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003
PACIFICAZIONE ?
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LA
COSIDDETTA "PACIFICAZIONE NAZIONALE"
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"Il
Sindaco di Milano Letizia Moratti propone di riunire
in un unico sacrario le spoglie di tutti i combattenti
della guerra civile Italiana del 1943/45 sullesempio
della Spagna di Franco che, a guerra finita (che fu
ben peggiore e cruenta di quella italiana), fece riposare
le vittime di entrambe le parti in un unico grande
cimitero, "La Valle dei Caduti".
La proposta della Moratti é apprezzabile e
condivisibile nello spirito che va nellauspicata
direzione del superamento delle divisioni e per una
memoria condivisa ma, temo, sia irrealizzabile.
Nonostante siano passati oltre sessantanni le
posizioni di entrambe le parti sono rimaste immutate,
soprattutto da parte antifascista. Sappiamo tutti
che durante quei terribili anni ci sono stati atti
di violenza gratuita e disumana, sia da una parte
sia dallaltra, ma mentre i crimini fascisti
ci sono ricordati e ben documentati ad ogni piè
sospinto, delle nefandezze dei partigiani, compiute
soprattutto a guerra finita, si preferisce spesso
sorvolare e questo provoca, comprensibilmente, il
risentimento di coloro che combatterono dallaltra
parte. Ci sono voluti i libri di Gianpaolo Pansa sullaltra
faccia della resistenza, quella meno nobile, per far
conoscere al grande pubblico cosa fu la guerra partigiana,
eppure durante le celebrazioni ufficiali del 25 aprile,
dal Presidente della Repubblica al Sindaco di paese,
di quei fatti dolorosi non se ne fa cenno, per non
ombrare il mito della resistenza a cui, peraltro,
una parte politica deve le sue fortune. Per motivi
anagrafici non ho vissuto quei terribili anni, ma
ho letto e ascoltato molto e sono convinto che anche
coloro che caddero della "parte sbagliata",
i combattenti della Repubblica Sociale Italiana (e
per favore non continuiamo a chiamarli con il termine
dispregiativo di repubblichini), meritino
rispetto e considerazione, almeno coloro che si batterono
volontari e in perfetta buona fede, ben sapendo di
andare a perdere. Anche loro sono morti per l'Italia.
Come riconosciamo i partigiani comunisti che lottarono
per laffermazione dei loro ideali, pur essendo
questi in contrasto con i principi di libertà
e democrazia (di cui troppo spesso ci si riempie la
bocca), allo stesso modo dobbiamo rispettare coloro
che scelsero, in assoluta libertà e consapevolezza,
di seguire Mussolini nella sua ultima battaglia. Quando,
sia da parte partigiana sia da parte fascista, ci
sarà il reciproco riconoscimento dei propri
errori, senza abiure e con il massimo rispetto per
lavversario di ieri, quando la speculazione
politica verrà messa alla porta e al 25 aprile
sarà dato un altro significato, allora, solo
allora, potremo parlare di pacificazione nazionale
e di memoria condivisa e finalmente Fascismo e Resistenza
potranno essere consegnati alla Storia, quella vera."
Gianfredo
Ruggiero, presidente Circolo Excalibur - Varese
Rispondiamo
a nome dei Combattenti della gloriosa R.S.I.:
Prima di parlare di pacificazione, ci deve essere
un chiarimento..
Parlare di "guerra civile", anche da
parte di esponenti di destra, é fondamentalmente
sbagliato. Guerra civile é guerra di
fazioni.. Bianchi contro I Neri, Montecchi contro
Capuleti, Guelfi contro i Ghibellini, Nordisti
contro i Sudisti, Seguaci di Franco contro i
repubblicani comunisti.
In Italia, una forma di "guerra civile" poteva
esserci stata (per fortuna non disastrosa ne
con stragi di innocenti) nel 1919 - 1922, ma
non nel 1943 - 1945.
La
guerra partigiana non aveva gli stessi connotati..
e non possiamo non ripeterlo all'infinito..... in
quanto i partigiani combattevano a favore degli
anglo-russo-americani considerandoli "alleati"
e "liberatori"; erano da questi pagati,
armati e comandati.
Noi della RSI non volevamo combattere altri
italiani; non era nelle nostre intenzioni, non
era nei nostri programmi. Noi non chiamavamo
i volontari a combattere il comunismo a favore
del fascismo ma a combattere gli invasori ed
a tener fede alla parola data cioè ai
patti di Alleanza firmati con la Germania.
