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Codevigo (Pd) si ricordano annualmente le oltre
365 vittime dell'Eccidio perpetrato tra il 30
aprile ed il 15 maggio del 1945 dai partigiani
comunisti della 28ma brigata Garibaldi "Mario
Gordini", allora guidata dal noto Presidente
"onorario" dell'Anpi Arrigo Boldrini,
il cui nome di battaglia era: " Compagno
Bulow".
Giunti a Codevigo a fine aprile del '45, i partigiani
di Arrigo Boldrini cominciarono a "prelevare"
ed arrestare, nelle zone limitrofe, centinaia
di fascisti o presunti tali che, finita la guerra,
erano "tornati a casa" o erano sempre
stati a casa loro lavorando i campi o nelle
officine. Questi fascisti furono poi seviziati
e massacrati a gruppi lungo le rive del Brenta
e del Bacchiglione. La stragrande maggioranza
degli uccisi erano operai e braccianti agricoli
ravennati, colpevoli unicamente di aver aderito
alla Repubblica Sociale Italiana. Le persone
prelevate dai sicari di Boldrini vennero immediatamente
portate a Codevigo, dove furono ammassate insieme
a molti altri prelevati sempre nelle zone limitrofe.
A Codevigo, dopo essere stati sottoposti a brutali
sevizie e depredati di ogni avere, i prigionieri
vennero fucilati a gruppi lungo gli argini.
Molti di quei corpi furono portati via dalla
corrente del fiume; altri corpi furono sepolti
sbrigativamente o issati su dei carretti per
essere scaricati nei pressi dei vari cimiteri
della zona. Nella sola Codevigo verranno rinvenute
104 salme (77 in un'unica fossa comune), 17
in un'altra fossa a S. Margherita, 12 a Brenta
d'Abbà, 15 a S. Maria, 18 a Ponte di
Brenta.
In quei giorni di "caccia al fascista",
particolari attenzioni vengono riservate agli
abitanti del paese. Sospetti di simpatie fasciste
ed ex appartenenti alle Forze armate - segnalati
molto spesso per motivi di vendetta personale
- vengono prelevati dalle loro case e condotti
nella sede del CLN (l'attuale municipio) dove
si svolgono i processi contro i fascisti locali.
Presidente del fantomatico tribunale è
lo stesso Arrigo Boldrini che ascolta in silenzio
le accuse e le menzogne rivolte ai prigionieri
e poi, sempre in silenzio, emette il verdetto:
pollice in basso, condanna a morte; pollice
in alto - ma accade di rado - salvezza.
Due esempi valgano per dare l'idea di come vennero
"giustiziati" i condannati:
Corinna Doardo, maestra elementare. I partigiani
la prelevarono, la sottoposero a sevizie tali
che il medico accertò che solo un orecchio
era rimasto intatto, la fucilarono e abbandonarono
il cadavere nudo nel cimitero.
Mario Bubola, figlio del podestà del
paese, fu prelevato da casa e poi torturato.
Tentarono di tagliarli il collo con del filo
spinato; gli fu tagliata la lingua, infilatagli
poi nel taschino della giacca, gli furono tagliati
i testicoli che gli furono messi in bocca. Fu
poi sepolto in un campo di Erba Medica.Dopo
la "liberazione", il "comandante"
Arrigo Boldrini, il compagno Bulow, ex camicia
nera, è stato Segretario Nazionale dell'ANPI
(Associazione Nazionale Partigiani d'Italia)
di cui è attualmente Presidente onorario,
ed ha ricevuto la medaglia d'oro al valore militare.
Più volte deputato e senatore della Repubblica
nelle file del PCI ,nel 1989 ha aderito al PDS.E'
doveroso commemorare l'eccidio di Codevigo.
Il recupero della memoria storica è un
passo essenziale per rendere giustizia a coloro
che sino ad oggi non l'hanno ancora avuta. La
cerimonia, che vedrà partecipi a Codevigo
le associazioni combattentistiche della RSI,
unirà ancora una volta i giovani di oggi
ed i Combattenti di allora.
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