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GIUGNO 1941: LA TRAGICA SVOLTA
E'
la data della drammatica e fatale svolta della
II guerra mondiale: l'attacco della Wehrmacht
alla Russia.
Il 22 giugno, alle 4 del mattino, von Ribbentrop,
ministro degli esteri della Germania, consegna
all'ambasciatore sovietico a Berlino la dichiarazione
di guerra e, quasi contemporaneamente, all'alba
dello stesso giorno, von Schulemburg, l'ambasciatore
di Germania a Mosca, consegna a Molotov la
stessa dichiarazione. La reazione di Molotov
fu: "Lei pensa che noi abbiamo
meritato questo?"
Le ipotesi dell'attacco sono infinite. Esse
vanno dalla smodata voglia di conquista attribuita
ad Hitler, al timore di un attacco alle spalle
della Germania che era sguarnita ad Est dovendo
concentrare le risorse militari ad Ovest.
In realtà la verità non è
ancora venuta completamente a galla essendo
ben nascosta negli archivi pieni di intrighi
di tutte le potenze allora partecipi del conflitto.
Trascurando le tante illazioni piuttosto semplicistiche
ed idiote come la smania di Hitler di conquistare
il mondo, dato per scontato che Hitler non
era, è vero, uno stinco di santo ne
tanto meno un benefattore dell'umanità
ma era tutt'altro che un cretino senza dire
poi che la conquista del mondo l'hanno effettuata
in fin dei conti altre potenze, si possono
fare solo delle ipotesi sulle ragioni della
entrata in guerra della Germania contro la
Russia Sovietica. Lo "scontro di ideologie"
non è un motivo sufficiente, tanto
è vero che, prima della entrata in
guerra, la Germania aveva firmato il famoso
patto Molotov Ribbentrop che scandalizzò
il mondo ma solo perché le altre potenze,
cioè Francia e Inghilterra, con la
onnipresente ed onnifacente longa manus degli
Stati Uniti, avevano tentato in ogni modo
di solleticare la cupidigia e l'"amicizia"
della Russia sovietica fin dal tempo della
guerra di Spagna. A partire dal 1939, data
dell'accordo Molotov - Ribbentrop, per due
anni, la Germania e la Russia avevano rispettato
l'accordo che aveva permesso ad entrambe le
nazioni di spartirsi la Polonia e poi attaccare
la Francia, passando per il Belgio, l'Olanda
e la Danimarca. Inoltre la Germania aveva
occupato la Norvegia con un balzo felino da
lasciare gli Inglesi sbalorditi e perdenti.
Dal suo canto, la Russia Sovietica aveva occupato
le tre repubbliche baltiche, la penisola di
Cola e una metà circa della Polonia.
Inoltre la Russia premeva su Romania e Bulgaria
nonostante fossero paesi alleati della Germania.
La Russia forniva materiali strategicamente
essenziali alla Germania secondo gli accordi
che la Russia aveva fino ad allora rispettato
con puntualità ma non si era voluta
sbilanciare ad entrare in guerra al fianco
dell'Asse se non dopo essersi assicurata (come
del resto facevano la Spagna e la Turchia)
della sconfitta certa dell'Inghilterra per
balzare alla gola del perdente. "Real
politik" purtroppo molto comunemente
diffusa tanto da far decadere i governi e
le nazioni del mondo al rango di squallidi
avvoltoi e affamati sciacalli sempre pronti
a trar vantaggio sia militare che politico
ed economico dalle disgrazie altrui.
La ragione più plausibile, forse l'unica
accettabile per l'attacco alla Russia da parte
della Wehrmacht, è quindi la mancata
entrata in guerra al fianco dell'Asse come
alleata. Grandi compensi erano stati offerti
da Hitler alla Unione Sovietica nella certezza
che l'entrata in guerra della U.R.S.S. a fianco
dell'Asse, spostando l'equilibrio di forze
a favore di quest'ultimo, avrebbe solo creato
l'imbarazzo della scelta nella divisione delle
spoglie dell'immenso bottino costituito dagli
imperi coloniali di Inghilterra, Francia,
Olanda e Belgio.