Se avessimo combattuto i partigiani, questi
non avrebbero avuto tregua ne scampo.... sempre che si fosse riusciti a trovarli, lesti com'erano a dileguarsi quando non a sconfinare in Svizzera!
Noi
combattenti della R.S.I.combattevamo
e volevamo combattere il nemico che dall'inizio
della guerra in poi era la coalizione anglo-americana-sovietica.
Punto.
Noi non accettavamo che un governo vigliacco e furbescamente
opportunista cercasse di combattere contro gli
alleati tedeschi dopo aver dichiarato di non
essere in grado di combattere contro i nemici
con i quali eravamo in guerra. Tutto quì.
Il nostro era un tentativo disperato di combattere
fino alla fine, non passare per traditori e
dare la vita per quell'ideale di Patria al quale
eravamo stati educati.. Nello spirito dell'onore
militare, nello spirito del combattente valoroso
e non codardo, per un ideale che ci aveva visto
protagonisti della storia del mondo.. per rispetto
a coloro che erano Caduti durante tre anni di
durissima lotta e che vegliavano in spirito
nelle tombe della Marmarica, degli altipiani
etiopici, nelle steppe della Russia, negli abissi
degli oceani.
La guerriglia dei partigiani (ogni guerriglia
é, di per se, vigliacca e impietosa,
non fa parte del bagaglio del fascista e del
combattente della RSI) aveva altri scopi che
non erano neppur lontanamente paragonabili ai
nostri... Noi non lottavamo per riconquistare
il potere .. come facevano gli antifascisti
di tradizione, non combattevamo con l'obiettivo
o la speranza di sovvertire la nazione Italia
facendola diventare comunista..
Noi volevamo solo che l'Italia fosse Italia
anche se non più fascista. Eravamo disposti
a lasciar perdere l'esperienza esaltante (in
senso patriottico, secondo gli ideali risorgimentali
e garibaldini che volevano una Italia Grande
e Potente!) di 22 anni di fascismo pur di salvare
l'onore e la bandiera della nostra Patria.
Si deve partire da questi principi per capire
cosa é stata la R.S.I.! Quindi niente
guerra civile.. ma guerra di opposizione alla
resa incondizionata, al disonore, alla vigliaccheria,
alla pusillanimità di chi diceva; "chi
t'ho ffa fa.." al "Franza o Spagna
basta che se magna", al concetto che fosse
più importante "portare la ghirba
a casa".. ecc. ecc. Guerra per un ideale
che si può solo paragonare alla tradizione
del "bushido" giapponese. Meglio la
morte che il disonore! E la resa é disonore
per un combattente.. Quindi meglio morire combattendo
che arrendersi.
Gli Spartani non fuggirono ne si arresero alle Termopili
ma si fecero ammazzare combattendo e, per la
storia, furono loro i vincitori! La tradizione antica insegnava che le madri raccomandavano ai loro figli: "Con lo scudo o sullo scudo"!
Questa é stata la RSI!!
Come fare un parallelo e rispettare coloro che,
al contrario, combattevano (se combattere si
può chiamare l'imboscata e l'assassinio alle spalle):
1) per un avvenire comunista, quindi un obiettivo ideologico e di parte;
2) per riacquistare le posizioni di potere perdute
nel 1922;
3) per collaborare con gli anglo-americani venendo
da questi lautamente PAGATI!;
4) per scansare il pericolo del combattimento,
per cui moltissimi partigiani erano solo (in
massima parte lo erano) dei renitenti alla leva
e non avevano la minima intenzione di combattere
da nessuna parte..
In quali file si nascondevano i vigliacchi..
quelli che in tutte le guerre e in tutti gli
eserciti fanno capriole per non partire, per
non andare al fronte, per imboscarsi in servizi
di fureria o di distretto o altro.. posti lontani
dal rischio..? Dove militavano costoro?? Non
certo nelle file repubblicane dove la morte
era in agguato anche se si andava a passeggio
con la ragazza quando si era in libera uscita;
quando a volte la stessa ragazza era una "staffetta"
che, con nessun rischio, aveva il compito di
portare il "moroso" dietro un vicolo
dove quattro assassini sparavano a bruciapelo
e coraggiosamente scappavano..
Comunque passi (e non passa in realtà)
per la guerra partigiana.. Ma le efferatezze,
le stragi, le torture, le epurazioni, i millenni
di carcere scontati dai fascisti della RSI...
