22 GIUGNO 1941: LA TRAGICA SVOLTA


E' la data della drammatica e fatale svolta della II guerra mondiale: l'attacco della Wehrmacht alla Russia.
Il 22 giugno, alle 4 del mattino, von Ribbentrop, ministro degli esteri della Germania, consegna all'ambasciatore sovietico a Berlino la dichiarazione di guerra e, quasi contemporaneamente, all'alba dello stesso giorno, von Schulemburg, l'ambasciatore di Germania a Mosca, consegna a Molotov la stessa dichiarazione. La reazione di Molotov fu: "Lei pensa che noi abbiamo meritato questo?"
Le ipotesi dell'attacco sono infinite. Esse vanno dalla smodata voglia di conquista attribuita ad Hitler, al timore di un attacco alle spalle della Germania che era sguarnita ad Est dovendo concentrare le risorse militari ad Ovest. In realtà la verità non è ancora venuta completamente a galla essendo ben nascosta negli archivi pieni di intrighi di tutte le potenze allora partecipi del conflitto. Trascurando le tante illazioni piuttosto semplicistiche ed idiote come la smania di Hitler di conquistare il mondo, dato per scontato che Hitler non era, è vero, uno stinco di santo ne tanto meno un benefattore dell'umanità ma era tutt'altro che un cretino senza dire poi che la conquista del mondo l'hanno effettuata in fin dei conti altre potenze, si possono fare solo delle ipotesi sulle ragioni della entrata in guerra della Germania contro la Russia Sovietica. Lo "scontro di ideologie" non è un motivo sufficiente, tanto è vero che, prima della entrata in guerra, la Germania aveva firmato il famoso patto Molotov Ribbentrop che scandalizzò il mondo ma solo perché le altre potenze, cioè Francia e Inghilterra, con la onnipresente ed onnifacente longa manus degli Stati Uniti, avevano tentato in ogni modo di solleticare la cupidigia e l'"amicizia" della Russia sovietica fin dal tempo della guerra di Spagna. A partire dal 1939, data dell'accordo Molotov - Ribbentrop, per due anni, la Germania e la Russia avevano rispettato l'accordo che aveva permesso ad entrambe le nazioni di spartirsi la Polonia e poi attaccare la Francia, passando per il Belgio, l'Olanda e la Danimarca. Inoltre la Germania aveva occupato la Norvegia con un balzo felino da lasciare gli Inglesi sbalorditi e perdenti. Dal suo canto, la Russia Sovietica aveva occupato le tre repubbliche baltiche, la penisola di Cola e una metà circa della Polonia. Inoltre la Russia premeva su Romania e Bulgaria nonostante fossero paesi alleati della Germania.
La Russia forniva materiali strategicamente essenziali alla Germania secondo gli accordi che la Russia aveva fino ad allora rispettato con puntualità ma non si era voluta sbilanciare ad entrare in guerra al fianco dell'Asse se non dopo essersi assicurata (come del resto facevano la Spagna e la Turchia) della sconfitta certa dell'Inghilterra per balzare alla gola del perdente. "Real politik" purtroppo molto comunemente diffusa tanto da far decadere i governi e le nazioni del mondo al rango di squallidi avvoltoi e affamati sciacalli sempre pronti a trar vantaggio sia militare che politico ed economico dalle disgrazie altrui.
La ragione più plausibile, forse l'unica accettabile per l'attacco alla Russia da parte della Wehrmacht, è quindi la mancata entrata in guerra al fianco dell'Asse come alleata. Grandi compensi erano stati offerti da Hitler alla Unione Sovietica nella certezza che l'entrata in guerra della U.R.S.S. a fianco dell'Asse, spostando l'equilibrio di forze a favore di quest'ultimo, avrebbe solo creato l'imbarazzo della scelta nella divisione delle spoglie dell'immenso bottino costituito dagli imperi coloniali di Inghilterra, Francia, Olanda e Belgio.
