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IL
DISCORSO DEL MARESCIALLO GRAZIANI

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Ufficiali,
soldati, marinai, aviatori e militi delle
Forze armate d'Italia!
Popolo italiano tutto!
Assumo la dirigenza del Ministero della difesa
nazionale nel periodo più tragico della
nostra storia.
Chi vi
parla è il Maresciallo d'Italia, il
quale, durante la sua lunga vita di soldato,
ha ampiamente conosciuto fortuna e malasorte,
e, per le sue armi, il sole della gloria o
l'ombra dell'ingratitudine.
Adesso egli è stato chiamato dal destino
a stríngere il pugno intorno alla spada
per cancellare la macchia della vergogna,
con la quale l'infedeltà e il tradimento
hanno deturpata la bandiera d'Italia.
La fase di ogni tradizione militare è
il senso dell'onore.
Non il
popolo italiano, e neppure le sue forze armate
possono essere accusate di disonore e convinte
di tradimento: è stato, insieme con
la Casa Savoia, un uomo di nome Badoglio,
che ha perso il diritto di chiamarsi ufficiale,
avendo egli non soltanto tradito i nostri
alleati germanici, nipponici e delle altre
Nazioni impegnate con noi nella lotta comune,
ma ha ingannato altresì tutto il popolo
italiano con uno degli atti più disgustosi
che la storia degli uomini abbia conosciuto
nell'intero suo corso.
Un atto
tale da compromettere tutto un popolo per
generazioni e generazioni davanti al mondo,
nel suo onore, nel suo credito e nella sua
stessa capacità di contrarre nel futuro
accordi ed alleanze.
Il Maresciallo Badoglio dopo avere fino all'ultima
ora del giorno 8 settembre assicurato le autorità
germaniche della fedeltà alla alleanza
e sulla continuazione della guerra a fianco
di essa (e tutto questo quando giù
l'armistizio era stato firmato dal giorno
3 settembre) ha lasciato che dal 3 al 9 gli
anglo-americani completassero la distruzione
di Napoli ed attuassero quella di Frascati.
Compiuta
questa ultima azione criminale (i 6000 morti
di Frascati lo accusano) la notte sul 9 è
fuggito ignominiosamente trascinando nella
sua rovina il Re - e con lui sono fuggiti
tutti i capi militari
complici - abbandonando il loro posto di comando
e di responsabilità.
Badoglio
per la paura fisica della sua persona, non
ha neppure compiuto il gesto burocratico di
lasciare investito un qualsiasi Capo militare
di assumere la direzione di quelle operazioni
contro i germanici che chiaramente indicava
con la subdola frase compresa nel suo proclama:
« combattere contro tutti coloro che
avessero attaccato le nostre forze ».
Ad altri non poteva certo riferirsi.
Ha lasciato
così nell'anarchia e nel caos le forze
armate che nelle tragiche giornate del 9-10
e successive, senza guida, senza ordini, senza
condottiero e capi, si sono dissolte, hanno
abbandonato le armi, subendo così l'onta
e la vergogna, conseguenza del disonore seminato
da Badoglio sulla scia della sua sicura fuga.
Chi non ricorda con orrore, o Romani e voi
tutti cittadini di altre città, le
tremende giornate del 9 e 10 settembre quando
abbandonati a voi stessi, disarmate, indifesi,
avreste potuto essere veramente vittima totalitaria
ed olocausta dell'alleato tradito, se questo
avesse realmente voluto vendicare col terrore
il tradimento cui era stato soggetto?
Questo terrore al contrario non fu attuato
dai germanici ed ancora oggi è da precisare
chi in una tale caotica situazione, abbia
tirato il primo colpo là dove per istigazione
di Badoglio si è realmente combattuto.
Ma la reazione germanica al tradimento fu,
al contrario, contenuta nei limiti minori
possibili, in virtù della azione moderatrice
del Fuhrer che così agiva solo per
legami di amicizia e fedeltà che lo
stringono a Mussolini e per la iniziativa
di generosi comandanti, primo fra tutti il
Maresciallo Caviglia, che adoperammo la nostra
autorità ed influenza per ridurre al
minimo il danno e sedare gli animi.
Ma l'abitudine
di Badoglio a sabotare ed a tradire ha lontani
e vicini precedenti da Caporetto ad oggi e
saranno a suo tempo precisati agli italiani
perché il falso idolo sia finalmente
smascherato, denudato ed infranto.
Più di una volta io ho dovuto personalmente
constatare il sabotaggio che quest'uomo opponeva
contro gli sforzi guerrieri dell'Italia Fascista,
intesi a procurare pane e vita al nostro popolo:
e ciò per criminoso spirito di intrigo
e sete di potere.