Non c'era quindi motivo di pensare ad una
"guerra di ideologie" o di religione
fra le due potenze. C'erano stati del resto
altri incontri con Molotov per cercare di
trascinare l' Unione Sovietica nella guerra
contro le potenze capitalistiche. Molotov
non aveva abboccato. E' da pensare, che Stalin
non si fidasse di Hitler e, per quanto generose
potessero essere le promesse di compensi a
spese degli Imperi Coloniali, non erano mai
così allettanti come le offerte degli
Stati Uniti. Che ci siano state trattative
ed accordi é scontato, tanto é
vero che nulla é stato mai detto alla
Unione Sovietica per aver incamerato metà
della Polonia oltre alle repubbliche baltiche,
parte della Finlandia ed altro. Il male del
mondo che era il comunismo, fu dimenticato
di fronte alla necessità di sonfiggere
la Germania. Una Germania vincitrice avrebbe,
senza esitare, diretto le sue forze armate
vittoriose contro l' Unione Sovietica mentre
l'America non lo ha fatto; segno che Stalin
aveva visto giusto. inoltre Stalin seppe valutare
il potenziale industriale degli S.U. che stavano
avviandosi verso una produzione di materiale
bellico inimmaginabile per qualsiasi altra
nazione.
L' ultimo incontro con Molotov, avvenuto a
Berlino, per tentare di concordare un piano
comune contro gli anglosassoni, era noto allo
spionaggio inglese il cui governo immediatamente
ordinò una incursione aerea sulla città
tanto che l'incontro dovette tenersi in un
rifugio antiaereo. (ore 9 min. 40 del13 novembre
1940)
Alla dichiarazione di Ribbentrop, che sosteneva
la fine prossima dell'Inghilterra, Molotov
obiettò: "Se è così
perché siamo qui in un rifugio? Di
chi sono le bombe che stanno cadendo?"
Da quella riunione che avrebbe potuto disegnare
una nuova strategia mondiale e cambiare la
storia, non venne fuori ciò che la
Germania desiderava: un accordo e una alleanza
per fronteggiare la potenza degli Stati Uniti.
Non va dimenticato, infatti, che gli Stati
Uniti erano, di fatto, in guerra non dichiarata
con la Germania fin dall'inizio delle ostilità
in Europa. Fin dall'inizio, infatti, il lavorio
diplomatico, il supporto informativo, i rifornimenti
di materiale strategico e di forniture militari
degli Stati Uniti, avevano da tempo inserito,
di fatto, il Nord America fra i belligeranti.
Quasi giornalmente il Primo Ministro Churchill
inviava umili, ossequiose, petulanti lettere
al Presidente Roosevelt non solo per tenerlo
minuziosamente informato di ogni novità
nel campo militare e di ogni iniziativa ma
per chiedere, di continuo, forniture di armi,
di materiale di ogni tipo, il suo personale
intervento per azioni diplomatiche che si
realizzavano in forti pressioni su paesi ancora
non belligeranti (dapprima la Francia per
convincere il governo a non arrendersi ed
a continuare la guerra dalle colonie e poi
la Spagna, con invio di grosse forniture alimentari,
Turchia, Grecia. Jugoslavia e, naturalmente,
l'Unione Sovietica. La titubanza di Molotov
e di Stalin, l'ambiguo gioco tenuto da questi
nei suoi rapporti e la reticenza ad entrare
in guerra a fianco dell'Asse si devono quasi
esclusivamente alle pressioni non solo degli
inglesi ma anche e sopratutto al lavorio continuo
e scarsamente occulto degli Stati Uniti.
Gli Stati Uniti avevano poi stabilito basi
aeree e navali in Groenlandia e in Islanda
(paese neutrale) per controllare e proteggere
i convogli navali di rifornimenti verso l'Inghilterra.
Questo mal celato impegno militare degli Stati
Uniti, non era certo in linea con il suo status
di neutralità ma chi avrebbe potuto
ostacolare gli Stati Uniti dal condurre, pur
non provocata, una guerra sporca e subdola,
non nota al popolo e contro ogni regola della
tanto conclamata libertà democratica?