Non c'era quindi motivo di pensare ad una "guerra di ideologie" o di religione fra le due potenze. C'erano stati del resto altri incontri con Molotov per cercare di trascinare l' Unione Sovietica nella guerra contro le potenze capitalistiche. Molotov non aveva abboccato. E' da pensare, che Stalin non si fidasse di Hitler e, per quanto generose potessero essere le promesse di compensi a spese degli Imperi Coloniali, non erano mai così allettanti come le offerte degli Stati Uniti. Che ci siano state trattative ed accordi é scontato, tanto é vero che nulla é stato mai detto alla Unione Sovietica per aver incamerato metà della Polonia oltre alle repubbliche baltiche, parte della Finlandia ed altro. Il male del mondo che era il comunismo, fu dimenticato di fronte alla necessità di sonfiggere la Germania. Una Germania vincitrice avrebbe, senza esitare, diretto le sue forze armate vittoriose contro l' Unione Sovietica mentre l'America non lo ha fatto; segno che Stalin aveva visto giusto. inoltre Stalin seppe valutare il potenziale industriale degli S.U. che stavano avviandosi verso una produzione di materiale bellico inimmaginabile per qualsiasi altra nazione.
L' ultimo incontro con Molotov, avvenuto a Berlino, per tentare di concordare un piano comune contro gli anglosassoni, era noto allo spionaggio inglese il cui governo immediatamente ordinò una incursione aerea sulla città tanto che l'incontro dovette tenersi in un rifugio antiaereo. (ore 9 min. 40 del13 novembre 1940)
Alla dichiarazione di Ribbentrop, che sosteneva la fine prossima dell'Inghilterra, Molotov obiettò: "Se è così perché siamo qui in un rifugio? Di chi sono le bombe che stanno cadendo?"
Da quella riunione che avrebbe potuto disegnare una nuova strategia mondiale e cambiare la storia, non venne fuori ciò che la Germania desiderava: un accordo e una alleanza per fronteggiare la potenza degli Stati Uniti.
Non va dimenticato, infatti, che gli Stati Uniti erano, di fatto, in guerra non dichiarata con la Germania fin dall'inizio delle ostilità in Europa. Fin dall'inizio, infatti, il lavorio diplomatico, il supporto informativo, i rifornimenti di materiale strategico e di forniture militari degli Stati Uniti, avevano da tempo inserito, di fatto, il Nord America fra i belligeranti. Quasi giornalmente il Primo Ministro Churchill inviava umili, ossequiose, petulanti lettere al Presidente Roosevelt non solo per tenerlo minuziosamente informato di ogni novità nel campo militare e di ogni iniziativa ma per chiedere, di continuo, forniture di armi, di materiale di ogni tipo, il suo personale intervento per azioni diplomatiche che si realizzavano in forti pressioni su paesi ancora non belligeranti (dapprima la Francia per convincere il governo a non arrendersi ed a continuare la guerra dalle colonie e poi la Spagna, con invio di grosse forniture alimentari, Turchia, Grecia. Jugoslavia e, naturalmente, l'Unione Sovietica. La titubanza di Molotov e di Stalin, l'ambiguo gioco tenuto da questi nei suoi rapporti e la reticenza ad entrare in guerra a fianco dell'Asse si devono quasi esclusivamente alle pressioni non solo degli inglesi ma anche e sopratutto al lavorio continuo e scarsamente occulto degli Stati Uniti.