DOPO la cosiddetta liberazione ... quei morti
di cui il Pansa ha solo appena appena accenato
(20.000 forse 30.000 quando si sa che furono
più di centomila) giustificando le efferatezze
con la continua espressione che si trattasse
di "regolamento di conti".. ma di
che parla il Pansa? Ma quali conti erano da
regolare?? Allora quelle persecuzioni, al cui confronto il "terrore" della rivoluzione francese si può definire "legalitario", le dobbiamo considerare crimini nazisti o crimini democratici?
I Partigiani combattevano per il
nemico.. e basta.. Tradivano la Patria, forse
ingenuamente, credendo di poter essere accettati
in una ipotetica, sognata, inventata.. ALLEANZA
che non esisteva. Il nemico rimase nemico e
come tale, da vincitore, ci impose una pace
che peggio non si sarebbe potuto concepire neppure lontanamente..
Allora la loro collaborazione (tradimento verso
la Patria) con il nemico quali risultati ha
portato? La perdita dell'onore e della dignità
per cominciare.. la perdita delle colonie, la
perdita della libertà come nazione con
pesanti limitazioni negli armamenti e nella
nostra indipendenza e libertà d'azione,
la perdita di territori italiani come L'Istria,
la Dalmazia, la Venezia Giulia ed altri territori
al confine francese, la perdita del Dodecanneso
che era italiano dalla prima guerra mondiale..
la consegna della nostra flotta al nemico che
se la spartì come una vincita al tavolo
da gioco.. due incrociatori pesanti alla Russia,
altre navi da battaglia all'America, una nave
da battaglia perfino alla Grecia... Allora chi
era dalla parte sbagliata? Noi che combattevamo
contro gli americani o chi collaborava con costoro
per porre l'Italia in catene e trascinarla al
banco dei vinti??
Nella ipotesi che i "partigiani" abbiano
combattuto in buona fede.., e sicuramente ce
ne sono stati di quelli in buona fede, non si può non chieder
loro.. cosa avete ottenuto in cambio della sconfitta
dell'Italia alla quale sconfitta voi avete dato
il vostro vile contributo? Non potendo dire
che l'Italia, per loro merito, ha vinto la guerra
.. rispondono che hanno riportato la democrazia..
e la libertà.. Ma questo é falso..
Il fascismo era già caduto prima della guerra partigiana.. e
se non fosse stato per la resa con disonore..
non sarebbe ritornato.. Avremmo perso la guerra
e mantenuto almeno l'onore.. La Democrazia in
ogni caso ci é stata imposta perché
(lo si può vedere anche dall'analoga
esperienza recentissima in Iraq) gli americani
impongono un governo democratico che loro sanno
di poter controllare. L'Italia aveva una commissione
di controllo (Allied Control Commission) che cessò di esistere solo dopo la firma del trattato di pace del febbraio 1947! Come anche l'Iraq ha oggi una commissione
di controllo.. Con la resa disonorevole l'Italia perse la Libertà e non l'ha mai più
avuta da allora.... Se gli anglo-americani avessero
voluto un governo diverso.. per es. un governo
militare come in Pakistan o come Pinochet in
Chile.. l'avrebbero imposto senza problemi..
Difatti, per qualche tempo, vollero Badoglio
al potere quale garante delle condizioni di
resa; gli imposero di dichiarare guerra alla
Germania e al Giappone, gli imposero tutto ciò
che volevano senza aspettare che dicesse si
o no e alla fine gli imposero di andarsene a
favore di un governo i cui membri erano stati
scelti accuratamente ed
oculatamente in base ad accordi fra gli Alleati
(anglo-russo americani). Imposero al Re d'Italia
di abdicare e, solo dopo lunghe e piagnucolose
tergiversazioni, decisero per la luogotenenza.
Le decisioni erano tutte e solo della Commissione
Alleata di Controllo esattamente come ora in
Iraq. Esiste qualche demente o imbecille che
può dire che il governo Iraqeno é
un governo libero e indipendente? Proprio NO..
Così nella Italia "liberata"
e I partigiani si dovevano fottere!
Allora prima cerchiamo di chiarire queste cose
importanti e poi si renda omaggio ai combattenti
della RSI-- e lasciamo perdere la pacificazione
perché da parte nostra non c'é
mai stata animosità verso altri italiani
neanche quei vigliacchi che sparavano alle spalle
come qualsiasi altro terrorista delle Brigate
Rosse e scappavano da irresponsabili.. quando c'era sentore di rappresaglie...
Mai una rappresaglia fu evitata o ostacolata
dai partigiani che scappavano lasciando nelle
peste la popolazione civile.. MAI!!!!
Che equiparazione può esserci fra noi
e i partigiani??
Il
"webmaster"
mandate i vostri
elaborati a: francodau@fastwebnet.it
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