Così, in cambio della cessione di alcune
basi militari inglesi (esclusivamente come
copertura) Roosevelt era riuscito a giustificare
al Congresso la richiesta di approvazione
della legge dei "fitti e prestiti",
che seguiva la precedente "cash and carry"
con cui gli Stati Uniti avevano rifornito
di armi e materiali strategici sia Francia
che Inghilterra. Con questa seconda legge
il governo degli Stati Uniti esercitò
il massimo sforzo per riarmare l'esercito
inglese sconfitto in Francia e in Belgio e
che aveva dovuto abbandonare completamente
il suo equipaggiamento. In particolare la
immediata consegna di 50 cacciatorpediniere
nonché il ripristino dell'arsenale
militare inglese annientato dalla sconfitta
di Dunquerque, permetteva non solo alle navi
mercantili inglesi una certa sicurezza sulle
rotte atlantiche ma anche una protezione della
marina USA, una ricognizione della Aviazione
con dati continuamente trasmessi ai servizi
inglesi. In altre parole gli S.U. erano, fin
dall'inizio, andati ben oltre i limiti imposti
dalle leggi internazionali che proibiscono,
pena la decadenza dallo status di nazione
neutrale, la fornitura ai belligeranti di
materiale strategico, di rifornimenti, di
armi, ecc. In altri termini l'America del
Presidente Roosevelt combatteva una guerra
nascosta creando tutte le condizioni per farsi
attaccare dalla Germania. Hitler evitò,
fino all' estremo, di riconoscere tale stato
di guerra non dichiarata, cercando, dal suo
canto, di assicurarsi il sostegno della Unione
Sovietica. Vero che le ideologie erano assolutamente
all'opposto ma, altrettanto vero che, di fronte
alle necessità di una guerra, le ideologie
si mettono da parte.(ubi arma leges silent!)
Esattamente come fecero i paesi democratici-capitalisti
che si allearono nella più innaturale
delle alleanze, con il "demonio"
comunista e, per anni e anni, fecero finta
di non vedere e non sentire. Non vedere ciò
che era sotto gli occhi del mondo e cioè
lo stato di oppressione e di illiberalità
che sottoponeva l'intero popolo della Unione
Sovietica a un regime di gran lunga più
autoritario e tirannico di quello Mussoliniano
o Hitleriano, un regime dove il terrore era
il meccanismo che obbligava il popolo ad accettare
il comunismo nella sua fase più tragicamente
acuta e sanguinaria.
La alleanza con l'Unione Sovietica, dunque,
era si ambita dalla Germania quanto dallo
schieramento opposto e, naturalmente, il braccio
e la mente dello schieramento opposto era
la poderosa azione persuasiva del presidente
Roosevelt. Nessuno dei contendenti storceva
abbastanza il naso sul fatto che il comunismo
era, fin d'allora, considerato la peste del
mondo. La Germania, in particolare, e, in
misura più ampia l'Italia, avevano
combattuto contro l'insediamento di un regime
comunista in Spagna proprio per tenere questo
bubbone lontano dall'Europa! Lo stesso Churchill
si considerava l'"arci-anticomunista".
Come poteva quindi accettare che, con la guerra
e la vittoria, una gran parte del mondo cadesse
sotto il giogo comunista ben più atroce
e pesante di quello germanico?
E' scritto (Churchill e altri) che in effetti
la Russia si stava preparando per attaccare
la Germania ma che non lo avrebbe fatto prima
del 1942, il che è plausibile visto
che, press'a poco per la stessa data, sarebbe
scattata la trappola che, provocando l'attacco
giapponese, avrebbe portato all'effettiva
entrata in guerra degli Stati Uniti. Proprio
gli Stati Uniti le cui industrie erano, nel
frattempo, state portate al massimo della
produzione di mezzi e materiali strategici.
A sostegno di quanto sopra esistono fatti
incontrovertibili. La Russia, legata alla
Germania da un patto di non aggressione, sollecitata
a schierarsi con le forze del Tripartito contro
le Potenze Occidentali, traccheggia dapprima
rifiutando infine di entrare in guerra con
le forze dell'Asse.
