|
Durante
la prima guerra mondiale luso dei gas
provocò circa un milione e quattrocentomila
intossicati e oltre centomila morti. La seconda
guerra mondiale, invece, nonostante tutti
i suoi orrori non conobbe, se non in maniera
del tutto episodica, luso di tali armi.
Né i Tedeschi, che pure avevano sviluppato
i micidiali gas nervini, né gli Alleati,
che disponevano di scorte ingenti di aggressivi
chimici, vollero avventurarsi su questa strada,
sia per la consapevolezza che un attacco del
genere avrebbe condotto ad una ritorsione
dalle conseguenze difficilmente prevedibili
ma sicuramente terribili, sia per il fatto
che lesperienza aveva dimostrato come
larma chimica fosse poco adatta alle
esigenze di una guerra di movimento.Discorso
parzialmente diverso deve invece essere fatto
per quanto riguarda le armi batteriologiche,
utilizzate in maniera limitata durante la
prima guerra mondiale e soltanto contro gli
animali: il rinvenimento di colture microbiche
nel 1916, presso la legazione tedesca in Romania,
portò alla conclusione che agenti tedeschi
avevano infettato intenzionalmente greggi
di pecore destinate alla Russia, ed episodi
del genere si verificarono anche in altri
Paesi, dalla Mesopotamia alla Norvegia. Gli
effetti di un tale strumento di guerra furono
però limitati al patrimonio zootecnico,
e i pochi casi di contagio umano furono sicuramente
casuali. Al riguardo è interessante
ricordare che il Colonnello medico tedesco
Winter, anni dopo il termine del conflitto,
scrisse di aver sottoposto al Ministero della
Guerra e al Servizio di sanità dellEsercito,
nel 1916, un suo piano per diffondere la peste
in Inghilterra, incontrando però un
netto rifiuto: il Direttore del servizio di
sanità lo congedò dicendo che,
se la Germania avesse realizzato un simile
tipo di aggressione, non avrebbe più
avuto il diritto di esistere come nazione.
Nella seconda guerra mondiale, invece, alcune
delle Potenze in guerra utilizzarono larma
batteriologica, in modo più o meno
esteso, contro gli esseri umani: documenti
e testimonianze hanno rivelato infatti che
Giapponesi (1) e Sovietici (2) costituirono
centri di ricerca speciali e diffusero, in
diverse occasioni, agenti patogeni mortali
fra le truppe nemiche e la popolazione delle
zone occupate. Gli altri Paesi, invece, concentrarono
le loro energie nella predisposizione di mezzi
di difesa contro possibili episodi di guerra
biologica, evitando luso offensivo di
tali strumenti bellici. La Germania, da parte
sua, creò il cosiddetto Comitato blitzableiter
("parafulmine") con scopi difensivi,
studiando i possibili attacchi e le tecniche
di difesa. Unica eccezione a questa decisione
fu rappresentata nel 1941 dal varo dell
"Operazione Speyr", che prevedeva
lausilio di agenti biologici: un tentativo
piuttosto singolare e del tutto fallimentare
diretto a distruggere le coltivazioni inglesi
di patate con la diffusione delle dorifere
(Leptinotarsa decemlineata, un coleottero
Chrysomeliade) tramite lanci aerei e sabotatori.
Anche gli Stati Uniti si limitarono a studiare
misure difensive e a predisporre bombe e proiettili
dartiglieria carichi di aggressivi biologici
da utilizzare come ritorsione in caso di attacco
nemico. Discorso parzialmente diverso deve
invece essere fatto per quanto riguarda la
Gran Bretagna: infatti, pur non utilizzando,
alla fine, tecniche di guerra batteriologica,
il governo di Londra prese in serio esame,
nel periodo della seconda guerra mondiale,
la possibilità di colpire lavversario
con il Bacillus anthracis, agente eziologico
del carbonchio salito agli onori della cronaca
in seguito agli episodi terroristici verificatisi
a partire dall11 settembre 2001. Lantrace
è una malattia contagiosa acuta tipica
degli erbivori, che tuttavia può essere
trasmessa anche alluomo attraverso il
contatto con gli animali infetti. Tipicamente,
linfezione si trasmette per via cutanea,
con i batteri che penetrano attraverso tagli
o abrasioni, per inalazione delle spore o
in seguito al consumo di carne contaminata
cotta in modo insufficiente: una categoria
a rischio era rappresentata dagli scaricatori
che nei porti maneggiavano pellame infetto.(3)
La cura con antibiotici è piuttosto
efficace, ma in assenza di una terapia adatta
il livello di mortalità è elevato,
oscillando fra il 20 e il 90% dei casi a seconda
delle modalità dinfezione. Il
decorso è piuttosto rapido, e presenta
caratteristiche differenti a seconda dei casi:
in particolare, linfezione cutanea è
caratterizzata nella fase iniziale da gonfiore
e prurito in corrispondenza della parte colpita
con successivo sviluppo di unulcera
non dolorosa, del diametro di due o tre centimetri,
con una caratteristica zona necrotica al centro.
