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SETTEMBRE: ITALIANI CHE NON SI ARRESERO
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Il
Gruppo AR.CO detto anche Gruppo Amerio
Il
I Gruppo Artiglieria Contraerea detto Gruppo
Amerio, così conosciuto per il
carismatico Comandante Alfonso Amerio, fu
il primo reparto armato della Repubblica Sociale
Italiana ad aprire il fuoco contro gli anglo-americani,
precisamente contro dei quadrimotori nei cieli
di La Spezia.
LArtiglieria Contraerea dellAeronautica
Repubblicana fu lerede della Milizia
Contraerea che aveva combattuto duramente
sino alla data dell8 Settembre per la
difesa dei porti e delle città industriali
del nord Italia e sui fronti delloltremare.
La Milizia contraerea allinizio venne
denominata Milizia difesa antiaerea
territoriale e fu una specialità
della Milizia Volontaria della Sicurezza Nazionale
(MVSN). In essa vennero incorporati i soldati
che nella Grande Guerra svolsero il proprio
dovere nei reparti di Artiglieria e di Mitraglieri.
Con il Regio decreto del febbraio 1930 il
nome mutò in Milizia difesa contraerea
territoriale, forza concentrata principalmente
nel Nord del Paese dove reclutò avanguardisti
e militi non aventi obblighi militari per
ragioni detà.
Questi legionari dovevano esercitarsi al tiro
ogni domenica presso la propria batteria e
recarsi una volta allanno alla Scuola
contraerei dellEsercito a Sabaudia dove
avvenivano esercitazioni con tiri collettivi
su bersagli fissi e mobili.
Durante la Seconda Guerra Mondiale la contraerei
si distinse per eroismo e valore, schierando
in tutta Italia ed in tutte le Colonie circa
85 mila uomini contro laviazione alleata,
pagando un altissimo contributo di sangue.
Il 25 luglio del 1943 la Milizia si difese
sparando con le mitragliatrici contro i nuclei
comunisti che tentarono dimpadronirsi
dei pezzi a Milano, Genova, Torino e Bologna.
L8 settembre i militi restarono al loro
posto, consapevoli che lo sbandamento e la
vigliaccheria non servivano a salvare le sorti
del Paese e della popolazione lasciata in
mano tedesca.
In merito riporto le parole del Comandante
Amerio apparse su ALI del 26 novembre
1944: 9 settembre. Spettacolo pietoso
e basso, avvilente e disonorante. Spettacolo,
strano a dirsi, macabro. Perché quei
soldati, fuggiaschi, calpestavano soprattutto
le tombe dei Caduti in guerra. Nacque
così lArtiglieria Contraerea
Repubblicana, incorporata nellAeronautica
Nazionale Repubblicana e formata da quattro
gruppi tra cui lAmerio,
che combatté con lalleato tedesco
fino alla fine della Guerra.
Dopo una breve parentesi allo scopo dinquadrare
meglio il contesto storico, narriamo ora le
imprese del reparto in questione.
Allinizio della Seconda Guerra Mondiale
Alfonso Amerio militò nelle batterie
contraerei mobili in terra dAfrica.
Al termine delle dure battaglie dAfrica
ritornò in Patria.
Alla data del 9 settembre 1943, il Capitano
Alfonso Amerio, si trovava a La Spezia al
comando della batteria Monte da
102/35, con la quale formò il I Gruppo
AR.CO. (Artiglieria Contraerea), meglio conosciuto
come Gruppo Amerio.
Il Capitano si rifiutò, a differenza
di migliaia di soldati, di scendere in campo
con gli anglo-americani e di conseguenza sparare
contro gli alleati tedeschi al fianco dei
quali aveva combattuto fedelmente una guerra
sanguinaria per tre anni. Sentiamo le sue
parole:
E mi hanno
creduto, quei forti, anche quando hanno visto
che in tutta Italia eravamo i soli ancora
in piedi, soli, senza aiuto da nessuno; perché
gli italiani, in gran parte, gettate le divise,
erano scappati e si nascondevano. Mentre altri,
in minima parte, fedeli, non avevano la possibilità
di aiutarci ed i tedeschi ben giustamente
diffidavano di un pugno di uomini che non
voleva né scappare né cambiar
bandiera, ma voleva combattere da alleato,
come prima.