Allo stesso tempo, durante cioè gli
otto mesi di inutili trattative prima dell'attacco
del 22 Giugno, le Potenze Occidentali, in
primo piano gli Stati Uniti, non rivolgono
alcuna accusa all'Unione Sovietica, se non
sotto tono e senza alcuna ritorsione, per
aver attaccato la Polonia alle spalle ed aver
arbitrariamente fagocitato i paesi baltici
e parte della Finlandia. Per qual motivo le
candide vestali della libertà e della
democrazia non si strapparono le sacre bende
di fronte a questo ed altri oltraggi? Non
era stata data una "garanzia" alla
Polonia? Per qual motivo la garanzia era stata
il motivo della dichiarazione di guerra della
Gran Bretagna alla Germania e non anche alla
Unione Sovietica, colpevole delle stesse ingiustificate
violazioni? Per altro, mentre l'aggressione
tedesca poteva trovare qualche giustificazione
nel volere la Germania riprendersi ciò
che le era stato tolto con la pace di Versailles,
e cioè l'assurdo corridoio di Danzica
per dare alla Polonia uno sbocco al mare che
mai aveva avuto precedentemente, nessuna giustificazione
poteva ammettersi per la Unione Sovietica
che aveva occupato territori polacchi (che
peraltro occupa tuttora!) e intere nazioni
che inglobò nella Federazione Sovietica.
La chiave per comprendere questa apparente
anomalia è una sola: Roosevelt e la
sua politica di spartizione del mondo.
Proprio Roosevelt, nove mesi dopo la occupazione
della Polonia da parte della Russia Sovietica,
pubblicamente accusò l'Italia di Mussolini
di aver pugnalato alle spalle una nazione
amica (la Francia), accusa che l'Italia si
è portata dietro come ignominia per
tanto tempo, mentre lo stesso Roosevelt non
accusò mai l' Unione Sovietica di aver
aggredito, nove mesi prima, davvero alle spalle,
cioè ad Est, e senza alcun motivo dichiarato
e plausibile se non quello di partecipare
al bottino, la Polonia il cui esercito si
stava battendo ad Ovest contro le potenti
armate tedesche? Era già tutto previsto
e organizzato nelle diplomazie occidentali?
L'aggressione tedesca andava punita mentre
l'aggressione, ingiustificata e vile di chi
sarà poi chiamato affettuosamente "my
friend Joe", doveva essere accettata?
Davvero strano questo atteggiamento delle
Democrazie che gli storici non approfondiscono
a sufficienza. Ogni volta che il mondo è
stato preda di convulsioni o, più semplicemente,
ogni volta che, per i più vari motivi,
si sono creati squilibri nelle delicate alchimie
della politica internazionale, il mondo si
è alzato in armi a difesa degli interessi
minacciati che turbavano gli equilibri esistenti
oppure ha reagito mettendo in atto forme sanzionatorie.
La storia è ricca di questi episodi.
La, pur giustificata, guerra dell' Austria
alla Serbia scatenò il I conflitto
mondiale. Alle altre potenze nulla importava
della necessità della Austria di ottenere,
per il suo prestigio, adeguata riparazione
per l'assassinio del Principe Ereditario.
Il solo fatto che l'Austria avesse attaccato
la Serbia, fece scattare l'intervento delle
altre potenze. Esempi ve ne sono in quantità;
l'ultimo è rappresentato dalla occupazione
del Kuwait da parte dell'Iraq. Furore e vendetta
si sono abbattuti da quel giorno sull'Iraq.
Le conseguenze sono ancora sotto gli occhi
di tutti.
Ma la Storia registra alcune eccezioni. La
rivoluzione sovietica non destò alcuna
preoccupazione ne provocò alcuna reazione
nel resto del mondo che pur aveva da temere,
e successivamente da soffrire, per questa
mancata ingerenza. I successivi ottanta anni
provocarono incalcolabili e catastrofici danni
oltre a indicibili e innumerevoli lutti. La
coscienza del mondo ne fu sconvolta, la pace
minacciata e distrutta, gli equilibri stravolti.