Gli Stati Uniti avevano poi stabilito basi aeree e navali in Groenlandia e in Islanda (paese neutrale) per controllare e proteggere i convogli navali di rifornimenti verso l'Inghilterra. Questo mal celato impegno militare degli Stati Uniti, non era certo in linea con il suo status di neutralità ma chi avrebbe potuto ostacolare gli Stati Uniti dal condurre, pur non provocata, una guerra sporca e subdola, non nota al popolo e contro ogni regola della tanto conclamata libertà democratica? Così, in cambio della cessione di alcune basi militari inglesi (esclusivamente come copertura) Roosevelt era riuscito a giustificare al Congresso la richiesta di approvazione della legge dei "fitti e prestiti", che seguiva la precedente "cash and carry" con cui gli Stati Uniti avevano rifornito di armi e materiali strategici sia Francia che Inghilterra. Con questa seconda legge il governo degli Stati Uniti esercitò il massimo sforzo per riarmare l'esercito inglese sconfitto in Francia e in Belgio e che aveva dovuto abbandonare completamente il suo equipaggiamento. In particolare la immediata consegna di 50 cacciatorpediniere nonché il ripristino dell'arsenale militare inglese annientato dalla sconfitta di Dunquerque, permetteva non solo alle navi mercantili inglesi una certa sicurezza sulle rotte atlantiche ma anche una protezione della marina USA, una ricognizione della Aviazione con dati continuamente trasmessi ai servizi inglesi. In altre parole gli S.U. erano, fin dall'inizio, andati ben oltre i limiti imposti dalle leggi internazionali che proibiscono, pena la decadenza dallo status di nazione neutrale, la fornitura ai belligeranti di materiale strategico, di rifornimenti, di armi, ecc. In altri termini l'America del Presidente Roosevelt combatteva una guerra nascosta creando tutte le condizioni per farsi attaccare dalla Germania. Hitler evitò, fino all' estremo, di riconoscere tale stato di guerra non dichiarata, cercando, dal suo canto, di assicurarsi il sostegno della Unione Sovietica. Vero che le ideologie erano assolutamente all'opposto ma, altrettanto vero che, di fronte alle necessità di una guerra, le ideologie si mettono da parte.(ubi arma leges silent!) Esattamente come fecero i paesi democratici-capitalisti che si allearono nella più innaturale delle alleanze, con il "demonio" comunista e, per anni e anni, fecero finta di non vedere e non sentire. Non vedere ciò che era sotto gli occhi del mondo e cioè lo stato di oppressione e di illiberalità che sottoponeva l'intero popolo della Unione Sovietica a un regime di gran lunga più autoritario e tirannico di quello Mussoliniano o Hitleriano, un regime dove il terrore era il meccanismo che obbligava il popolo ad accettare il comunismo nella sua fase più tragicamente acuta e sanguinaria.
La alleanza con l'Unione Sovietica, dunque, era si ambita dalla Germania quanto dallo schieramento opposto e, naturalmente, il braccio e la mente dello schieramento opposto era la poderosa azione persuasiva del presidente Roosevelt. Nessuno dei contendenti storceva abbastanza il naso sul fatto che il comunismo era, fin d'allora, considerato la peste del mondo. La Germania, in particolare, e, in misura più ampia l'Italia, avevano combattuto contro l'insediamento di un regime comunista in Spagna proprio per tenere questo bubbone lontano dall'Europa! Lo stesso Churchill si considerava l'"arci-anticomunista". Come poteva quindi accettare che, con la guerra e la vittoria, una gran parte del mondo cadesse sotto il giogo comunista ben più atroce e pesante di quello germanico?
E' scritto (Churchill e altri) che in effetti la Russia si stava preparando per attaccare la Germania ma che non lo avrebbe fatto prima del 1942, il che è plausibile visto che, press'a poco per la stessa data, sarebbe scattata la trappola che, provocando l'attacco giapponese, avrebbe portato all'effettiva entrata in guerra degli Stati Uniti. Proprio gli Stati Uniti le cui industrie erano, nel frattempo, state portate al massimo della produzione di mezzi e materiali strategici.
A sostegno di quanto sopra esistono fatti incontrovertibili. La Russia, legata alla Germania da un patto di non aggressione, sollecitata a schierarsi con le forze del Tripartito contro le Potenze Occidentali, traccheggia dapprima rifiutando infine di entrare in guerra con le forze dell'Asse.