Nei messaggi di odio e di cecità, che
egli ha testé indirizzato dal campo
nemico alla nostra gente infelice trascinata
da lui nella catastrofe, egli ha tentato di
giustificare il suo obbrobrioso voltafaccia
con lo sfavorevole andamento delle operazioni
militari.
Ma chi porta la responsabilità di tale
sfavorevole andamento se non Badoglio stesso,
che, quale Capo di Stato Maggiore Generale,
nei 21 anni decisivi precedenti al conflitto
dirigeva con piena responsabilità l'armamento
della Nazione?
E chi, se non lui, era il Capo dello Stato
Maggiore Generale durante la preparazione
e l'inizio della campagna in Grecia?
E durante la prima fase della campagna in
Africa Settentrionale?
Davanti
alla storia e davanti ai nomi intemerati dei
nostri commilitoni caduti per la grandezza
d'Italia, io pronuncio perciò solenne
accusa contro questo uomo che, abbandonandosi
ad oscuri istinti ed a torbide influenze,
ha la colpa della insufficiente preparazione
delle forze armate d'Italia.
Quando Benito Mussolini, il 25 luglio fu arrestato
sulla soglia della casa del Re, contro ogni
norma giuridica e contro ogni consuetudine
civile, e deportato, Badoglio si affrettò
a spargere la voce che ciò fosse stato
fatto per dare la pace all'Italia.
Era una menzogna.
Con disprezzo
ed arroganza Churchill ha svelato al mondo,
nel suo discorso ai Comuni, le singole fasi
delle trattative segrete con Badoglio. Ne
risulta chiaramente che questi non progettava
un armistizio con la mèta della pace,
ma con la mèta di continuare la guerra
nelle schiere dei nostri nemici e contro le
divisioni dei nostri alleati.
I nostri soldati ancora combattevano, sanguinavano,
morivano a fianco dei commilitoni alleati,
e già era deciso e firmato che le nostre
forze armate avrebbero dovuto, ad un dato
momento, attaccare con frode quegli stessi
commilitoni per poi continuare a spargere
il proprio sangue, quali mercenari senza onore,
sotto le bandiere dell'Inghilterra e degli
Stati Uniti.
Inaudita vergogna! E quanta miseria per liti
nelle parole di Churchill.
Inaudita
vergogna perché l'onore militare imponeva
che si continuasse la guerra fino all'ultimo
a fianco dell'alleata Germania e che la resistenza
fosse protratta ad oltranza, cadendo se occorreva,
ma con onore, per poter ripetere il motto
storico di Francesco I: « Tutto é
perduto fuorché l'onore », sommo
patrimonio per le Nazioni e per gli uomini.
Ma Badoglio che ha trascinato alla rovina
il popolo italiano, tenta ora di infamarlo
gettando su di esso la colpa per la pressione
subita dal concluso armistizio.
Non é vero che il popolo abbia voluto
una così infamante resa incondizionata.
Io ne rivendico la dignità mai smentita.
Il popolo
unanimemente afferma che se un armitizio doveva
concludersi, ciò avrebbe dovuto farsi
quanto mai al primo giorno della caduta del
Governo Fascista. E concludersi secondo le
leggi internazionali d'accordo con gli Alleati,
denunziando lealmente ad essi la nostra impossibilità
a continuare la lotta, e tutto il mondo ci
avrebbe compreso.
Perché Badoglio non ha fatto questo?
Perché
colpevole principale del complotto che portò
alla caduta di Mussolini, Badoglio asserragliato
nella sua sontuosa villa, avuta in omaggio
proprio dal Fascismo, tremò di paura
per il timore che una mano vindice lo colpisse
a seguito di qualche indiscrezione.
Tramò nell'ombra la resa infame, avvelenò
l'animo del popolo portando alla ribalta un
Governo bolscevizzante per narcotizzarlo ed
addormentarlo durante i 45 giorni del suo
malefico potere.
Infine egli concluse nell'oscurità
il patto disonorevole per tutto il popolo
italiano, e da quel momento pensò solo,
secondo il suo vecchio ed abusato stile, a
sottrarsi al pericolo con la fuga, lasciando
dietro di sé la rovina ed il caos.
Questo
é quanto afferma il popolo italiano,
né si illuda il Maresciallo Badoglio
di poterlo ulteriormente ingannare con la
sua blaterazione radiofonica.
Ormai il falso profeta é smascherato
dai fatti.
E sappia che il popolo italiano conosce perfettamente
che é da lui gettato nella guerra civile
e fratricida, la quale inesorabilmente dovrà
esplodere dal momento in cui egli ha affiancato
le forze armate dell'Italia meridionale a
quelle anglo-americane.