Ebbene la Unione Sovietica, davvero cosa singolare,
non subì il minimo ostacolo, la minima
opposizione o intervento contrario da parte
delle potenze occidentali. Perché?
Non furono inviate truppe a sostegno dell'ordine
costituito, non furono date armi ai sostenitori
del vecchio regime o, comunque, agli oppositori
del regime comunista non ancora consolidato.
L'aiuto dato alla lotta contro la rivoluzione
russa non é pur pallidamente equiparabile
a ciò che fu fatto, (benché
la scala fosse ridottissima) in aiuto alla
Spagna.. e ciò da entrambe le parti..
Inutile dire che, anche in quella occasione,
la parte cosiddetta "democratica"
si schierò come un sol uomo con i "rossi"...
Perché??
Un eventuale intervento contro la Russia rivoluzionaria
ed a favore della Russia Zarista, avrebbe
potuto essere un ottimo argomento di pace,
di armistizio, in un momento quando le potenze
centrali erano ben lungi dall'essere sconfitte..
anzi ... con la sconfitta russa ai laghi Masuri
e la pace di Brest Litowsk la Germania era
ancor più forte! Si lasciò invece
che la rivoluzione bolscevica trionfasse,
. che si versassero fiumi di sangue e che
la famiglia regnante venisse trucidata...
Si é detto di una nave da guerra inglese
per salvare lo Zar e la famiglia imperiale.
Chi fermò quella nave?
In effetti non si ebbe alcun tentativo di
sforzo congiunto da parte di potenze interessate
.. e questo é ancora da spiegare e
da capire. Le potenze di allora, TUTTE le
potenze, pur avendo già sperimentato
lo sviluppo e l'evolversi (anche nell'Italia
pre bellica) della virulenza e della violenza
del socialismo massimalista e rivoluzionario,
fecero orecchie e occhi da mercante.. Non
può essere stato un caso.. In politica
certi avvenimenti non avvengono per caso ma
per cinico calcolo e per inconfessabili interessi..
Gli storici finora hanno taciuto..
Sarebbe interessante spulciare gli archivi
anglo franco americani dell'epoca.. quando
Wilson si preoccupava di negare Fiume all'Italia
perché l'entroterra era popolato prevalentemente
da slavi...immigrati sotto il regime asburgico.....
In situazione analoga, al contrario, la guerra
civile spagnola trovò tante nazioni
preoccupate di salvare la "democrazia"
che democrazia non era. Armi e forniture militari
piovvero dalla Francia, dalla Russia, dall'Inghilterra.
Gruppi di volontari corsero a dare la vita
per l'affermazione dei governi comunisti.
Addirittura piloti americani combattevano
con la stella rossa, simbolo della Spagna
Rossa, sulle ali. Ancora oggi la Spagna è
guardata con sospetto per i suoi anni di dittatura
Franchista. Perché, con lo stesso metro,
la rivoluzione bolscevica e successivamente
il regime terroristico sovietico non è
mai stato oggetto di forte opposizione se
non verbale e assolutamente inefficace?
Tutti gli Stati si affrettarono a riconoscere
il regime comunista e in occasione del successivo
secondo conflitto mondiale, la Unione Sovietica
ha ottenuto che tutte le sue aggressioni fossero
tollerate, che non si parlasse dei suoi crimini
di guerra, che nessuno si preoccupasse della
sorte della Polonia, che gli stermini perpetrati
dai sovietici passassero nel dimenticatoio
e così via; non si è mai parlato
di campi di concentramento in Russia, di prigionieri
maltrattati, denutriti, uccisi o usati come
lavoro schiavo.
Per tornare al tema principale, nel periodo
che va dal 13 novembre 1940 al 21 giugno 41,
la Unione Sovietica fu sottoposta ad un corteggiamento
incredibile fatto di dimostrazioni di forza
da un lato, lusinghe diplomatiche dall'altro,
promesse di aiuto da parte degli Stati Uniti,
suggerimenti e offerte di amicizia da parte
della Inghilterra, con lettere di cortesia
da parte di Churchill, invio di informazioni
segrete e così via. Una vera stranezza
per un personaggio di grande rilievo politico
che si era definito "arci-anticomunista"!