Allo stesso tempo, durante cioè gli otto mesi di inutili trattative prima dell'attacco del 22 Giugno, le Potenze Occidentali, in primo piano gli Stati Uniti, non rivolgono alcuna accusa all'Unione Sovietica, se non sotto tono e senza alcuna ritorsione, per aver attaccato la Polonia alle spalle ed aver arbitrariamente fagocitato i paesi baltici e parte della Finlandia. Per qual motivo le candide vestali della libertà e della democrazia non si strapparono le sacre bende di fronte a questo ed altri oltraggi? Non era stata data una "garanzia" alla Polonia? Per qual motivo la garanzia era stata il motivo della dichiarazione di guerra della Gran Bretagna alla Germania e non anche alla Unione Sovietica, colpevole delle stesse ingiustificate violazioni? Per altro, mentre l'aggressione tedesca poteva trovare qualche giustificazione nel volere la Germania riprendersi ciò che le era stato tolto con la pace di Versailles, e cioè l'assurdo corridoio di Danzica per dare alla Polonia uno sbocco al mare che mai aveva avuto precedentemente, nessuna giustificazione poteva ammettersi per la Unione Sovietica che aveva occupato territori polacchi (che peraltro occupa tuttora!) e intere nazioni che inglobò nella Federazione Sovietica.
La chiave per comprendere questa apparente anomalia è una sola: Roosevelt e la sua politica di spartizione del mondo.
Proprio Roosevelt, nove mesi dopo la occupazione della Polonia da parte della Russia Sovietica, pubblicamente accusò l'Italia di Mussolini di aver pugnalato alle spalle una nazione amica (la Francia), accusa che l'Italia si è portata dietro come ignominia per tanto tempo, mentre lo stesso Roosevelt non accusò mai l' Unione Sovietica di aver aggredito, nove mesi prima, davvero alle spalle, cioè ad Est, e senza alcun motivo dichiarato e plausibile se non quello di partecipare al bottino, la Polonia il cui esercito si stava battendo ad Ovest contro le potenti armate tedesche? Era già tutto previsto e organizzato nelle diplomazie occidentali? L'aggressione tedesca andava punita mentre l'aggressione, ingiustificata e vile di chi sarà poi chiamato affettuosamente "my friend Joe", doveva essere accettata?
Davvero strano questo atteggiamento delle Democrazie che gli storici non approfondiscono a sufficienza. Ogni volta che il mondo è stato preda di convulsioni o, più semplicemente, ogni volta che, per i più vari motivi, si sono creati squilibri nelle delicate alchimie della politica internazionale, il mondo si è alzato in armi a difesa degli interessi minacciati che turbavano gli equilibri esistenti oppure ha reagito mettendo in atto forme sanzionatorie. La storia è ricca di questi episodi. La, pur giustificata, guerra dell' Austria alla Serbia scatenò il I conflitto mondiale. Alle altre potenze nulla importava della necessità della Austria di ottenere, per il suo prestigio, adeguata riparazione per l'assassinio del Principe Ereditario. Il solo fatto che l'Austria avesse attaccato la Serbia, fece scattare l'intervento delle altre potenze. Esempi ve ne sono in quantità; l'ultimo è rappresentato dalla occupazione del Kuwait da parte dell'Iraq. Furore e vendetta si sono abbattuti da quel giorno sull'Iraq. Le conseguenze sono ancora sotto gli occhi di tutti.