Combatteranno perciò i fratelli contro
i fratelli, sarà sparso il sangue comune
sul corpo martoriato della Patria, l'orrore
della guerra civile dopo secoli di fratellanza
italica, tornerà ad insanguinare le
zolle della Patria per sua colpa?
E quei prigionieri che hanno tanto sofferto
nei lontani campi dell'India, della Rodesia,
del Kenia, del Tanganica, ecc., sono oggi
soggetti alla sua azione di negriero arruolatore
per costituirne milizie a pro del nemico.
Camerati
tutti dell'Italia meridionale, e voi tutti
che soffrite nella prigionia, non aderite
alla parola infame di questo traditore, ma
al contrario sabotatene l'opera malefica.
Il sangue ricadrà su lui che un giorno
infallibilmente sarà colpito dalla
nemesi che dovrà annientarlo.
Per crearsi ulteriori alibi Badoglio sosteneva
ancora essere, stato l'atteggiamento della
Germania, dopo l'armistizio, a costringere
l'Italia ad attaccarla.
Ma anche
su questo punto lo stesso Churchill é
di opinione diversa. Egli ci svela infatti
che divisioni di. paracadutisti angloamericani,
in collaborazione col traditore, avrebbero
dovuto occupare Roma e che soltanto la prontezza
delle truppe germaniche, nell'assumere il
controllo degli aeroporti italiani, impediva
la esecuzione di tale piano, già deciso
assai prima che la Germania potesse sospettare
le trattative dell'armistizio. Ma allora basta:
su quest'uomo il popolo italiano e tutto il
mondo hanno ormai anticipato quello che sarà
il tremendo giudizio della storia.
Camerati,
é con dolore e tristezza che io devo
notare come anche il Re e la sua Casa non
possano salvarsi in questa drammatica e disonorevole
crisi. Gli annali millenari del popolo italiano
non conoscono infatti un Re, né un
Principe, i quali nell'ora del rischio abbiano
abbandonato la loro gente ed i loro soldati
per rifugiarsi presso il nemico.
I disertori, a qualunque rango appartengano,
non hanno più alcun diritto di chiedere
ad altri fedeltà e seguito.
E' perciò il Re stesso che col suo
atto ha distrutto il giuramento che a lui
prestammo con purezza di cuore e lealtà
di carattere ed al quale abbiamo tenuto fede
in tante gravi contingenze per la Patria.
Il Re ha così distrutto le forze armate
di cui pure fu comandante supremo, lasciandole
senza guida in un mondo di gigantesche lotte
fra le potenze.
Non solo materialmente egli ha perciò
posto queste forze a disposizione delle potenze
straniere, ma ha minato alle basi quei sentimenti
di onore, senza i quali nessun esercito può
esistere e durare.
A tutto ciò si contrappone la volontà
vitale di tutto il popolo italiano, la fierezza
di ogni soldato, degno di questo nome.
Pienamente
consapevole della mia responsabilità
nazionale e personale, io vi chiamo, camerati,
a collaborare.
Senza riguardo ad interessi personali o a
speculazioni politiche, col coraggio della
convinzione e con la virtù degli animi,
noi dobbiamo riconquistare all'Italia la purezza
dell'onore popolare, patrimonio preziosissimo
della razza, il Combattimento ed il lavoto,
non il tradimento e la infedeltà, restituendoci
la nostra indipendenza e la nostra integrità
territoriale.
Ed é per questo, solamente per questo,
che io offro tutta la mia vita entrando a
far parte del nuovo Governo.
lo vi garantisco che nulla vi sarà
chiesto che non serva a conseguire tale méta,
e che la sicurezza e la calma verranno ristabilite.
Inquadratevi
perciò volontariamente nel fronte nazionale
e popolare di un Fascismo repubblicano liberato
da ogni scoria di ambizioni e di cupidigie
personali.
Sotto la guida del Duce, che già una
volta ha salvato l'Italia dal naufragio dell'anarchia,
riprenderemo insieme la lotta contro la decomposizione,
la degenerazione ed il tradimento, contro
gli aizzatori ed i sabotatori di ogni specie.
Ripristinando l'onore, metteremo mano alla
costituzione delle nuove milizie del popolo
italiano, giovani, modernamente armate, idealmente
partecipi di una fede e di una volontà.
Ufficiali e soldati, ancora una volta il destino
vi offre una possibilità e vi schiude
le porte. La vostra
risposta deciderà sulla sorte delle
generazioni venire.
Con l'aiuto di Dio e con la purezza dei nostri
cuori, noi supereremo vittoriosamente la prova.
Viva l'Italia
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