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Il
documento che si riproduce quì sotto,
é la testimonianza della abnegazione
delle nostre ausiliarie che, volontariamente,
davano il loro grande contributo alla Patria.
Moltissimi agenti, inviati oltre le linee
nemiche, furono catturati e fucilati grazie,
si fa per dire, alle delazioni di altri italiani,.
indegni di tal nome, che comunicavano agli
Anglo Americani i nomi dei nostri agenti inviati
in suolo occupato. Chechi Fernanda era uno
di questi; altri furono più fortunati
o meno fortunati ed affrontarono coraggiosamente
la morte.
Lo scopo principale di questo scritto non
é quello di pagare il dovuto omaggio
alla memoria della Ausiliaria Fernanda Chechi!
Da decenni, infatti hanno imbottito i cervelli
della disgraziata popolazione italiana sulla
"legittimità" del cosiddetto
"Governo del Sud", la cui autonomia
era viceversa assolutamente nulla. In tutto,
infatti, predominava il Governo Militare Alleato
che, per sua concessione, demandava al governo
collaborazionista di Badoglio e successivamente
di Bonomi, solo ed esclusivamente compiti
amministrativi. Le leggi in vigore erano quelle
del Governo Militare Alleato.
Come si può osservare dalle foto allegate,
questo governo militare aveva anche predisposto
carta intestata per tutti gli usi, in lingua
italiana per l'uso dei cittadini da loro governati.
Il timbro e firma erano naturalmente degli
alti ufficiali addetti alle varie branche
della amministrazione. Il timbro definisce
anche la provincia e regione di Firenze mentre
nell'ordinamento italiano di allora le regioni
erano entità geografiche e solo le
provincie avevano un ordinamento legale con
propri organi e relativa giurisdizione. Si
può constatare, ancora una volta, come
l'unico governo legittimo ed autorevole, pur
con le limitazione dovute alla guerra, era
il governo della R.S.I. che emanava leggi,
ordinanze e decreti, che aveva una propria
autonoma organizzazione, un proprio esercito
e forze di polizia e, sopratutto, amministrava
giustizia sia ordinaria che straordinaria
bandiva la leva militare e gestiva un proprio
bilancio senza intromissioni da parte delle
Forze armate tedesche la cui giurisdizione
era limitata agli scopi bellici. Non esisteva
nel territorio della repubblica Sociale Italiana
la carta moneta di occupazione che, al contrario,
era l'unica moneta legale al Sud e rimase
in circolazione, con nostra vergogna anche
dopo la cessazion delle ostitlità.
Si sente spesso parlare della Repubblica di
Salò e non se ne comprende il motivo.
Infatti a Salò era installato solo
il Ministero della cultura popolare (Ministro
Mezzasoma, sottosegretario Almirante). Cosa
dire del Governo del Sud che era stato installato
a Ravello sulle amene montagne nel circondario
di Napoli e Sorrento? Perché non si
parla di Regno di Ravello? La reggia di Napoli,
dove si era accomodato Vittorio Emanuele nella
illusoria attesa che le baionette Anglo Americane
lo riportassero a Roma, doveva servire per
ospitare il Re inglese Giorgio V in visita
agli eserciti Alleati e, con due ore di preavviso,
fu comunicato al cosiddetto Re d'Italia di
lasciare Napoli non desiderando Giorgio V
d'Inghilterra trovarsi nella stessa cittàò
del Re nemico e sconfitto. Quale umiliazione
dovette provare Vittorio Emanuele; chissà
se, in quel momento, non si pentì di
essere stato lo strumento per la caduta di
Mussolini e della conseguente tragedia che
travolse l'Italia.
Ma,
a un certo punto, il nuovo e democratico (anche
se non eletto da nessuno, ed in rappresentanza
solo di se stesso) governo italiano, prende
in mano le redini del potere e con un roboante
proclama del Capo del Governo stesso, nominato
dal Governo Militare Alleato, Ivanhoe Bonomi,
da le principali direttive per la riscossa
della nuova democrazia.