Ma la Storia registra alcune eccezioni. La rivoluzione sovietica non destò alcuna preoccupazione ne provocò alcuna reazione nel resto del mondo che pur aveva da temere, e successivamente da soffrire, per questa mancata ingerenza. I successivi ottanta anni provocarono incalcolabili e catastrofici danni oltre a indicibili e innumerevoli lutti. La coscienza del mondo ne fu sconvolta, la pace minacciata e distrutta, gli equilibri stravolti. Ebbene la Unione Sovietica, davvero cosa singolare, non subì il minimo ostacolo, la minima opposizione o intervento contrario da parte delle potenze occidentali. Perché? Non furono inviate truppe a sostegno dell'ordine costituito, non furono date armi ai sostenitori del vecchio regime o, comunque, agli oppositori del regime comunista non ancora consolidato. L'aiuto dato alla lotta contro la rivoluzione russa non é pur pallidamente equiparabile a ciò che fu fatto, (benché la scala fosse ridottissima) in aiuto alla Spagna.. e ciò da entrambe le parti.. Inutile dire che, anche in quella occasione, la parte cosiddetta "democratica" si schierò come un sol uomo con i "rossi"... Perché??
Un eventuale intervento contro la Russia rivoluzionaria ed a favore della Russia Zarista, avrebbe potuto essere un ottimo argomento di pace, di armistizio, in un momento quando le potenze centrali erano ben lungi dall'essere sconfitte.. anzi ... con la sconfitta russa ai laghi Masuri e la pace di Brest Litowsk la Germania era ancor più forte! Si lasciò invece che la rivoluzione bolscevica trionfasse, . che si versassero fiumi di sangue e che la famiglia regnante venisse trucidata... Si é detto di una nave da guerra inglese per salvare lo Zar e la famiglia imperiale. Chi fermò quella nave?
In effetti non si ebbe alcun tentativo di sforzo congiunto da parte di potenze interessate .. e questo é ancora da spiegare e da capire. Le potenze di allora, TUTTE le potenze, pur avendo già sperimentato lo sviluppo e l'evolversi (anche nell'Italia pre bellica) della virulenza e della violenza del socialismo massimalista e rivoluzionario, fecero orecchie e occhi da mercante.. Non può essere stato un caso.. In politica certi avvenimenti non avvengono per caso ma per cinico calcolo e per inconfessabili interessi.. Gli storici finora hanno taciuto..
Sarebbe interessante spulciare gli archivi anglo franco americani dell'epoca.. quando Wilson si preoccupava di negare Fiume all'Italia perché l'entroterra era popolato prevalentemente da slavi...immigrati sotto il regime asburgico.....
In situazione analoga, al contrario, la guerra civile spagnola trovò tante nazioni preoccupate di salvare la "democrazia" che democrazia non era. Armi e forniture militari piovvero dalla Francia, dalla Russia, dall'Inghilterra. Gruppi di volontari corsero a dare la vita per l'affermazione dei governi comunisti. Addirittura piloti americani combattevano con la stella rossa, simbolo della Spagna Rossa, sulle ali. Ancora oggi la Spagna è guardata con sospetto per i suoi anni di dittatura Franchista. Perché, con lo stesso metro, la rivoluzione bolscevica e successivamente il regime terroristico sovietico non è mai stato oggetto di forte opposizione se non verbale e assolutamente inefficace?
Tutti gli Stati si affrettarono a riconoscere il regime comunista e in occasione del successivo secondo conflitto mondiale, la Unione Sovietica ha ottenuto che tutte le sue aggressioni fossero tollerate, che non si parlasse dei suoi crimini di guerra, che nessuno si preoccupasse della sorte della Polonia, che gli stermini perpetrati dai sovietici passassero nel dimenticatoio e così via; non si è mai parlato di campi di concentramento in Russia, di prigionieri maltrattati, denutriti, uccisi o usati come lavoro schiavo.
Per tornare al tema principale, nel periodo che va dal 13 novembre 1940 al 21 giugno 41, la Unione Sovietica fu sottoposta ad un corteggiamento incredibile fatto di dimostrazioni di forza da un lato, lusinghe diplomatiche dall'altro, promesse di aiuto da parte degli Stati Uniti, suggerimenti e offerte di amicizia da parte della Inghilterra, con lettere di cortesia da parte di Churchill, invio di informazioni segrete e così via. Una vera stranezza per un personaggio di grande rilievo politico che si era definito "arci-anticomunista"! Insomma nessuno si preoccupava delle libertà dei cittadini sovietici, dei diritti dei tanti esuli e profughi, delle sofferenze della Polonia, dei massacri di ufficiali polacchi trucidati a decine di migliaia… ma tutti si preoccupavano di garantirsi l'appoggio militare e strategico dell' Unione Sovietica.