Così il Comandante raccolse sotto il
tricolore, che fece sventolare anche dopo
l8 settembre, militari sbandati di tutte
le specialità, salvandoli dalla prigionia
e dalla macchia delle montagne.
Forte e deciso fu il suo grido: Vengano
i giovani nellAeronautica Repubblicana
a difendere le nostre città, siano
di esempio agli anziani di tutte le guerre.
Rialzeremo verso il cielo centinaia di bocche
da fuoco vicino a quelle del primo italianissimo
Gruppo.
E potremo, sotto il Tricolore dItalia,
rivendicare i nostri Caduti, partecipi attivi
della Vittoria che darà agli orfani
di guerra laria della vita, che asciugherà
il pianto delle vedove e delle madri dei nostri
Morti e darà vita alla nostra martoriata
Patria, vita libera, giusta e santa nel fervore
del lavoro che sarà grande come grande
è stato il sacrificio di sangue.
Il 20 settembre il Gruppo entrò in
azione contro i quadrimotori alleati danneggiandone
qualcuno, gesto che gli valse la distinzione
di Primo reparto repubblicano intervenuto
al fuoco che fregiò il Gagliardetto.
I tempi erano duri e molto difficili, i tedeschi
non vedevano di buon occhio questo pugno di
uomini che scelse di schierarsi al loro fianco;
gli indumenti, le munizioni e le calzature
scarseggiavano. Ma il Comandante Amerio trovò
la soluzione requisendo ai contadini tutto
il materiale militare depredato nelle caserme
e nei magazzini dopo linfausto armistizio.
Su questa vicenda il Comandante scrive:
mi
è di particolare soddisfazione ricordare
oggi ai miei soldati linizio della nostra
rinascita: la costituzione cioè del
Primo Gruppo di batterie italiane. Costituzione
che è avvenuta senzavere a disposizione
dei milioni e delle belle divise o delle lussuose
armi; ma con lassoluta certezza che
chi è morto per la Patria, chi ha lasciato
una casa vuota per questa giustissima lotta,
non sarà sconfitto. Quelli che erano
scalzi li abbiamo calzati con le scarpe militari
che avevano addosso i borghesi. Quelli che
erano scoperti li abbiamo coperti con le coperte
militari che erano diventate borghesi. Tutti
senza eleganza, senza propaganda, senza chiasso.
Alla fine di settembre vennero ricostruite
ed incorporate nel Gruppo quattro batterie
fornite con pezzi da 90/53: la Carnavio, la
Viseggi, la Palmaria, la Montepertego, aggiungendo
alla batteria Monte altri pezzi da 100/47,
nel frattempo recuperati.
Allinizio dellottobre del 1943
il Gruppo poteva disporre di otto pezzi da
100/47, otto da 102/35, quaranta da 90/53,
e su venti mitragliatrici da 20/65, facendo
cadere così la diffidenza degli alleati
tedeschi.
Le prime vittorie non tardarono ad arrivare.
Il 25 dicembre del 1943 lunità
abbatté uno Spitfire e ne danneggiò
altri due, il 20 gennaio del 1944 abbatté
due quadrimotori, il 27 successivo centrò
in pieno un Beaufighter ed il 3 febbraio abbatté
un Aircobra.
Il gruppo svolse unazione di sbarramento
presso La Spezia fino alla fine del marzo
1944, quando al Comandante Amerio venne dato
lordine di trasferire il reparto nella
zona di Verona con lo scopo di sostituire
un reparto della Flak (contraerea tedesca).