Insomma nessuno si preoccupava delle libertà
dei cittadini sovietici, dei diritti dei tanti
esuli e profughi, delle sofferenze della Polonia,
dei massacri di ufficiali polacchi trucidati
a decine di migliaia
ma tutti si preoccupavano
di garantirsi l'appoggio militare e strategico
dell' Unione Sovietica.
Quanto sopra va detto ad onta di tutte le
potenze occidentali, compresa la Germania
ma esclusa solo l'Italia. L'Italia fascista
ed anticomunista fu l'unica a non trescare
con Mosca.. Churchill, perché fosse
giustificato il cambiamento di rotta dal suo
più volte dichiarato "arci-anticomunismo"
viscerale alla alleanza con lo stesso, disse:
" ho solo un obiettivo, la distruzione
di Hitler, e la mia vita è da adesso
(attacco alla Russia) stata semplificata.
Se Hitler invadesse l'Inferno, io, come minimo,
farei ai Comuni un riferimento favorevole
al Diavolo". (Il giorno successivo
Churchill, in un discorso ai Comuni, ribaltava,
pur riaffermandoli, i suoi principi di dichiarato
anticomunismo e si impegnava a sostenere la
Unione sovietica nella lotta contro Hitler,
coinvolgendo, pur non avendone autorità,
nei suoi obiettivi e nelle sue dichiarazioni
anche gli Stati Uniti, anch'essi paladini
di anticomunismo.
Resta il dubbio dei motivi di queste scelte
(cioè della scelta di Churchill e di
Roosevelt), favorevoli alla Unione Sovietica,
che sono ingiustificabili e che hanno pesantemente
condizionato la storia del mondo fino alla
fine del secolo.
Un ulteriore indizio di accordi sottobanco
fra la Unione Sovietica e le cosiddette Democrazie
sta nella constatazione del fatto che, immediatamente
dopo l'attacco tedesco, ampiamente previsto
da Churchill come risulta dalle sue Memorie,
scatta il sistema di aiuti e di approvvigionamenti
alla Russia sia da parte inglese che americana.
Dall'altra parte cominciano anche le pressanti
richieste, da parte di Stalin a Churchill,
di aprire un secondo fronte in Francia. Stalin
voleva assolutamente e subito l'apertura di
un secondo fronte quando ancora non era stata
stabilita una alleanza formale fra la Inghilterra
e La Russia Sovietica. Orbene se non vi fossero
stati precisi accordi preventivi, la richiesta
del secondo fronte (che sarà soddisfatta
solo tre anni dopo) non poteva essere avanzata.
Eppure Stalin lo fece attraverso messaggi
diretti a Churchill e attraverso i canali
diplomatici offrendo perfino di mandare le
sue divisioni per il caso che gli inglesi
non si sentissero pronti a combattere ad ovest.
Successivamente, essendosi aperto il passaggio
dei rifoprnimenti attraverso il Golfo Arabico
e la Persia, Stalin chiese a Churchill di
aprire subito un secondo fronte o di inviare
30 divisioni inglesi a combattere in Russia
a sostegno della armata rossa! Richieste che
non furono mai accolte lasciando le Armate
Sovietiche sole ad assorbire il tremendo impatto
della offensiva tedesca che fu contenuta non
prima dell'inverno del 1941. (Stalin, furioso,
disse che le potenze occidentali "avrebbero
combattuto fino all'ultimo russo"!!)
Se non ci fosse stato un accordo sfociato
poi in una alleanza, le potenze occidentali
avrebbero potuto tranquillamente lasciare
la Unione Sovietica sola, (che bisogno c'era
di una alleanza a cui avrebbe fatto seguito
una pesante cambiale da pagare?) assistendo
alla sua agonia, per poi aggredire ad Est
la Germania il cui esercito e le cui risorse
erano andate perdute nel logorante inferno
(e inverno) sovietico. Tutto fa quindi supporre
che esisteva un ben organizzato disegno per
ribaltare l'accordo Molotov Ribbentrop contro
la Germania ed a favore delle potenze Atlantiche
e questo fu il motivo della svolta e dell'attacco
tedesco alla Russia.