Quanto sopra va detto ad onta di tutte le potenze occidentali, compresa la Germania ma esclusa solo l'Italia. L'Italia fascista ed anticomunista fu l'unica a non trescare con Mosca.. Churchill, perché fosse giustificato il cambiamento di rotta dal suo più volte dichiarato "arci-anticomunismo" viscerale alla alleanza con lo stesso, disse: " ho solo un obiettivo, la distruzione di Hitler, e la mia vita è da adesso (attacco alla Russia) stata semplificata. Se Hitler invadesse l'Inferno, io, come minimo, farei ai Comuni un riferimento favorevole al Diavolo". (Il giorno successivo Churchill, in un discorso ai Comuni, ribaltava, pur riaffermandoli, i suoi principi di dichiarato anticomunismo e si impegnava a sostenere la Unione sovietica nella lotta contro Hitler, coinvolgendo, pur non avendone autorità, nei suoi obiettivi e nelle sue dichiarazioni anche gli Stati Uniti, anch'essi paladini di anticomunismo.
Resta il dubbio dei motivi di queste scelte (cioè della scelta di Churchill e di Roosevelt), favorevoli alla Unione Sovietica, che sono ingiustificabili e che hanno pesantemente condizionato la storia del mondo fino alla fine del secolo.
Un ulteriore indizio di accordi sottobanco fra la Unione Sovietica e le cosiddette Democrazie sta nella constatazione del fatto che, immediatamente dopo l'attacco tedesco, ampiamente previsto da Churchill come risulta dalle sue Memorie, scatta il sistema di aiuti e di approvvigionamenti alla Russia sia da parte inglese che americana. Dall'altra parte cominciano anche le pressanti richieste, da parte di Stalin a Churchill, di aprire un secondo fronte in Francia. Stalin voleva assolutamente e subito l'apertura di un secondo fronte quando ancora non era stata stabilita una alleanza formale fra la Inghilterra e La Russia Sovietica. Orbene se non vi fossero stati precisi accordi preventivi, la richiesta del secondo fronte (che sarà soddisfatta solo tre anni dopo) non poteva essere avanzata. Eppure Stalin lo fece attraverso messaggi diretti a Churchill e attraverso i canali diplomatici offrendo perfino di mandare le sue divisioni per il caso che gli inglesi non si sentissero pronti a combattere ad ovest. Successivamente, essendosi aperto il passaggio dei rifoprnimenti attraverso il Golfo Arabico e la Persia, Stalin chiese a Churchill di aprire subito un secondo fronte o di inviare 30 divisioni inglesi a combattere in Russia a sostegno della armata rossa! Richieste che non furono mai accolte lasciando le Armate Sovietiche sole ad assorbire il tremendo impatto della offensiva tedesca che fu contenuta non prima dell'inverno del 1941. (Stalin, furioso, disse che le potenze occidentali "avrebbero combattuto fino all'ultimo russo"!!) Se non ci fosse stato un accordo sfociato poi in una alleanza, le potenze occidentali avrebbero potuto tranquillamente lasciare la Unione Sovietica sola, (che bisogno c'era di una alleanza a cui avrebbe fatto seguito una pesante cambiale da pagare?) assistendo alla sua agonia, per poi aggredire ad Est la Germania il cui esercito e le cui risorse erano andate perdute nel logorante inferno (e inverno) sovietico. Tutto fa quindi supporre che esisteva un ben organizzato disegno per ribaltare l'accordo Molotov Ribbentrop contro la Germania ed a favore delle potenze Atlantiche e questo fu il motivo della svolta e dell'attacco tedesco alla Russia.