I militi si trasferirono per ferrovia nella
città scaligera portando con sè
tutto larmamento mobile.
Si dislocarono nei pressi di San Michele Extra,
inviando alcune batterie a Torricelle e a
Gargnano allo scopo di difendere da incursioni
aeree il quartier generale della Repubblica
Sociale Italiana.
Ben presto la fama del reparto crebbe in tutta
la Contraerea Repubblicana, ed il nome del
proprio Comandante venne riconosciuto e rispettato
in tutti gli organi militare dellRSI.
Alla fine del luglio 1944 il Capitano Alfonso
Amerio fu decorato di Croce di ferro di 2a
Classe e promosso, per merito di guerra, al
grado di Maggiore.
Intanto si susseguirono gli abbattimenti di
velivoli militari alleati, nei cieli del veronese,
il 26 luglio la quarta batteria abbatté
un bimotore Mitchell e due Beaufighter.
Ma le più splendide vittorie avvennero
nelle giornate dell11 e del 12 ottobre
del 1944, quando le aviazioni nemiche furono
colte da un incessante fuoco di sbarramento
effettuato dalle batterie del Gruppo.
L11 ottobre, quando i velivoli anglo-americani
entrarono nel raggio dei riflettori, le batterie
scaricarono sugli avversari unincessante
pioggia di proietti che fecero prima disperdere
una formazione di Wellington inglesi e poi
una formazione di Liberator americani. Uno
di questi ultimi aerei venne colpito in pieno
da un colpo e ritrovato pochi giorni dopo
a 12 chilometri di distanza.
Nella notte successiva, quella del 12 ottobre,
il Gruppo si mise nuovamente in azione coordinato
e condotto personalmente dal Maggiore Alfonso
Amerio.
La cadenza dei colpi si succedette al ritmo
di una granata ogni cinque secondi. Fu distrutto
un Wellington e le formazioni nemiche riportarono
serissimi danni.
Per tutta la notte le batterie, con un fuoco
preciso e serrato, abbatterono altri aerei
anglo-americani, costringendo il nemico a
ripiegare verso le posizioni di partenza.
Per i fatti appena citati, il Comandante dellAeronautica
Germanica in Italia, inviò il seguente
messaggio al Maggiore Amerio: In nome
del comandante supremo delle Forze armate
germaniche in Italia, Feldmeresciallo Kesselring,
ed a nome mio, invio gli elogi più
sentiti ai Gruppi di Flak pesanti ed al Gruppo
Amerio per il successo ottenuto durante la
difesa dell11 e del 12 ottobre 1944
con labbattimento di undici aerei nemici.
L esemplare successo deve essere di
orgoglio per tutti i Gruppi. Generale daviazione
von Pohl.
Alla fine dei due giorni il Gruppo abbatté
2 Liberator e 6 Wellington.
L Amerio continuò
la sua attività fino alla primavera
del 1945, quando venne dato il cessate il
fuoco e gli uomini, sabotando i pezzi e distruggendo
le munizioni, ripiegarono in Val dAdige.
Nota rilevante fu la promozione del Maggiore
Amerio a Tenente Colonnello avvenuta il 20
aprile del 1945 per meriti di guerra.
Il labaro del Gruppo venne fregiato di 1 Medaglia
dArgento (Mario Lorenzotti) ed 1 Medaglia
di Bronzo alla Memoria (Alfredo Remondini),
23 Medaglie di Bronzo al Valor Militare e
13 Croci di Guerra al Valore.
Questi militi dellAeronautica Repubblicana
con le loro imprese disturbarono e diminuirono
le azioni terroristiche compiute dai bombardieri
anglo-americani nei nostri cieli, azioni che
falciarono centinaia di migliaia di civili
italiani.
Così si chiuse una pagina di storia
che coinvolse un soldato dItalia, Alfonso
Amerio, uomo sempre rispettoso dei doveri
militari e civili, reo, per alcuni, di aver
combattuto dalla parte sbagliata.
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