Ecco
il proclama:
PROCLAMA
DI BONOMI
(ROMA
15 AGOSTO 1944)
II
Presidente del Consiglio on. Bonomi, in occasione
del passaggio all' Amministrazione italiana
delle province di Roma, Littoria e Frosinone,
avvenuto alla mezzanotte di ieri, ha indirizzato.
in data 15 agosto, il seguente proclama al
popolo italiano:
"Le Nazioni Unite
hanno aderito alla richiesta del Governo italiano
che altri territori, oltre quelli già
restituiti, ritornino sotto l'amministrazione
del Governo italiano a datare da oggi, secondo
le modalità e condizioni, necessarie
per la condotta della guerra.
II provvedimento concerne le province di Roma,
Frosinone e Littoria.
1. - Dato che alla data
del presente l'Autorità alleata ha
posto fine al Governo Militare Alleato nei
territori restituiti, in tali territori e
nei confronti degli abitanti di essi tutti
i poteri governativi e giurisdizionali, nonché
la suprema responsabilità amministrativa,
sono riassunti dal Governo italiano, fatti
salvi soltanto i diritti riservati alle Nazioni
Unite.
2. - Tutti i proclami e le ordinanze finora
emanati nel detto territorio dal Governatore
militare o, in suo nome, dai suoi delegati
ed in tali territori abrogati dal Governatore
militare all'atto della restituzione, sono
con il presente riconosciuti dal Governo italiano
validamente emanati per il tempo in cui hanno
avuto esecuzione ed aventi gli stessi effetti
giuridici come se fossero stati emanati dal
Governo italiano secondo la legge italiana.
Come tali saranno riconosciuti da tutti i
Tribunali e funzionari italiani.
3. - Tutti gli atti compiuti da qualsiasi
membro delle Forze Alleate, in applicazione
di tali proclami ed ordinanze, nonché
tutte le disposizioni ufficiali di qualsiasi
genere adottate dal Governo militare alleato
in applicazione di tali proclami ed ordinanze,
comprese le nomine e le rimozioni da qualsiasi
ufficio pubblico o privato, saranno riconosciuti
da tutti i Tribunali e funzionari italiani
come legali, validi ed impegnativi.
4. - Tutte le sentenze emesse dai Tribunali
Militari Alleati sono, con il presente, riconosciute
dal governo italiano valide e legali ed aventi
gli stessi effetti come se fossero state emanate
da Tribunali italiani. Come tali saranno riconosciute
da tutti i Tribunali e funzionari italiani
a meno che non vengano revocate o modificate
dalla Commissione alleata di controllo o con
il consenso di questa".
Come
si può leggere, parole ferme, parole
chiare, forse allora lo stile da imitare era
quello Mussoliniano.... E' solo sui contenuti
che l'attento lettore può comprendere
di che pasta fosse questo "governo legittimo"
e di quale autorità fosse "legittimamente"
investito:
1)
La "suprema responsabilità amministrativa"
(quindi nessuna forma di autorità ne
alcuna responsabilità che non fosse
amministrativa) era subordinata alle necessità
dell'AMGOT e ai diritti riservati alle Nazioni
Unite.
2) I proclami, ordinanze, o atti o disposizioni
del Governo Militare Alleato per i Territori
Occupati (AMGOT), sono automaticamente accettati,
fatti propri e resi operanti dal "legittimo"
governo italiano (che per detti atti non era
nemmeno stato interpellato!!).
3) Perfino le nomine e le rimozioni da qualsiasi
ufficio pubblico o privato saranno riconosciute
legali, valide ed impegnative! Come dire che
se Bonomi voleva licenziare la serva o l'autista
che era stato nominato da un sottotenente
inglese o americano, non era in graso di farlo!
4) La clausola peggiore e più umiliante,
le sentenze del Tribunale Militare Alleato
sono riconosciute, senza alcuna possibilità
di appello, a meno che detto appello non venga
accolto dalla Commissione Alleata di Controllo
(A.C.C.).