Per i motivi su esposti, visto fallire ogni tentativo di agganciare la Unione Sovietica come alleato, con la promessa di una generosa spartizione delle spoglie dell'immenso bottino coloniale Inglese e Francese, la Germania cominciò a temere il gioco subdolo della Unione Sovietica. Del resto, vista la pesante partecipazione degli Stati Uniti nella guerra che si stava combattendo, la Germania non considerava sostenibile la politica di tolleranza fino ad allora esercitata nei riguardi degli Stati Uniti. Era chiaro che le provocazioni americane tendevano a un solo obiettivo: costringere la Germania ad un attacco per farsi coinvolgere in guerra e poter così giustificare al popolo americano la necessità di prendere le armi. Era sottinteso che lo schieramento con il quale l'America si sarebbe allineata era l'Inghilterra e il Commonwealth.
La Germania non aveva scelte e il tempo avrebbe lavorato contro le sue possibilità di successo. L'attacco alla Russia fu dunque una necessità imprescindibile. Non riuscendo e non potendo averla dalla sua parte, la Germania decise di attaccarla e sconfiggerla. Una volta sconfitta, la Russia sovietica avrebbe fornito all'Asse immense risorse industriali e materie prime, forniture di petrolio, carbone, legno, ferro, rame, metalli pregiati, tutto. Forse anche materiale umano ormai liberato dal regime oppressivo di Stalin.
Dopo una accurata preparazione tattica e logistica durata alcuni mesi, il 22 giugno 1941 le truppe tedesche, con tre gruppi di armate per un totale di 120 divisioni, passarono all'attacco dando inizio alla più spettacolare invasione dell'età moderna.
La campagna contro la Unione Sovietica fu l'evento più importante della II guerra mondiale; il punto di svolta perché con l'enorme logorio delle sue forze e delle sue risorse, la Germania andò incontro alla fine delle sue ambizioni di vittoria. Si può senz'altro dire che, come Napoleone, anche Hitler cadde in una trappola mortale che causò la completa rovina e la totale distruzione del Terzo Reich.
E' chiaro che se l'Unione Sovietica scelse il campo opposto ad Hitler, questa scelta fu fatta dopo aver attentamente vagliato i vantaggi offerti dalle due parti in contesa. Poche promesse poteva fare Churchill ma molte promesse poteva fare Roosevelt il cui gioco è stato, come si vede da molteplici accadimenti, il più sporco fra gli sporchi giochi della politica mondiale.
Per quanto non provato, é certo, che l'assetto del mondo diviso in due fu oggetto di un accordo precedente a Yalta e Potsdam, accordo che gli Stati Uniti hanno voluto testardamente rispettare anche quando l'Unione Sovietica non era più l'amico Joe ma la "peste del mondo". Accordi rispettati nel '53 a Berlino e poi a Varsavia, a Budapest e poi Praga. Ma perché? Nessuna risposta.
