono stata qualche giorno all’Ufficio assistenza col capitano Patanè (c’erano due ausiliarie che “non andavano”.. dopo molto armeggiare sono “sballate”. La Muzioli ed io abbiamo partecipato, armate di moschetto, ad una esercitazione perché, in caso di attacco dei ribelli, facciamo parte della difesa del distretto.
Giovedì scorso i partigiani (o “parmigiani” come li chiama il Capitano Grisani) hanno messo una bomba ad orologeria nella caserma Perrone che è contigua alla nostra. Noi eravamo a mensa ed abbiamo sentito una forte esplosione a seguito della quale parecchi vetri si sono rotti.

8/9/’44
E’ passato un anno! E la situazione non è delle migliori. Abbiamo gli inglese a poco più di duecento Km e i ribelli alle porte di Novara. Nonostante ciò, torniamo dalle prove alla sera tardi cantando le nostre canzoni.
Ieri sera doppia guardia (sono quelli delle Brigate Nere) intorno all’accantonamento, ci abbiamo riso sopra, però non si dorme troppo tranquille.

11/9/’44
Notizie della Genestrani (l’ausiliaria p…); era una spia dei ribelli. Ha però avuto la sorte che si meritava. Non è stata riconosciuta e le hanno sparato.
L’aspirante trombettiere che ci rompeva i timpani è stata prelevata dai ribelli mentre andava a casa in corriera… l’hanno ammazzata!
Mamma mi ha mandato una lettera di Luis è a Bolzano in campo di concentramento. Peccato, volevo essere io a farlo prendere.. mi hanno preceduto.

12/10 ‘44
Sono ondata con Anna all'Ospedale. I nostri " brigatinì" migliorano.
Lello ha fatto i capricci  stanotte: voleva bere, fumare, mangiava          le mele crude e non stava mai fermo. Il tenente dormiva, ma già ieri si era alzato: Abbiamo salutato anche il paracadutista feritonel crollo della " Perrone". Ha la spina dorsale incrinata. Torna a casa col busto ingessato. Guarirà. ma chissà per quanto tempo dovrà stare con l'ingessatura!
Ieri sera abbiamo saputo dell'imboscata tesa a Baveno al Col. Corrao. E’ morto con i suoi tre militi.
All' ospedale c' era Bravi. Siamo andate a visitare anche un ferito dì Baveno, un paracadutista di 17 anni. Il professore ha detto che non arriverà a domani. Doveva soffrire molto, ma non si lagnava, capiva tutto quello che noi  dicevamo e tentava di sorriderci.
Siamo andate alla casa Littoria. Nella camera ardente    c'erano le  salme del Col. Corrao e dei suoi militi. Sempre morti! ! E' noi non possiamo far niente, inchiodate in questi luridi uffici. Ma se mi presenterà l’occasione sarò spietata, crudele come solo sanno esserlo le donne quando odiano; e io odio con tutte le mie forze.
Questa sera, al “Broletto” ha parlato Ezio Maria Gray. Finito il discorso, il col. Celada ci ha presentato e il senatore ci ha rivolto parole di inco­raggiamento. Noi volevamo dire tante cose ma non siamo riuscite a dire nulla. Siamo tornate all'Ospedale, il  nostro paracadutista era ancora vivo ma ci sono poche speranze che resista.
I feriti della Brigata ormai stanno bene, io volevo aiutare la Parolo ( l'infermiera) col risultatto che ho rotto un piatto.
Il Ten. Provenghi è fuori pericolo, ci ha fatto vedere la foto della sua, bambina: un amore! Pensare che bastava che il proiettile fosse deviato di qualche millimetro perché non l'avesse più potutavedere. Maledetti ribelli,possano pagare un giorno vicino tutto il male che fanno .

13.10.44
I miei bersaglieri. del II° battaglione si fanno onore sul fronte dell'Appennino. Sono stati citati nell'ordine del giorno dal Comando Germanico.
Non so chi comanda il  Battaglione. Proprio ieri Zirka mi scriveva che il maggiore Vannata è diventato l’aiutante in prima del Colonnello. Mica scemo! Appena ha sentito odor di polvere si è messo al sicuro.. Vorrei sperare che lo comandasse Maltenti.
Chissà quanti morti e quanti feriti avranno già! Non voglio più stare qui, voglio tornare fra i bersaglieri, devo decidermi a scrivere al mio colonnello.
Stamattina c' è stata la messa per il figlio del Colonnello Biagi. Anche oggi servizio alla porta ma se quelle cretine delle nostre Comandanti non si decidono a farci le divise di panno mi piglio una polmonite.
Meno male che presto Concetta si sposa e spero ne arrivi una più in gamba.-
A mezzogiorno il paracadutista era ancoro, vivo, capisce tutto, ci riconosce, parla un poco, ma sta molto male, si è prodotto un ematoma nei polmoni, ha La febbre  non possono fare trasfusioni ne tentare l'operazione.
Non è giusto che muoia tanta gente per difenderci e noi non poter far niente per loro.
Anche il treno da Busto è stato assalito dei ribelli. Militari          morti due: un sottufficiale tedesco della Luftwaffe e un tenente italiano dell'aviazione. Anche fra i civili morti e feriti

14-I0-44
Ieri sera Anna ed io siamo rimaste in ospedale per assistere Luciano. Siamo state prima per terra con delle coperte e poi sulle sedie. Faceva freddo però! Il camerata di Luciano, Mario, è sempre vicino pronto a dargli il sangue non appena lo potrà ricevere. Già da due notti lo vegliava.. Lo abbiamo costretto ad allungarsi su una sdraio e si è subito addormentato. Luciano ha dormito con l'iniezione, la febbre è scesa e stamane gli hanno fatto la trasfusione.
Stasera Anna è andata a casa in permesso, io sono rimasta in ospedale. Sono andata a salutare il tenente Provenghi che ora viene un po’ trascurato, poi i " brigantini". Nella loro stanza sempre la solita baraonda:  devono, ridono,  fumano, non hanno più bisogno di infermiere.

 

La Comandante Piera Gatteschi
(cliccare per leggere)