Si gonfiano poi le ghiandole linfatiche e,
se la malattia non è curata con antibiotici,
i casi mortali sono circa il 20%; linfezione
per inalazione è la più grave,
con sintomi che nella fase iniziale possono
essere confusi con quelli del comune raffreddore
che si evolvono però in gravi problemi
respiratori e portano solitamente al collasso:
la mortalità, in questi casi, è
molto elevata. Linfezione intestinale,
infine, è caratterizzata da uninfiammazione
acuta del tratto intestinale, nausea, vomito,
febbre, dolori addominali, vomito e diarrea
sanguinolenti. La mortalità oscilla
fra il 20 e il 65% dei casi. Lantrace
era stato preso in considerazione dagli inglesi
come arma da impiegare in un possibile conflitto
a partire dalla seconda metà degli
anni trenta, attraverso lopera del Commetee
for Imperial Defence diretto dal Colonnello
Maurice Hankey. Listituto, che si avvaleva
dellopera di personaggi importanti come
il Premio Nobel per la medicina Frederick
Banting e Sir Edward Mellamby, segretario
del Medical Research Council, riuscì
a dimostrare lefficacia di questo agente
patogeno contro luomo, evidenziando
scenari apocalittici. La caduta della Francia
e il conseguente pericolo di uninvasione
tedesca della Gran Bretagna diedero una spinta
decisiva alla ricerca, e nel 1941 gli inglesi
erano in grado di produrre quantità
notevoli di spore del carbonchio, caricandone
proiettili di artiglieria. Il passo successivo
fu rappresentato dalla sperimentazione delle
nuove armi su alcune zone del Regno Unito:
non solo furono bombardati isolotti disabitati
al largo della Scozia, ma addirittura fu deciso
di evacuare lisola di Gruinard per valutare
gli effetti dellantrace su unarea
relativamente estesa. Gli abitanti di questisola
di 130 ettari ricevettero unindennità
di 500 sterline pro capite e furono evacuati
in altre località, mentre il governo
di Londra provvedeva a diffondere grandi quantità
delle spore mortali. I risultati andarono
oltre le attese e a modo loro furono un successo,
poiché il tasso di mortalità
fra le pecore liberate sullisola raggiunse
il 100%. Lantrace, però, si dimostrò
così persistente da rendere lisola
inaccessibile per molti anni, fino a che,
nel 1986, fu dato incarico ad una ditta specializzata
di procedere alla decontaminazione. Lintervento,
che costò più di mezzo milione
di sterline, richiese lutilizzo di duecentottanta
tonnellate di formaldeide diluita in duemila
tonnellate di acqua di mare: nellaprile
del 1990 il ministro della difesa britannico
visitò lisola e la dichiarò
abitabile, dando la possibilità ai
suoi antichi abitanti di riprendere possesso
delle terre che erano stati costretti ad abbandonare.
E curioso notare come coloro che accettarono
la proposta furono costretti a restituire
le somme ricevute al momento dellevacuazione.