Per i motivi su esposti, visto fallire ogni
tentativo di agganciare la Unione Sovietica
come alleato, con la promessa di una generosa
spartizione delle spoglie dell'immenso bottino
coloniale Inglese e Francese, la Germania
cominciò a temere il gioco subdolo
della Unione Sovietica. Del resto, vista la
pesante partecipazione degli Stati Uniti nella
guerra che si stava combattendo, la Germania
non considerava sostenibile la politica di
tolleranza fino ad allora esercitata nei riguardi
degli Stati Uniti. Era chiaro che le provocazioni
americane tendevano a un solo obiettivo: costringere
la Germania ad un attacco per farsi coinvolgere
in guerra e poter così giustificare
al popolo americano la necessità di
prendere le armi. Era sottinteso che lo schieramento
con il quale l'America si sarebbe allineata
era l'Inghilterra e il Commonwealth.
La Germania non aveva scelte e il tempo avrebbe
lavorato contro le sue possibilità
di successo. L'attacco alla Russia fu dunque
una necessità imprescindibile. Non
riuscendo e non potendo averla dalla sua parte,
la Germania decise di attaccarla e sconfiggerla.
Una volta sconfitta, la Russia sovietica avrebbe
fornito all'Asse immense risorse industriali
e materie prime, forniture di petrolio, carbone,
legno, ferro, rame, metalli pregiati, tutto.
Forse anche materiale umano ormai liberato
dal regime oppressivo di Stalin.
Dopo una accurata preparazione tattica e logistica
durata alcuni mesi, il 22 giugno 1941 le truppe
tedesche, con tre gruppi di armate per un
totale di 120 divisioni, passarono all'attacco
dando inizio alla più spettacolare
invasione dell'età moderna.
La campagna contro la Unione Sovietica fu
l'evento più importante della II guerra
mondiale; il punto di svolta perché
con l'enorme logorio delle sue forze e delle
sue risorse, la Germania andò incontro
alla fine delle sue ambizioni di vittoria.
Si può senz'altro dire che, come Napoleone,
anche Hitler cadde in una trappola mortale
che causò la completa rovina e la totale
distruzione del Terzo Reich.
E' chiaro che se l'Unione Sovietica scelse
il campo opposto ad Hitler, questa scelta
fu fatta dopo aver attentamente vagliato i
vantaggi offerti dalle due parti in contesa.
Poche promesse poteva fare Churchill ma molte
promesse poteva fare Roosevelt il cui gioco
è stato, come si vede da molteplici
accadimenti, il più sporco fra gli
sporchi giochi della politica mondiale.
Per quanto non provato, é certo, che
l'assetto del mondo diviso in due fu oggetto
di un accordo precedente a Yalta e Potsdam,
accordo che gli Stati Uniti hanno voluto testardamente
rispettare anche quando l'Unione Sovietica
non era più l'amico Joe ma la "peste
del mondo". Accordi rispettati nel '53
a Berlino e poi a Varsavia, a Budapest e poi
Praga. Ma perché? Nessuna risposta.