Come
libertà non era il massimo, forse era
il massimo solo come degrado morale di un
governo inetto e arrivato al potere sulle
baionette Alleate! Ma cosa non si fa per il
Potere?
Scriveva
Mazzini:
"guai a quei stranieri che mi dicessero:
tieni, ti porto a libertà! Basterebbe
questo perché li considerassi miei
eterni nemici..... !"
Ma
Bonomi sapeva nulla di Mazzini?
E'
opportuno concludere con la osservazione che
mai e poi mai proclami simili furono
emessi dal Governo della R.S.I. che, al contrario,
si batté con i denti per la spinosa
questione della "Adriatische Kustenland"
giustificata da Hitler esclusivamente da necessità
militari. La nomina di funzionari non fu
mai eseguita da Autorità Germaniche
i cui rapporti con la R.S.I. avvenivano tramite
Ambasciatore accreditato (il dott. Rahn) e
non tramite ordini di alcuna Commissione di
Controllo. Le provincie, inoltre, erano TUTTE,
compresa Trieste, Zara, Fiume e Gorizia, amministrate
da prefetti di nomina del Governo R.S.I. anche
se non graditi (come er es. Bruno Coceani
prefetto di Trieste) alle autorità
germaniche. Mai le Corti di Giustizia nella
R.S.I. si adattarono a convalidare sentenze
emesse da tribunali tedeschi, inesistenti
nella R.S.I., ad eccezione dei tribunali di
guerra che applicavano leggi di guerra (rappresaglie)
come tutti gli eserciti, anche quello italiano,
e mai subìrono la influenza dei tedeschi
ad eccezione del processo di Verona che fu
sicuramente istigato da Hitler in persona.
La stessa cosa va detta per la facoltà
di emettere leggi che era esclusiva prerogativa
del Governo Italiano della R.S.I. ed avevano
valore solo dopo la pubblicazione sulla Gazzetta
Ufficiale senza alcuna approvazione o benestare
di nessuna Commissione di Controllo.
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CLICCARE SULLE
IMMAGINI PER INGRANDIRLE A FORMATO LEGGIBILE
(peso immagini circa 3MB)
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| SI TRASCRIVE QUI' SOTTO LA PRIMA DELLE
DUE PAGINE RELATIVE ALLA COMMUTAZIONE
ALL'ERGASTOLO DELLA PENA DI MORTE COMMINATA
ALLA AUSILIARIA DELLA R.S.I. FERNANDA
CHECHI ACCUSATA DI SPIONAGGIO. LA LETTURA
DELLA SECONDA PAGINE E' SICURAMENTE PIU'
AGEVOLE. |
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QUARTIERE GENERALE
GOVERNO
MILITARE ALLEATO
PROVINCIA DI FIRENZE
DIVISIONE LEGALE
7 Marzo 1945
OGGETTO: Revisione di sentenza
Accusato: CHECHI Fernanda
Avvocato
..
Direttore delle Carceri di Firenze Via
della
Mattonaia N° 6 Firenze
La presente per avvertirvi che nel
considerare la causa
di
.CHECHI
Fernanda
che è
stato condannato da una Corte
Militare Alleata della provincia di
Firenze il
..
Giorno di
194
in
..
Il giudice incaricata della revisione
della sentenza ha emanato
Il seguente giudizio in merito:
CONDANNA A MORTE COMMUTATA
ALL'ERGASTOLO
Il Direttore delle carceri dovrà
aggiornare i registri
del carcere e prendere gli opportuni
provvedimenti necessari in
merito al giudizio di cui sopra e confermare
per iscritto
a questo ufficio quali provvedimenti
siano stati presi.
TIMBRO DEL A.M.G
(ALLIED MILITARY
GOVERNMENT)
PER LA REGIONE
E PROVINCIA DI FIRENZE
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HENRY L. GLENN
Maggiore JAGD,
Ufficiale Legale per la Provincia
e città di Firenze
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