I risultati ottenuti incoraggiarono evidentemente
le autorità britanniche, poiché
nel corso del 1942, sotto la guida del dottor
Paul Fildes, direttore del dipartimento di
biologia di Porton Down, nei pressi di Salisbury,
fu sviluppato un piano destinato a diffondere
lantrace sul territorio tedesco. Lidea
di base era relativamente semplice: si trattava
di lanciare sulla Germania alcuni milioni
di tortine di semi di lino infettate dallantrace,
così da provocare la morte di un gran
numero di capi di bestiame e la conseguente
riduzione delle fonti alimentari del popolo
tedesco. Naturalmente, e il particolare non
era certo trascurabile, una simile operazione
avrebbe provocato migliaia di morti anche
fra la popolazione, perché linfezione
si sarebbe inevitabilmente diffusa, con una
dinamica difficilmente prevedibile, fra gli
esseri umani. La produzione delle micidiali
tortine fu affidata alla J. & E. Atkinson
di Londra, una ditta specializzata in profumi
e saponette, fornitrice ufficiale della Casa
Reale. Nel mese di luglio del 1942 la Atkinson
informò il dottor Fildes che la produzione
aveva ormai raggiunto un livello pari a 40.000
pezzi a settimana, ad un costo compreso fra
i 12 e i 15 scellini per ogni migliaio, e
che entro la primavera dellanno seguente
sarebbero stati pronti oltre 5 milioni di
pezzi. Per ragioni di sicurezza lantrace
veniva preparata nei laboratori veterinari
del Surrey, mentre lo strumento per inoculare
i bacilli nelle tortine era stato realizzato
da un professore di Oxford, il dottor Schuster.
Agli inizi del 1944 loperazione, che
aveva ricevuto il nome in codice di "Vegetarian",
era pronta a scattare: occorreva soltanto
aspettare il momento adatto, che secondo il
dottor Fildes era rappresentato dai mesi estivi.
In quel periodo, infatti, lerba migliore
era ormai soltanto un ricordo, e quindi il
bestiame sarebbe stato particolarmente attratto
dalle mortali tortine di semi di lino. Proprio
lattesa dei mesi estivi condusse però
allabbandono delloperazione "Vegetarian",
poiché il 6 giugno 1944 gli Alleati
sbarcarono in Normandia rendendo sicura la
sconfitta della Germania. Come ha rivelato
un servizio di Robert Harris per la BBC nel
1981, Churchill aveva comunque preso in seria
considerazione anche unaltra possibilità
di attacco batteriologico contro la Germania,
diretto questa volta innanzitutto nei confronti
della popolazione civile. In una lettera al
Generale Ismay, nel luglio del 1944, il Premier
inglese, oltre a discutere un possibile impiego
dei gas sulle città tedesche, si dichiarava
disposto a fare "qualsiasi cosa"
che potesse colpire in modo decisivo il nemico.
Lantrace non era citata espressamente,
ma è sicuramente significativo il fatto
che, nel marzo di quello stesso anno, Churchill
aveva autorizzato lacquisto di mezzo
milione di bombe, caricate con la mortale
sostanza, dagli Stati Uniti. Anche in questo
caso le intenzioni non si tradussero in azione
essenzialmente per ragioni contingenti: i
militari informarono Churchill che lutilizzo
dei gas avrebbe ostacolato lavanzata
alleata anziché facilitarla, mentre
lantrace non sarebbe stata disponibile
in quantità sufficiente sino a metà
del 1945. Gli Inglesi intendevano infatti
colpire le città di Berlino, Amburgo,
Stoccarda, Aquisgrana, Wilhelmshaven e Francoforte,
ma per ottenere risultati soddisfacenti avrebbero
avuto bisogno di un gran numero di bombe:
in un primo tempo si pensò che ne sarebbero
bastate un milione e mezzo, ma calcoli successivi,
che tenevano conto della superficie da contaminare,
dei lanci probabilmente falliti e della dispersione
causata dal vento, condussero a raddoppiare
questo numero. Una simile quantità
di bombe allantrace, per fortuna, non
era disponibile, e non lo sarebbe stata ancora
per molti mesi. In questo modo, fu risparmiata
allEuropa una strage dalle proporzioni
difficilmente immaginabili.
NOTE
1. D. Barenblatt, A Plague Upon Humanity,
2004, tr. it. di F. Ardizzoia, I Medici del
Sol Levante, Rizzoli, 2004.
2. K. Alibek, Biohazard: The Chilling True
Story of the Largest Covert Biological Weapons
Program in the
World -Told from Inside by the Man Who Ran
It, Random House, 1999.
3. Si ringrazia per la consulenza il medico
legale, dr. Stefano Ricciardelli
4. R. Harris, in "The Daily Telegraph",
2 giugno 1981.
|