A suffragare l'ipotesi della combutta premeditata
fra Stalin e Roosevelt, sta il fatto che,
non appena subito l'attacco tedesco, l'immenso
sistema di rifornimenti americano, già
in piena attività per gli aiuti all'Inghilterra,
viene dirottato in appoggio alle armate sovietiche
e successivamente aumentato a dismisura prima
ancora che esistessero trattati di alleanza
e di collaborazione militare. Le richieste
di Stalin si fecero, da subito, arroganti
e pretenziose quasi a dire.. "mi avete
coinvolto adesso pagatene almeno in parte
il costo". Questo atteggiamento si rileva
più volte e durerà fino al termine
del conflitto. Affettuosa amicizia da parte
di Roosevelt, pronta e quasi ossequiosa collaborazione
da parte di Churchill. Sembra quasi che da
quel momento in poi, l'attenzione di USA e
Inghilterra sia solo quella di approvvigionare
la Unione Sovietica per dare mezzi, armi,
viveri, aerei, carri armati, parti vitali
come motori avio, gomma, alluminio, carburanti,
vestiario, in una parola, tutto, trascurando
gli altri fronti di guerra ma mantenendo in
vita le armate rosse che letteralmente si
immolavano disfacendosi contro le truppe di
Hitler. Fu proprio Stalin, lamentandosi della
mancata apertura del secondo fronte ad est
a dire che l'interesse degli anglo-americani
era quello di "combattere fino all'ultimo
soldato russo"! La vita dell'Armata
Rossa era in quel momento considerata una
priorità assoluta. Stormi di aerei
vennero in fretta e furia trasferiti dall'Inghilterra
alla Russia, convogli destinati ad approvvigionare
l'Inghilterra furono dirottati al porto di
Arcangelo con scorta inglese, nuovi collegamenti
ferroviari si realizzarono attraverso l'Iran
per portare la capacità di trasporto
a decine di treni al giorno. A tale scopo,
materiale rotabile, locomotive e rotaie furono
spediti dalla Inghilterra con costi enormi
di trasporto circumnavigando l'Africa e con
impegno di navi, mano d'opera e personale
militare a amministrativo. Ogni sforzo doveva
servire a impegnare al massimo la temutissima
macchina tedesca. Ora non è pensabile
che Stalin si proponesse per questo ingrato
scopo senza una chiara contropartita. E la
contropartita la si è vista subito
dopo la guerra quando metà del mondo
e, considerando la Cina, ben oltre la metà
del globo, fu consegnata, quasi senza colpo
ferire, al sistema sovietico.
Va detto che gli aiuti alla Unione Sovietica,
senza voler ricordare le mancate azioni ostili
in difesa della Polonia "garantita"
dalla Inghilterra, iniziarono ben prima di
una qualsiasi rapporto di "alleanza"
che fu in fatti stipulata successivamente.
Informazioni dei servizi di spionaggio inglesi,
furono recapitati a Stalin mesi prima dell'inizio
delle ostilità contro i tedeschi ed
aiuti militari immediati furono inviati in
Russia prima che fra le nazioni esistessero
e fossero stipulati accordi di alleanza e
di collaborazione militare. In particolare
bel 450 aerei con piloti furono inviati immediatamente
essendo l'aviazione russa stata distrutta
all'inizio della offensiva. Stalin ringraziò
sottolineando che non erano sufficienti..
Ah se qualcuno avesse donato 450 aerei dei
migliori (Hurricane) alla povera aviazione
italiana!!!
E' notizia di poche settimane fa che l'Inghilterra
ha finito di pagare, solo quest'anno dopo
oltre sessant'anni, l'enorme debito accumulato
con gli Stati Uniti per le forniture militari
in base alla famosa legge "cash and carry".
Nessun debito è mai stato pagato dalla
Russia Sovietica agli Stati Uniti per le identiche
forniture.
Perché?
E' l'ultima domanda senza risposta .. Sapranno
mai i posteri la cruda e trasparente verità?
Gli
storici britannici, fra i quali Winston Churchill
hanno reso noto le cifre degli aiuti militari
che gli angloamericani hanno fornito all'Armata
Rossa consentendole prima di resistere a Stalingrado
e, poi, di giungere fino al cuore Europa.
Ecco
l'elenco dei materiali bellici forniti alla
Russia Sovietica dagli Anglo-Americani dal
1941 al 1945:
- 9.214
carri armati;
- 12.230
aerei;
- 139.897
armi pesanti e leggere;
- 567.500
mezzi di trasporto;
- 330.000
apparecchi telefonici con 5 Km di cavo per
ciascuno;
- 4.796.500
tonnellate di petrolio, esplosivi, metalli
vari, caucciù, juta,
- 26.000
macchine utensili per l'industria bellica
ricostituitasi al di là degli Urali;
- 1.045
locomotive con scartamento sovietico;
- 8.260
vagoni;
- 6.000.000
di stivali;
- 23.000.000
di metri di panno militare per i soldati
sovietici.
E
gli italiani in Russia avevano scarpe di cartone!
QUELLE TRISTESSE!
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