A suffragare l'ipotesi della combutta premeditata fra Stalin e Roosevelt, sta il fatto che, non appena subito l'attacco tedesco, l'immenso sistema di rifornimenti americano, già in piena attività per gli aiuti all'Inghilterra, viene dirottato in appoggio alle armate sovietiche e successivamente aumentato a dismisura prima ancora che esistessero trattati di alleanza e di collaborazione militare. Le richieste di Stalin si fecero, da subito, arroganti e pretenziose quasi a dire.. "mi avete coinvolto adesso pagatene almeno in parte il costo". Questo atteggiamento si rileva più volte e durerà fino al termine del conflitto. Affettuosa amicizia da parte di Roosevelt, pronta e quasi ossequiosa collaborazione da parte di Churchill. Sembra quasi che da quel momento in poi, l'attenzione di USA e Inghilterra sia solo quella di approvvigionare la Unione Sovietica per dare mezzi, armi, viveri, aerei, carri armati, parti vitali come motori avio, gomma, alluminio, carburanti, vestiario, in una parola, tutto, trascurando gli altri fronti di guerra ma mantenendo in vita le armate rosse che letteralmente si immolavano disfacendosi contro le truppe di Hitler. Fu proprio Stalin, lamentandosi della mancata apertura del secondo fronte ad est a dire che l'interesse degli anglo-americani era quello di "combattere fino all'ultimo soldato russo"! La vita dell'Armata Rossa era in quel momento considerata una priorità assoluta. Stormi di aerei vennero in fretta e furia trasferiti dall'Inghilterra alla Russia, convogli destinati ad approvvigionare l'Inghilterra furono dirottati al porto di Arcangelo con scorta inglese, nuovi collegamenti ferroviari si realizzarono attraverso l'Iran per portare la capacità di trasporto a decine di treni al giorno. A tale scopo, materiale rotabile, locomotive e rotaie furono spediti dalla Inghilterra con costi enormi di trasporto circumnavigando l'Africa e con impegno di navi, mano d'opera e personale militare a amministrativo. Ogni sforzo doveva servire a impegnare al massimo la temutissima macchina tedesca. Ora non è pensabile che Stalin si proponesse per questo ingrato scopo senza una chiara contropartita. E la contropartita la si è vista subito dopo la guerra quando metà del mondo e, considerando la Cina, ben oltre la metà del globo, fu consegnata, quasi senza colpo ferire, al sistema sovietico.
Va detto che gli aiuti alla Unione Sovietica, senza voler ricordare le mancate azioni ostili in difesa della Polonia "garantita" dalla Inghilterra, iniziarono ben prima di una qualsiasi rapporto di "alleanza" che fu in fatti stipulata successivamente. Informazioni dei servizi di spionaggio inglesi, furono recapitati a Stalin mesi prima dell'inizio delle ostilità contro i tedeschi ed aiuti militari immediati furono inviati in Russia prima che fra le nazioni esistessero e fossero stipulati accordi di alleanza e di collaborazione militare. In particolare bel 450 aerei con piloti furono inviati immediatamente essendo l'aviazione russa stata distrutta all'inizio della offensiva. Stalin ringraziò sottolineando che non erano sufficienti.. Ah se qualcuno avesse donato 450 aerei dei migliori (Hurricane) alla povera aviazione italiana!!!
E' notizia di poche settimane fa che l'Inghilterra ha finito di pagare, solo quest'anno dopo oltre sessant'anni, l'enorme debito accumulato con gli Stati Uniti per le forniture militari in base alla famosa legge "cash and carry".
Nessun debito è mai stato pagato dalla Russia Sovietica agli Stati Uniti per le identiche forniture.
Perché?
E' l'ultima domanda senza risposta .. Sapranno mai i posteri la cruda e trasparente verità?

Gli storici britannici, fra i quali Winston Churchill hanno reso noto le cifre degli aiuti militari che gli angloamericani hanno fornito all'Armata Rossa consentendole prima di resistere a Stalingrado e, poi, di giungere fino al cuore Europa.

Ecco l'elenco dei materiali bellici forniti alla Russia Sovietica dagli Anglo-Americani dal 1941 al 1945:

  • 9.214 carri armati;
  • 12.230 aerei;
  • 139.897 armi pesanti e leggere;
  • 567.500 mezzi di trasporto;
  • 330.000 apparecchi telefonici con 5 Km di cavo per ciascuno;
  • 4.796.500 tonnellate di petrolio, esplosivi, metalli vari, caucciù, juta,
  • 26.000 macchine utensili per l'industria bellica ricostituitasi al di là degli Urali;
  • 1.045 locomotive con scartamento sovietico;
  • 8.260 vagoni;
  • 6.000.000 di stivali;
  • 23.000.000 di metri di panno militare per i soldati sovietici.

E gli italiani in Russia avevano scarpe di cartone! QUELLE TRISTESSE!